Un museo religioso nel cuore del polesine, dove arte e tecnologia si mescolano per ricostruire la storia del territorio (e non solo): è il Museo della Cattedrale di Adria

Nel cuore di Adria, in Piazzetta Campanile, il Museo della Cattedrale di Adria inaugurato nel 2015 custodisce gli arredi sacri utilizzati per lo svolgimento delle funzioni liturgiche della Cattedrale e le opere che, rimosse giacevano da tempo poco accessibili nei depositi e nella sacrestia.
Nel complesso architettonico del Museo della Cattedrale di Adria, tra statuine in cotto policromo di Michele Dini da Firenze e altre meraviglie di epoca antica, spica il “Muro del tempo” virtuale e interattivo è possibile conoscere la storia della Cattedrale.

Museo della Cattedrale di AdriaL’allestimento curato dall’artista e designer John Volpato, noto per la miscela di arte e tecnologia nelle sue opere e istallazioni, è stato eseguito in collaborazione con l’Architetto Sebastiano Trevisan, genuino esempio di Interaction Design applicato ad un ambiente espositivo nonché di valorizzazione delle potenzialità offerte dalla fabbricazione digitale.
Nell’affrontare l’allestimento per il Museo della Cattedrale di Adria, gli obbiettivi sono stati quello di costruire un spazio in cui la storia fosse accessibile, e di consentire al visitatore di ricostruire le vicende nel loro luogo naturale e creare il giusto ambiente, il tutto leggendo, attraverso la tecnologia digitale, l’evoluzione della pratica liturgica nel tempo, aggiungendo un livello multimediale che permette di accedere in modo dinamico e interattivo a buona parte del materiale in archivio.

Museo della Cattedrale di AdriaLa distribuzione delle opere all’interno del complesso architettonico che ospita il Museo della Cattedrale di Adria è stata pensata in modo da permettere al visitatore di percepire globalmente il gusto artistico delle epoche rappresentate. La prima sala è dedicata ai codici e ai documenti antichi, raccolti in un unico ambiente per meglio controllare i parametri di umidità, temperatura e l’illuminazione. Oltre la metà del Tesoro è costituito da opere appartenute ai vescovi: mitrie ornate di ricami e perle orientali, lo splendido calice finemente cesellato. Sculture, antifonari miniati, reliquiari e varie altre opere d’arte completano l’interessante percorso museale
Negli archivi, le informazioni che si raccolgono riguardano la storia dell’educazione, dell’economia, della giustizia, dell’arte, della società del territorio polesano: “per ragion di livello perpetuo erano dovuti soldi per le valli della Bindola, la Truosa, Campo della Porta e per i dossi posti nel Retrato del Dragonso inloco ove si dice la Bettola“.

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