Il magazine femminile Roba Da Donne raggiunge gli uffici di Sgaialand: tre cose vere di me

Un vero piacere poter conoscere Ilaria Dondi, Direttrice Editoriale del seguitissimo magazine femminile online Roba da Donne, che vanta oltre 1.800.000 follower su Facebook e quasi 900.000 su Instagram.

 

Sono stata intervistata per la rubrica Tre cose vere di e ho avuto l’occasione di svelare tre aspetti di me che conoscono davvero in pochissimi, ecco perchè ho pensato di ricondividere la video intervista anche con voi. Se vi fa piacere, vi basterà cliccare nel video di copertina.

Ilaria Dondi ha corredato la video intervista con un articolo che vi cito e potete trovare qui:

Un calendario, un mazzo di chiavi e un paio di scarpe con il tacco: questi sono i tre oggetti con cui Gaia Dall’Oglio di Sgaialand Magazine ha scelto di raccontarci 3 cose vere di lei. Ha un grande sorriso e l’aria di chi si muove decisa, ma con un’attitudine sincera alla curiosità e a dare attenzione a chi incontra sul suo cammino.

La stessa che, assorbita da stress, scadenze quotidiane e scarsa possibilità di delegare, tende in genere a perdersi nelle persone con un’agenda fitta fitta, come la sua. In Veneto Sgaialand Magazine è una realtà ben nota e “sgaio” un vocabolo ben preciso, quasi un modo di essere: entusiasta e accogliente, curioso e in continuo movimento.

Gaia Dall’Oglio, del resto, è esattamente così. Chiunque si sia mai chiesto come fare del blog delle proprie passioni un’azienda dovrebbe organizzarsi per non perdere il suo intervento ai Digital Innovation Days (Milano il 17, 18 e 19 ottobre 2019), in cui Gaia parlerà esattamente di questo.

Nel frattempo noi di Roba da Donne, che pure all’importante evento del mondo digital avremo occasione di presentare un progetto a noi molto caro sul cyberbullismo, abbiamo deciso di anticipare il nostro appuntamento autunnale con lei. La scusa è quella di conoscere l’altra Gaia, oltre l’imprenditrice, oltre la blogger e il volto “social” e “sgaio”. Il racconto che Gaia fa di se stessa è onesto: ammette i successi e riconosce le proprie paure e, soprattutto, la difficoltà ma anche la necessità e la soddisfazione di superarle. La sua storia è qui a dirci che per nessuno è facile essere se stessi, anche quando da fuori può sembrare lo sia, anche quando ci viene da pensare che tutto andrebbe meglio o sarebbe più bello se fossimo nei panni di quella persona di cui si segue un account Instagram che ci piace tanto. Non è facile essere se stessi. Ma ci si può riuscire, senza bisogno di essere nati “privilegiati”, a partire proprio da noi.

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