Inaugura domani Different Voices all’ex macello di Padova ad unire arti visi-ve e musica

Different Voices è un progetto che coniuga arti visive e musica, proponendo al pubblico le opere di una ventina di artisti dell’Associazione MoMart, ai quali sono associati dei brani musicali che spaziano dalla musica classica al jazz contemporaneo fino all’avanguardia.

La mostra, che sarà inaugurata venerdì 9 giugno alle ore 18 alla “Cattedrale” ex Macello in via Cornaro 1, è un progetto organizzato dal Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova e curata da Barbara Codogno in collaborazione con Momart, associazione che da anni procede con una mappatura degli artisti del territorio privilegiando il rapporto frontale tra artista, pubblico e mercato, la mostra si presenta quindi come una full immersion esperienziale.

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Ecco gli artisti selezionati per Different Voices: Alessandra Andreose, Lucia Campiello, Manuela Colbertaldo, Giuseppe Filippi, Amos Loffreda, Paolo Marchesini, Eva Mazzon, Gianfranco Morello, Fiorenza Riello, Tiziana Romeo, Alberto Saka, Baerbel Schmidtmann, Elisabetta Sgobbi, Alessandro Stella, Paolo Tagliasacchi, Maurizio Turlon, Monica Vaccari, Anna Valerio, Marco Vecchiato, Silvio Zago, Cristina Zucchi.
A fianco agli artisti facenti capo all’associazione Momart sono inoltre ospitati come “guest” Ettore Greco e Carla Rigato, due artisti padovani fiore all’occhiello dell’arte contemporanea internazionale.

Alle opere esposte è associato un QR Code, decodificabile grazie a semplici telefoni cellulari, che rimanda a un brano musicale specificatamente pensato per descriverne l’intensità espressiva, per facilitare la lettura emotiva da parte del pubblico.
Ad arricchire la mostra Different Voices anche una selezione di oggetti che fanno parte della “Collezione Privata Design Mara&Giuseppe Bortolussi”: piccoli oggetti icona che raccontano la storia della musica attraverso il design dal 1960 al 1980.
A corollario della mostra il progetto prevede inoltre tre interventi musicali live e site specific per una “visita emozionale” guidata dagli interventi dei performer musicali: venerdì 9 giugno alle ore 18, in occasione dell’inaugurazione, ci sarà il sottofondo musicale dei Black Beat; venerdì 16 giugno alle 18.00 sarà proposto un intervento di musica classica del “Quartetto Pollini” del Conservatorio Pollini di Padova; venerdì 7 luglio alle ore 18.00 il pubblico sarà accompagnato dal jazz contemporaneo dei Terreni Kappa.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 10 giugno al 7 luglio 2017, dal martedì alla domenica (lunedì chiuso) dalle 15 alle 19. Ingresso libero.

VENERDÌ MUSICALI

Black Beat
Dietro il nome Black Beat si celano i nomi di Scar, Giorgio Ricci e Massimiliano Griggio, nomi legati a progetti come First Black Pope, Templebeat, Frutteti Riarsi, Monosonik, Ran. Black Beat propone una ricerca sonora e multimediale che spazia dal noise all’ambient senza rinunciare a melodie vagamente pop. L’elettronica resta sempre la chiave di lettura del suono Black Beat ma svincolati dalle macchine il trio alterna contrabbasso, synths, percussioni, bass line a dimostrare una capacità tecnica acquisita in 20 anni di incessante attività concedendosi dei larghi margini di improvvisazione su pattern prestabiliti.

“Quartetto Pollini”
Il Quartetto di Saxofoni Pollini è composto dai migliori studenti della classe di saxofono del maestro L. Podda titolare della cattedra per questo strumento presso il Conservatorio “C. Pollini” di Padova. I componenti sono quattro giovani musicisti che stanno maturando esperienze sia come solisti sia in ambito orchestrale.
Enrico Barin, al sax soprano; Biagio Gallina al sax contralto; Camilla Bottin al sax tenore; Carlo Alberto Amati al sax baritono. Il repertorio è proposto in modo eterogeneo e spazia da opere originali per saxofono di J. Darling, Lennie Niehaus, C. Dauget; arrangiamenti su composizioni di: S. Joplin, C. Debussy, G. Gershwin, A. Piazzolla, Paul Desmond, Freddie Mercury, temi su famosi brani tratti da The Blues Brothers e musiche da famosi cartoni animati. Il “Quartetto Pollini” suona con saxofoni Ripamonti.

Terreni Kappa
Roberto Zantedeschi, Trumpet; Luca Crispino, Upright Bass; Luca Pighi, Drums
Il progetto Terreni Kappa nasce con il preciso scopo di esplorare il concetto di musica strumentale, con un repertorio di composizioni originali che lasciano intravedere anche i gusti cinematografici e letterari dei componenti. Non a caso prendono il nome “Terreni Kappa”, dal film del 1983 Zeder di Pupi Avati.
Una band di difficile collocazione in un genere ben preciso, questo perché molto contaminata da linguaggi musicali e riferimenti stilistici molto diversi fra loro. Si passa dal Latin-jazz alle colonne sonore di film polizieschi anni 70, per poi perdersi in improvvisazioni e aderire a quello che attualmente viene definito Conteporary Jazz.

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