QuaranTales sono le belle storie della quarantena nonostante tutto, raccontate dalla voce di chi ha voglia di condividerle con noi.

Questa volta scrivo in prima persona, riappropriandomi per qualche minuto della dimensione blog, più intima e personale.
Mi sono chiesta a lungo in questi giorni quale potesse essere il mio e nostro modo di contribuire e dire la nostra in questo periodo buio. Sempre che sia necessario dire qualcosa. Non me la sono sentita di aderire a tante iniziative e proposte, non riuscivo a trovare il mio linguaggio e il rischio di “metterci solo la faccia” o di cavalcare onde un po’ troppo facili non mi piaceva.

Siamo però una società di comunicazione e un portale in forte crescita, parlo quotidianamente a migliaia di persone e sentivo una piccola, personale responsabilità. Ho fatto l’unica cosa che mi riesce mediamente bene, credo: dare voce al positivo.

Ne è nato un progetto audio splendido, profondo, delicato e rispettoso, che riflette la società in questo momento e che sta dando conforto o tenendo compagnia a molte persone. Senza presunzione o voler sdrammatizzare ciò che sta accadendo.

Nessun copione, nulla di studiato, solo la voce anonima e spontanea di chi ha voglia di condividere quello che di positivo questo virus infame in qualche modo sta portando, nonostante tutto. Perché è innegabile che in tutte le case, in tante forme diverse, qualcosa di positivo stia avvenendo.

E allora ecco QuaranTales, i podcast dove a parlare sono mamme, donne sole, uomini, giovani professionisti, adolescenti, bambini, famiglie, nonne. Per una nota positiva in questo pentagramma di dolore e incertezza.

C’è la giovane manager che sta vivendo la quarantena in solitudine e ha scoperto che tutto quello che aveva pianificato di fare ha lasciato posto ad altro, di migliore. 

C’è Valentina, disoccupata, reduce da un divorzio difficile e da un intervento chirurgico molto impegnativo. Ecco il suo lato positivo nonostante tutto.

C’è una famiglia intera e un file audio dolcissimo che comincia con la voce di Celeste, due anni. 

 

C’è Max, un papà manager che pensa a “quanta voglia di Italia c’è” e che propone una riflessione molto profonda.

C’è una diciottenne alla prese con la didattica a distanza, gli esami di maturità,  un’adolescenza con cui convivere e la riscoperta della “dimensione famiglia”

C’è Francesca, che ha aspettato che suo fratello uscisse dalla terapia intensiva del Sacco di Milano prima di inviarmi il suo audio ricco di “cose belle” e carico di emozione.

C’è la mia storia. Sono mamma da poco più di due mesi, non vi sarà difficile indovinare quale sia la mia più grande fortuna in questo momento.

 

Ci sono molte altre brevi, belle storie, pronte a tenervi compagnia tramite la voce di chi ha voglia di condividere la sua esperienza con noi, con voi. 

QuaranTales è una piccola iniziativa, che sta portando solo “bene” e gratitudine da parte di chi ascolta, ma anche di chi registra. Un #PrendilaSgaia riadattato a questo difficile periodo. L’unico contributo che avrei potuto dare, certa che di un po’ di positivo abbiamo bisogno, pur senza dimenticare chi è in prima linea, chi sta soffrendo, chi ha perso una lotta difficile con un nemico invisibile.

Sono sinceramente emozionata e commossa a ogni ascolto e come me molte persone, credetemi. Per partecipare, se desiderate, vi basterà contattarci via mail all’indirizzo info@sgaialand.it e vi daremo le semplici istruzioni.  Sono e sarò l’unica a sapere di chi sono le note vocali. Vi lascio qui sotto tutti gli episodi tramite link diretto a Spotify, che potrete ritrovare facilmente quando vorrete nell’home page di Sgaialand nella sezione Entertainment.

Un abbraccio e buon ascolto a tutti, farà bene al cuore.

Sgaia