Nato a Gorizia, diplomatosi a Venezia, Thomas Braida torna in laguna per la sua personale SOLO curata da Caroline Corbetta. Fino al 5 giugno a Palazzo nani Bernardo

Devi essere un po’ animale per arrivare ai sentimenti più profondi e capire come gettarli fuori con un pennello in mano

in occasione della 57^ Esposizione Internazionale d’Arte Thomas Braida, giovane pittore italiano, torna nella “sua” Venezia con una mostra personale curata da Caroline Corbetta, in un allestimento concepito per le storiche stanze del cinquecentesco Palazzo Nani Bernardo, visitabile fino al 5 giugno.
Thomas Braida (Gorizia, 1982), prima del suo trasferimento a Torino, ha trascorso tredici anni a Venezia, dove si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti e, nel 2013, era tra i giovani talenti veneziani che hanno spopolato nei giorni della vernice della Biennale di quell’anno col Padiglione Crepaccio at yoox.com.
Ora Thomas torna a Venezia, da solo, di fronte al suo lavoro e all’ammaliante retaggio della città con una mostra personale che li mette in dialogo. Il progetto espositivo, intitolato proprio SOLO, si sviluppa nell’affascinante infilata di stanze del piano nobile di Palazzo Nani Bernardo che culminano con un affaccio mozzafiato sul Canal Grande. In questo scenario si inseriscono una cinquantina di opere di Braida, molte delle quali realizzate ad hoc. Tra queste anche delle sculture che l’artista definisce comunque pittura: «Tutto è pittura per me. È come qualcosa di vivo che autonomamente se ne vuole uscire dal quadro, che se ne fotte. Tutto è pittura nel senso che guardo tutto attraverso il colore. Che tutto è fatto di colore»


Nel continuo rimando tra riferimenti pop e cultura “alta”, tra mitologia e storia, tra cronaca e narrazione, la ricerca di Braida spicca per uno stile originale che pur citando brani della tradizione pittorica europea, in particolare dell’iconografia Rinascimentale e Barocca, spazia tra tanti, eterogenei riferimenti, come racconta l’artista: «Da piccolo, a Vienna, ero rimasto molto affascinato dalle farfalle nelle bacheche del museo di storia naturale. Avevo tre anni e me lo ricordo ancora benissimo. A volte penso che mi sarebbe piaciuto essere un poeta francese tipo Verlaine; o un pittore come Grosz nella Germania degli anni Venti; ma anche Goya»

Thomas Braida sgaialand magazine solo venezia ilaria rebecchi

I personaggi spesso grotteschi delle sue opere e la materia pastosa della sua pittura – che talvolta tracima dalla tela per trasformare oggetti d’uso quotidiano e grumi di argilla in sculture – trovano il loro posto tra settecentesche tappezzerie di seta e urne di alabastro di epoca romana, tra statuine di Meissen e tavoli di malachite. Imbevuto di storia, eppure iper- contemporaneo, l’immaginario di Thomas s’innesta nei preziosi decori e arredi di Palazzo Nani Bernardo in un susseguirsi di contrapposizioni e di armonie, come se i suoi lavori appartenessero a quei luoghi da sempre ma, allo stesso tempo, aprissero degli imprevedibili squarci narrativi nel decadente splendore della Serenissima.
In occasione della mostra, viene presentato il decimo numero delle monografie d’artista SOLO. Dedicata a Thomas Braida, la pubblicazione contiene un testo della curatrice Caroline Corbetta e un’intervista di Maurizio Cattelan.
SOLO è un progetto editoriale della Collezione AmC Coppola (Art Director Paolo De Biasi).

 

L’artista:
Thomas Braida è nato 35 anni anni fa nell’estremo nordest italiano e da allora dipinge moltissimo, non solo su tela ma anche su pagine di riviste, su quaderni e persino vecchi oggetti: in pratica su qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Dopo aver vissuto a lungo a Venezia, ultimamente risiede a Torino. Ha partecipato alla 94^ Collettiva Giovani Artisti, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 2010 dove la curatrice Caroline Corbetta l’ha visto per la prima volta per poi portarlo ad esporre presso IL CREPACCIO, a Milano, diverse volte. Tra le personali, quella del 2016 presso Monitor, Roma e nel 2014 da Monitor Studio a New York e Gust van Dijk’s Home to Contemporary Art, Tillburg (NL); lo stesso anno ha partecipato anche a SHIT&DIE, la collettiva a Palazzo Cavour, Torino, curata da Maurizio Cattelan con Myriam Ben Salah e Marta Papini e nel 2013 era tra gli artisti di Istanbul is very busy alla SEA Foundation, Istanbul.

La curatrice:
Caroline Corbetta, curatrice ostinatamente freelance, ha due chiodi fissi: divulgare l’arte contemporanea presso il grande pubblico, ovvero fare «avanguardia di massa», e scovare talenti emergenti – tra le sue “scoperte”, Nathalie Djurberg e Ragnar Kjartansson ai tempi della curatela della Biennale dei Paesi Nordici del 2004. Col suo sguardo trasversale e inclusivo, passa con disinvoltura dalla direzione artistica di un padiglione istituzionale come Expo Gate, per Expo Milano 2015, a quella del progetto IL CREPACCIO, vetrina milanese per giovani artisti; affianca la curatela di mostre e progetti pubblici per aziende e per istituzioni internazionali come il Moderna Museet di Stoccolma e Performa New York alla scrittura per riviste diverse come Mousse, Vogue Italia e Domus.

La mostra SOLO è sostenuta da Santa Margherita, cantina dell’omonimo Gruppo Vinicolo di proprietà della famiglia Marzotto da sempre legata a Venezia e all’arte.

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