Se i pesci guardassero le stelle, il fortunatissimo romanzo per sognatori del sanremese Luca Ammirati, fa tappa a Padova e la prende sgaia con me.

 

“Non esistono sogni facili. Esiste solo il coraggio di inseguirli”. Ho sempre creduto anch’io in questo messaggio ed è ciò che cerco di diffondere quando parlo ai ragazzi all’Università o nelle scuole, o quando rispondo ai tanti messaggi che ricevo sui social network, in particolar modo sul mio account Instagram personale.  Ecco perchè non ho potuto rifiutare la richiesta di DeA Planeta di presentare il nuovo libro di Luca Ammirati, Responsabile della Sala Stampa del Teatro Ariston di Sanremo, Se i pesci guardassero le stelle.

se i peschi guardassero le stelle luca ammirati

Ci tenevo particolarmente a incontrare di persona Luca, un mio (quasi) coetaneo che racconta, attraverso un romanzo dal sapore dolce, tenero e sognante – proprio come il suo protagonista Samuele- quanto tenacia, perseveranza, impegno e una buona, sana dose di follia possano portare quasi sempre al raggiungimento dei proprio obiettivi.

Sinossi del romanzo

Samuele ha trent’anni, una gran voglia di essere felice e la fastidiosa sensazione di girare a vuoto, proprio come fa Galileo, l’amico “molto speciale” con il quale si confida ogni giorno. Sognatore nato, sfortunato in amore, vorrebbe diventare un creativo pubblicitario ma i suoi progetti vengono puntualmente bocciati. Così di giorno è un reporter precario e malpagato, mentre la sera soddisfa il proprio animo poetico facendo la guida al piccolo osservatorio astronomico di Perinaldo, sopra Sanremo: un luogo magico per guardare le stelle ed esprimere i desideri.

Proprio lì, la notte di San Lorenzo incontra misteriosa ragazza, che dice di chiamarsi Emma e di fare l’illustratrice di libri per bambini. Samuele ne rimane folgorato e la invita a cena, ma è notte fonda e commette un errore fatale: si addormenta. Quando si risveglia, Emma è scomparsa nel nulla. Ma come la trovi una persona di cui si conosce soltanto il nome? Non sarà l’ennesimo sogno soltanto sfiorato?

Una scrittura semplice, come semplice è la storia narrata da Luca Ammirati, che riesce con estrema facilità a portare il lettore a vivere a pieno i colori, i profumi, la vita e i sapori della bella Sanremo e a diventare amico e sostenitore del giovane protagonista; attraverso gli occhi e le vicende di Samuele, in un momento critico della sua (amata) vita, l’autore vuole invitarci a riflettere sui sentimenti contrastanti che contraddistinguono di continuo la nostra esistenza;i deliziosi monologhi con l’amico speciale Leo (Galileo) spingono Samuele, e di conseguenza il lettore, a riscoprire e riappropriarsi del silenzio, dimensione indispensabile per riflettere sui rapporti umani. Una dimensione sempre più sconosciuta nell’era dell’iper-connessione, dell’iper-stimolazione e dell’iper- comunicazione.

In un tempo in cui persino l’amore sembra un lusso che non possiamo permetterci, questo romanzo di Luca Ammirati ci ricorda che per realizzare i nostri desideri è necessaria un’ostinazione che somiglia molto alla follia. E che a volte bisogna desiderare l’impossibile, se vogliamo che l’impossibile accada.

Se i pesci guardassero le stelle è un libro leggero, spesso ironico, autentico e sincero; si rivolge a tutti, facendo emergere le insicurezze che non risparmiano proprio nessuno nel corso della nostra vita ed è adatto a chi ama sognare, a chi ha smesso di credere alle proprie possibilità, a chi non ricorda che spesso per ritrovare un equilibrio è necessario perderlo, a chi fa troppo spesso i conti con la razionalità dimenticando che alzare lo sguardo alle stelle non ha alcuna controindicazione. Anzi.

 

Luca Ammirati (Sanremo, 1983) è responsabile interno della sala stampa del Teatro Ariston, il più chiacchierato teatro italiano.È autore di format per le televisione e il web, scrittore, ed stato assessore alla cultura del Comune di Perinaldo, dove esiste realmente l’Osservatorio astronomico raccontato in questo romanzo

 

Articolo precedente(R)esistere a Venezia: storie di cittadini veneziani resilienti
Articolo successivoDa Vinci Experience Treviso: quando il passato rinasce in 3D
Un team tutto veneto formato da professionisti in ambiti diversi. La redazione Sgaialand Magazine racconta il Veneto che funziona, appassiona, cresce ed emoziona. Quello frizzante, curioso, impegnato, spesso eccellente, sempre sgaio.