Alla scoperta dei misteri del Veneto: tra le sette province i racconti di fantasmi, streghe, sirene e demoni sono tantissimi e una poco nota ma tra le più affascinanti si aggira a Venezia tra le statue dell’Arsenale

Era una notte buia e tempestosa… Le province della Terra delle Meraviglie sono terre ricche di misteri e racconti di fantasmi, streghe, folletti, anime dannate e bellissime ninfe. Qualche esempio di uno dei tanti misteri del Veneto? Si narra che il Conte Monticelli stia ancora vagando nei pressi del Lago Lispida a Monselice spaventando gli abitanti delle vallate, mentre il fantasma della giovane Bianca di Collalto aleggia nel suo castello nel trevigiano per annunciare l’immortalità dell’amore. Cosa certa, stando al mito, è che l’Arena di Verona sia stata costruita in una sola notte dopo che ricco signore vendette la sua anima al diavolo e che il lago di Misurina, perla delle Dolomiti, sia in realtà formato dalle mille lacrime che il re Sorapiss pianse alla tragica morte della giovane figlia, da cui il lago prese il nome.

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Misteri del Veneto: i leoni di Venezia

Venezia su miti e leggende fa la parte del leone, ogni pietra nasconde un mistero. Anzi, un fitto mistero si aggira proprio su dei leoni di pietra… Siamo all’Arsenale, oggi un luogo pieno di fascino e storia, ma nel periodo in cui si svolsero i fatti era il cuore pulsante dell’economia della Serenissima. A guardia dell’ingresso infatti furono collocati quattro leoni di pietra e uno di questi, il Leone del Pireo, nasconde una leggenda di morte e di magia.

Era il 1719. Una notte a Venezia si abbatté una terribile tempesta e il mattino dopo vennero rinvenuti nella zona dell’Arsenale i corpi orribilmente dilaniati di due uomini, sembrava fossero stati sbranati da bestie feroci. Al Capitano della Marina Enrico Giustinian fu affidato il compito di indagare sul fatto e tranquillizzare gli abitanti della zona. Dopo una settimana ci fu un’altra tempesta e ancora una volta, cessato il maltempo, venne trovato il corpo straziato di un uomo, Jacopo Zanchi.

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Gli abitanti erano in preda al panico e la vedova Zanchi vagava disperata urlando per le calli e se la prese con un usuraio della zona, detto Foscaro, che minacciò la donna e quasi sibilando le disse: “vedremo dove finirà la tua baldanza la prossima notte di tempesta”. Il Capitano Giustinian aumentò la sorveglianza. Dopo alcune notti tornò ancora un violento temporale, il Capitano si nascose vicino al portale di ingresso all’Arsenale, ed attese.
Dopo la mezzanotte accadde la magia: tra lampi e bagliori Foscaro apparve tra le statue dei leoni. Sfiorò con le dita le iscrizioni runiche incise sul corpo del Leone del Pireo, un globo luminoso colpì la statua e il leone prese vita. E poi il secondo, il terzo e il quarto. Proprio in quel momento, destino volle, passò la vedova dello Zanchi e venne aggredita dalle belve. Il Capitano Giustinian a allora intervenne colpendo al petto Foscaro. A quel punto tutto cessò, si fece silenzio sotto la pioggia battente e i leoni tornarono statue di pietra tranquillamente al loro posto. Tranne una: la testa era ancora viva, imprigionata nel corpo di pietra. Giustinian la mozzò.

Indagini successive dimostrarono che il vecchio fosse uno stregone, oltre che un usuraio. La vedova, impazzita, fu rinchiusa in manicomio e la testa del leone fu sostituita, ancora oggi lo si può notare.

Le leggende d’altronde hanno sempre un fondo di verità… Se volete vivere quelle atmosfere, qui una bella iniziative, mentre se desiderate scoprire altri affascinanti misteri del Veneto e dintorni, vi diamo appuntamento alla prossima puntata!

 

foto cover: Arsenale di Venezia – ph Paolo Picciati – fonte Wikipedia –

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