Quando la prova costume genera ansia e preoccupazione? Ce lo spiega la nostra Psicologa Giulia Disegna

Cara Giulia,
è arrivata l’estate ed io sono preoccupatissima per la prova costume. Dovrò andare al mare e in piscina, mostrarmi in pubblico e mi sento un ammasso informe. Sono ingrassata molto ed ora sono decisamente in sovrappeso. E l’idea di tutte le persone che mi guarderanno in costume e saranno schifate dal mio corpo mi fa tanto male. Tanto che sto pensando di annullare le vacanze, perdendo la caparra. Ma perché non sono anche io una di quelle fighissime che si possono godere le giornate in spiaggia ed essere persone felici?
Elena

Cara Elena, hai mai sentito parlare di “bikini blues”? È la denominazione d’oltreoceano di quel meccanismo psicologico che spinge le donne a vivere con ansia, frustrazione, e anche depressione il momento dello scoprirsi e del vedersi in costume da bagno. Insomma, per la prova costume.
La prima a parlarne in modo approfondito è stata la dottoressa Marika Tiggemann, psicologa dell’australiana Flinders University. La dottoressa si occupa di ricerca nel campo dell’immagine corporea. Ha osservato cosa può avvenire nel cervello femminile quando si avvicina l’estate. Si tratta di un vero e proprio “sdoppiamento” che porta le donne a prendere le distanze dal proprio corpo, per valutarlo come un oggetto distinto da loro e quindi bersaglio di critiche molto negative anche per l’effetto sull’autostima. Conduce al vergognarsi del proprio corpo, considerato inadeguato per affrontare le giornate in spiaggia.
Anche quando, magari, non ci sono parametri reali o realistici di inadeguatezza.
È facile generalizzare e dire che viviamo in un’epoca di immagine. E l’immagine deve essere sempre Bella. Ma non è un problema solamente attuale perché da sempre esiste l’effetto alone bellezza. L’effetto alone è un bias cognitivo per il quale la percezione di un tratto è influenzata dalla percezione di uno o più altri tratti dell’individuo o dell’oggetto. Un esempio è giudicare intelligente, a prima vista, un individuo di bell’aspetto. Oppure, come dici tu stessa, giudicare felici persone alle quali attribuisci la caratteristica di essere fighissime.
Ma la bellezza, come la magrezza o la tonicità non sono sinonimi della felicità. Sono due concetti differenti, sono due pianeti differenti. È come mettere l’ananas sulla pizza. Non c’entrano nulla insieme!
Mi sembra che la tua paura sia quella di mostrarti e venire giudicata. Ma ti posso garantire che nessuno, lì fuori, ti giudica in modo più duro o severo di quanto tu non stia giudicando già te stessa.
Gli altri tendono a essere molto più indulgenti su quelli che ci appaiono come difetti intollerabili. Ma soprattutto, gli altri, in vacanza, saranno molto impegnati a trovare attività che li rendano felici. E, tra queste attività, il guardare quanti chili in più ha la nostra vicina di ombrellone è molto meno coinvolgente del godersi lo strameritatissimo relax che ti meriti anche tu, in primis.
#prendilasgaia perché la vita è troppo breve per aspettare di avere il corpo perfetto. Anche perché il corpo perfetto…non esiste. Ma esisti tu, che sei molto più di un corpo.

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