Noi amiamo la Terra delle Meraviglie, ma per chi abita in altre regioni ritmi, abitudini, clima e tipicità potrebbero non essere così semplici da accettare.
Ecco la storia di un romano che si è trasferito in Veneto, e della sua sensazione di disagio e spaesamento

Cara Giulia,
son un romano che si è trasferito in Veneto per lavoro da pochi mesi. Ho lasciato la mia vita ed i miei amici a Roma e sono arrivato a Padova due mesi fa. Il lavoro è molto impegnativo (lavoro per una multinazionale molto famosa), ma dopo le dieci ore di lavoro torno all’appartamento e sento un vuoto. Non conosco nessuno e avverto per la prima volta di soffrire di solitudine. Considera che vivevo a Roma da sempre e qui mi sembra tutto diverso.
Che posso fare per sentirmi a mio agio?
Sempre forza lupi!
Sergio

Caro Sergio,
innanzi tutto benvenuto nella Terra delle Meraviglie.
Sei un romano che si è trasferito in Veneto sì, ma sei capitato in una delle perle della regione, perché Padova è anche la città universitaria per definizione, piena di vita, cose interessanti e possibilità culturali divertenti, compatibilmente con le tue dieci ore di lavoro quotidiane.
La prima cosa che vorrei ti arrivasse è un consiglio semplice quanto importante: datti tempo. Hai rivoluzionato la tua vita solo due mesi fa, per costruire o ricostruire ci vuole sempre il giusto tempo. Dall’altro canto però capisco che la condizione di solitudine che stai sperimentando sia difficile e pesante.
Ti sei ritrovato a contatto con uno stile di vita, un clima e delle abitudini molto diverse rispetto a quelle a cui eri abituato, e sicuramente per un romano che si è trasferito in Veneto ci sono molte cose da accettare e consuetudini nuove da fare proprie.
Inoltre, trasferimenti, traslochi spostamenti lavorativi sono universalmente riconosciuti come altissimi fattori di stress e gestirli può essere molto pesante. Ci si scarica a livello emotivo, e sull’onda lunga di questa tensione è molto comune sentirsi svuotati, a maggior ragione se la parte relazionale viene messa in difficoltà.

La solitudine incide molto negativamente sul nostro benessere perché si collega con la sensazione di non essere importanti per nessuno, complici i ritmi frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani.
Ma la situazione è reversibile! In alcuni casi è necessaria “una spintarella” da quella parte di noi che ci vede più attivi, più combattivi, più resilienti: facendo lo sforzo deliberato di uscire dal proprio guscio e di aprirsi agli altri.

Quando si cambia lavoro, ci si ritrova spesso ad allontanarsi dalle vecchie amicizie. È in questi momenti che riuscire a fare nuove conoscenze e farsi nuove amicizie diventa importante, con gradualità. Parti con i colleghi: molti di loro si sono ritrovati nella tua stessa condizione in tempi non sospetti. Un buon primo passo può essere il confrontarsi con loro rispetto alla tua condizione. Magari di fronte ad uno spritz, che siamo sicuri ti piacerà moltissimo!
Prova a fare tu la prima mossa, sviluppando il rapporto con gradualità.

Il tuo “forza lupi” in chiusura di lettera, ad esempio, potrebbe essere un punto di forza: partite di calcetto vengono organizzate in tutte le salse ed in tutte le zone della città e della regione. Esponiti, esponi i tuoi interessi e condividili. I contatti si amplieranno a macchia d’olio.
Il fatto di ripartire in una nuova città ha il pregio di darti carta bianca: ora hai mille possibilità in più, il cambiamento porta sempre ad una rivoluzione.
#prendilasgaia e rendila il più vantaggiosa possibile!