A spasso per l’Isola di Pellestrina, tra calli, spiagge selvagge e una biciclettata che cambia il ritmo
Nel cuore della laguna veneziana esiste un luogo che sembra sottrarsi a ogni accelerazione: un lembo di terra lungo poco più di 10 chilometri, sospeso tra acqua e silenzio, dove il tempo si misura ancora in gesti quotidiani. È Pellestrina, parte del comune di Venezia, una destinazione che continua a sorprendere per la sua autenticità quasi disarmante.
Qui la bellezza non è costruita, ma emerge. Si trova nei colori vivi delle case affacciate sulla laguna, nelle reti da pesca stese al sole, nelle conversazioni ad alta voce tra pescatori che scandiscono il ritmo del giorno. E soprattutto nella possibilità di attraversarla lentamente, magari in bicicletta, lasciando che sia l’isola stessa a dettare il passo.
Come arrivare a Pellestrina (e perché scegliere la via giusta cambia l’esperienza)
Arrivare a Pellestrina è già parte della gita. Non è un luogo che si “raggiunge” semplicemente: si attraversa.
Le opzioni principali:
- Da Lido di Venezia con vaporetto ACTV (linea 11)
Collegamento diretto che attraversa la laguna e consente anche il trasporto della bicicletta (con supplemento). - Da Chioggia con traghetto
La soluzione più semplice e veloce: pochi minuti di traversata e accesso diretto alla parte sud dell’isola.
Consiglio pratico: se l’obiettivo è una biciclettata rilassata, partire da Chioggia è spesso la scelta più funzionale.
Noleggio biciclette a Pellestrina: la scelta più naturale
Pellestrina è un’isola lineare, piatta, essenziale. E proprio per questo perfetta da esplorare su due ruote.
Appena arrivati, soprattutto nelle zone di imbarco principali, si trovano piccoli noleggi locali che mettono a disposizione:
- city bike semplici e affidabili
- noleggio giornaliero o mezza giornata
- seggiolini per bambini
- prezzi accessibili (indicativamente 10–15 €)
Non serve organizzare troppo: qui le cose funzionano ancora con una semplicità rassicurante.



La biciclettata a Pellestrina: un percorso che non ha bisogno di essere spiegato
Pedalare a Pellestrina significa attraversare un paesaggio che cambia continuamente, pur rimanendo sempre coerente.
Da una parte la laguna, piatta e silenziosa. Dall’altra il mare Adriatico, aperto e mosso. In mezzo, una strada sottile che unisce piccoli borghi e scorci improvvisi.
I punti chiave del percorso
- I Murazzi
Imponenti opere difensive in pietra d’Istria costruite dalla Repubblica di Venezia nel XVIII secolo per proteggere la laguna dalle mareggiate. Oggi sono una linea continua tra vento e mare, perfetta da percorrere in bicicletta o a piedi. - I borghi dell’isola
San Pietro in Volta, Portosecco, Pellestrina: nomi che raccontano comunità ancora profondamente legate al mare. - Cà Roman
Area naturalistica collegata all’estremità sud dell’isola, uno degli ambienti più integri dell’alto Adriatico. Ospita una straordinaria biodiversità ed è punto di sosta per numerose specie migratorie. La Lipu organizza attività di osservazione e visite guidate.
👉 Distanza totale: circa 10–11 km, senza difficoltà tecniche. È una pedalata accessibile a tutti.
Tra cucina, gesti quotidiani e identità che resistono
Pellestrina è anche un racconto che passa dalla tavola.
Nelle trattorie dell’isola si ritrova una cucina diretta, senza sovrastrutture:
- pesce freschissimo
- crostacei
- “peoci” (cozze)
- fritti semplici e saporiti
E poi ci sono i momenti che non si programmano: uno spritz bevuto lentamente, qualche cicchetto, le “ciaccole” che si allungano senza fretta.
Pellestrina è soprattutto rispetto per la tradizione, per la buona cucina che si può apprezzare nelle poche trattorie presenti sull’isola dove si possono gustare piatti di pesce freschissimo, crostacei e i “peoci”, le cozze nel loro detto dialettale che rappresentano la ricchezza culinaria dell’isola, per il rito dell’aperitivo tra le diverse osterie dove sorseggiare uno spritz a suon di “ciaccole” e assaporando i cicheti della laguna e per l’arte del merletto veneziano: un’attività amata dalle donne che vive tutt’oggi nel rispetto del passato che si tramanda di madre in figlia fin dalla metà del XV secolo creando opere di autentica bellezza.
Chi approda sull’ isola di Pellestrina nel mese di agosto può godere delle tradizionali feste di paese tra balli popolari, regate di voga e specialità gastronomiche durante la festa della Madonna dell’Apparizione che si celebra il 4 agosto e dall’11 al 15 agosto per la sagra di Santo Stefano, patrono di Portosecco, in cui è tradizione che gli abitanti del luogo appendono bandierine colorate alle case e che durante la processione conducano la statua di Santo Stefano a spalla lungo le strade di Portosecco. Durante la prima domenica di agosto si svolge la tradizionale regata di Pellestrina, evento che porta sull’isola numerosi appassionati.
Questa isola è un’autentica oasi dove gli amanti del mare possono trovare il loro angolo di pace tra le sue spiagge naturali e, al tempo stesso, assaporarne i sapori e le tradizioni passeggiando tra i suoi borghi abitati.
Accanto alla gastronomia, resiste anche una manualità antica: l’arte del merletto, tramandata da generazioni, ancora oggi praticata con una dedizione silenziosa che racconta molto più di qualsiasi narrazione turistica.
Quando andare: il dettaglio che fa davvero la differenza
- Primavera e inizio autunno → luce perfetta, pochi visitatori
- Estate → più viva, soprattutto nei weekend
- Agosto → periodo di feste tradizionali
Tra gli appuntamenti:
- Festa della Madonna dell’Apparizione (4 agosto)
- Sagra di Santo Stefano (11–15 agosto) a Portosecco
- Regata di Pellestrina (prima domenica di agosto)
Un’idea di itinerario semplice, ma ben calibrato
Mattina
- Arrivo a Chioggia
- Traghetto per Pellestrina
- Noleggio bici
Durante la giornata
- Pedalata lungo i Murazzi
- Soste nei borghi
- Pranzo in trattoria
Pomeriggio
Rientro lento verso il punto di partenza e pausa in spiaggia lato Adriatico















