Casa dei Carraresi ospita fino al 1 maggio 2018 un racconto culturale inedito sul protagonista indiscusso della viticoltura trevigiana

Il Prosecco sarà al centro delle nostre tavole e dei momenti conviviali in queste festività natalizie. Ma vi siete mai chiesti cosa è racchiuso in una bottiglia delle bollicine più famose d’Italia? Non stiamo parlando solo di componenti organolettiche, ma di un contenuto più effimero e altrettanto significativo: la storia.
La storia di un vino infatti stimola la mente quasi come il palato e noi di Sgaialand Magazine crediamo che degustarne un calice sia un’operazione culturale oltre che sensoriale.

Ed è proprio per aumentare la cultura del Prosecco e dare valore al lavoro dei produttori che a Treviso è nata la mostra Prosecco&Superiore, ospitata nella prestigiosa Casa dei Carraresi fino al 1 maggio 2018 e che abbiamo avuto il piacere di visitare in anteprima.
Il percorso espositivo è un tuffo in un mondo di tradizioni e profumi orientato al futuro ma ancorato a radici poderose. Le prerogative di una mostra tradizionale si uniscono alle innovazioni tecnologiche digitali: video wall, piattaforme interattive, spazi multisensoriali e la app ufficiale garantiscono un’immersione diretta in questa realtà enologica di successo.

Prosecco&Superiore, la mostra

Il filo conduttore si può riassumere nel trittico “Terra – Vigna – Uomo”: si parte dall’analisi geomorfologica dell’areale storico di coltivazione della Glera, per poi passare all’evoluzione delle forme di allevamento dei vitigni e degli utensili necessari. Si prosegue con l’influenza degli astri e con l’operato dell’uomo, fino all’imbottigliamento e al bouquet di profumi e sapori che si sprigionano al momento della degustazione.
La mostra, ideata da Paolo Lai, sviluppata in collaborazione con Fondazione Cassamarca, i consorzi di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Montello e Colli Asolani e Prosecco doc, AIS Veneto e Unindustria Treviso, vanta il coordinamento scientifico del dott. Diego Tomasi del CREA-VE, il prestigioso centro di ricerca per la viticoltura che ha fatto emergere la solidità tecnico-scientifica di questo vino e l’unicità del territorio di origine.

Prosecco&Superiore giulia spagnol sgaialand magazine prosecco treviso casa dei carraresi mostra

Il percorso espositivo si può seguire anche con audioguida in italiano o inglese e restituisce la dimensione di un fenomeno che sta interessando tutto il mondo e che sta imponendo un nuovo modo di intendere e bere il vino. Prosecco&Superiore fa emergere con evidenza che questo vino non nasce per caso ma ha solide basi frutto dell’interazione tra suoli, climi, tradizioni, sapere.
Il modo migliore di concludere la visita? Con una degustazione, ovviamente. Nell’area enoteca è possibile apprezzare le bollicine docg e doc di una serie di produttori selezionati.
Per le aziende e gli operatori del settore c’è anche la possibilità di poter ospitare, proprio in Casa dei Carraresi, convegni, incontri di lavoro, serate di approfondimento con clienti e collaboratori e di organizzare cene e aperitivi con menu studiati appositamente per l’occasione da realtà tipicamente trevigiane come il ristorante Le Beccherie e l’osteria Acquasalsa.

Prosecco&Superiore, la mostra

Il Prosecco è stata recentemente anche star al cinema: nel film “Finchè c’è prosecco c’è speranza” (regia di Antonio Padovan), tratto dall’omonimo romanzo di Fulvio Ervas, le colline trevigiane trapuntate di vigne sono la cornice di un giallo appassionante. Tra delitti, misteri e personaggi autentici, la pellicola, interpretata anche da Giuseppe Battiston, celebra il Veneto e le sue bellezze con una storia avvincente e senza ipocrisia, è un ritratto di un territorio ingarbugliato tra progresso e tradizione, un inno al vivere slow, ad assaporare la vita. Insomma, a prenderla sgaia, proprio come piace a noi.

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Giulia Spagnol

Trevigiana doc ma globe-trotter nel cuore, lavora come copy e social media manager in una digital agency e in libera professione. Se fosse un vino, sarebbe un Prosecco: frizzante, eclettica, conviviale proprio come un calice di bollicine. Appassionata di volley, antropologia culturale e viaggi, ama da sempre il mondo del vino per vocazione personale e attaccamento al territorio. Contribuisce alla sezione “Wine” raccontando i luoghi, le genti, la filiera del nettare degli dei.

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