Veneziana, gustosa e capace di scatenare vere baruffe: è tempo di zucca barucca

Conoscete la storia di questa straordinaria varietà di ortaggio, tipica della zona veneziana? Ecco la zucca barucca e una torta da leccarsi i baffi!

Galeotta fu la zucca barucca che Toffolo, detto Marmottina, offrì a Lucietta, promessa sposa del pescatore Titta-Nane.
Iniziano così Le baruffe chiozzotte di Carlo Goldoni: una fetta di zucca incendia lo scontro come la mela d’oro scatena la guerra tra Atene e Troia.
La suca baruca, come è meglio nota nella Terra delle Meraviglie, è una varietà di zucca della zona di Chioggia, che all’epoca del Goldoni veniva venduta a fette e calda, come nella migliore tradizione dello street food veneto.

Il suo nome, spiritoso e simpatico, trova probabile origine dall’assonanza con la parola verruca (dal latino veruca, escrescenza). Infatti la corteccia di questa zucca si caratterizza proprio per avere delle escrescenze grigio-verdi, che ricordano i bitorzoli.
Un’altra interpretazione fa derivare il suo nome dalla parola ebraica baruch, santo, a ricordo della capacità della zucca di riuscire a sfamare i contadini nella rigida stagione invernale.

zucca barucca

La zucca barucca è una delle varietà più coltivate in Italia. Si tratta di una zucca del tipo a turbante, di forma tondeggiante, che può arrivare a pesare oltre i 5 chili. Se la buccia è piena di bitorzoli grigio-verdi, la polpa è di un bel giallo carico, soda e densa.
Viene coltivata sui litorali del veneziano, in particolare nella zona di Chioggia, su terreni sabbiosi e ricchi di salsedine, che influenzano il suo gusto finale. La raccolta avviene solo manualmente tra fine agosto e inizio settembre.

In cucina si presta a molte preparazioni: lessata, al forno, fritta, come ingrediente principale nel risotto o come ripieno per i tortelli. Tradizionale è l’utilizzo che ne viene fatto in Veneto per preparare la mosa, una zuppa a base di suca baruca e latte, a cui aggiungere eventualmente della farina di mais per preparare una deliziosa polenta dolce.

 

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