la foresta dei sogni

Elisa, la nostra cineblogger veneta ed esperta di cinema, è andata ancora una volta davanti al grande schermo per noi. Oggi sul blog si parla di La foresta dei sogni, un film di Gus Van Sant con Matthew McConaughey, che al pubblico femminile di Sgaialand non dispiace mai, giusto?!  Pop corn o no? Scopriamolo con Elisa! Gaia 

la foresta dei sogni

LA FORESTA DEI SOGNI 

Di: Gus Van Sant

Con: Matthew McConaughey, Naomi Watts, Ken Watanabe

Si perché: sono andata a vederlo sia per voi e sia perché adoro Matthew McConaughey, soprattutto in parti fortemente drammatiche come nella storia del professor Arthur Brennan. Il film è una ricerca del proprio sè, dopo aver trascorso periodi di forte rabbia e delusione per una vita non vissuta appieno. Arthur Brennan è uno scienziato: vive nel concreto, nel tempo presente, nelle spiegazioni e prove tangibili di quello che tocca con mano. Anche le emozioni non hanno spazio nella sua vita, soprattutto perché in breve tempo sembra andare tutto per il verso contrario, oltre il controllo scientifico. Invece quando sta per perdere tutto, anche la speranza che ci fa fare ogni minimo gesto quotidiano, il professor Arthur alza lo sguardo e cambia.

la foresta dei sogni

No perché: prima di film, parliamo di una storia. Una storia che capita abbastanza di frequente e con ingredienti consueti: crisi matrimoniale, alcolismo, malattia, morte. E ingredienti che messi tutti assieme creano un impasto di forte negatività, rabbia, silenzio: difficile da digerire perché va dritto allo stomaco. Se viene compresa, allora la storia finisce al cuore: facile allora immedesimarsi nel nostro bel protagonista e ritrovare la strada della serenità. Se invece si legge il racconto come una storia fra tante, la noia e la banalità predomineranno la scena.

Matthew McConaughey a parte, la complessità piace a noi donne: siamo più predisposte a soffrire e pronte a risolvere mille problemi contemporaneamente. E’ un film con pochi dialoghi, spesso sono i rumori della natura a prendere il sopravvento. Molto è giocato nell’espressione facciale di McConaughey/Brennan che, seppur imbruttito e con muso lunghissimo, è misteriosa e affascinante allo stesso tempo.

la foresta dei sogni

Per: la foresta in cui il professor Brennan passa metà del suo tempo filmico è un bosco ai piedi del monte Fuji in Giappone, ad Aokigahara. Esiste realmente ed è conosciuta perché viene scelta, anche da stranieri, come luogo in cui porre fine la propria vita. Il film tuttavia non è stato girato lì, ma in Massachussets e il suo titolo originale è “The Sea of Trees”: ci sono mari di alberi ovunque, se ci pensate, a chi non è mai capitato di perdersi (anche non strettamente nel termine) in un bosco, pensando ai profumi o ai suoni della natura, riflettendo sulla vita, su di se’… E non occorre andare in Giappone o negli Usa per trovare natura incontaminata e fitta ramaglia labirintica: se il tempo finalmente ha deciso di essere primaverile, i Colli Berici e i Colli Euganei vi aspettano a braccia aperte. Per camminare e pensare, mica per mangiare, cosa capite!?

la foresta dei sogni

Pop-con: il silenzio che pervade tutto il film non fa di questa storia il campo ideale per pop-corn, patatine o caramelle. Non è per la drammaticità dei temi trattati, quanto per la mancanza di sottofondo di copertura: se siete seduti vicino a un’intollerante come me, potreste essere soggetti a occhiatacce. Sentire affamati ruminanti, mentre l’attenzione è rivolta verso microsuoni o microespressioni facciali, può nuocere gravemente alla salute degli integralisti come me e anche alla vostra: colesterolo e glicemia, ricordo, sono sempre in agguato.

#prendilasgaia

Elisa

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here