Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como: il programma di Zelbio Cult, dall’8 luglio al 26 agosto, per festeggiare il decimo compleanno tra illustri ospiti del mondo della cultura

Torna Zelbio Cult e festeggia dieci anni di attività, dieci anni di incontri con protagonisti della letteratura, dell’arte, della musica, dello spettacolo in un paese di 200 abitanti a 800 metri di altezza tra i monti che guardano il lago di Como.
Armando Besio, con i compagni di quest’avventura Marco Bordoli, Alberto Mascheroni, Marilena Songia, Pino Sorbini, Mariadele Tanhofer e Matteo Vanetti, celebra il decimo compleanno con un ricco programma che comprende nomi nuovi e il ritorno di amici che sono già stati ospiti del festival nelle scorse edizioni.
Organizzato dal Comitato cultura di Zelbio con la Pro Loco e la Biblioteca comunale, il festival Zelbio Cult si è affermato negli anni come un palcoscenico di incontri colti e divertenti, invitando protagonisti del mondo culturale, mischiando i generi e giocando con le contaminazioni. In questo decennio sono passati a Zelbio alcuni dei nomi più significativi del panorama italiano, tra cui scrittori come Sveva Casati Modignani, Roberto Piumini, Benedetta Tobagi, Alessandro Robecchi. Tra gli storici dell’arte, hanno fatto visita al Festival Flavio Caroli, Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi e Pietro C. Marani, tra gli architetti Mario Botta e Stefano Boeri. E poi maestri della fotografia come Uliano Lucas si sono mescolati con prime firme del giornalismo come Natalia Aspesi, Mario Calabresi, Dario Cresto-Dina, Ferruccio de Bortoli, Gianni Mura e Roberto Napoletano. Tra le voci più divertenti, invece, troviamo Gioele Dix, Giacomo Poretti e Enrico Bertolino. Ma la lista è lunga, e il filo rosso che lega tutti gli ospiti è l’adesione spontanea a una serata che prevede, post incontro, una cena a base di piatti lacustri e un clima amichevole.

 

 

Il Festival Zelbio Cult si apre sabato 8 luglio con una serata speciale: il popolare scrittore Andrea Vitali, genius loci del lago di Como, già ospite del festival, sale dalla sua Bellano, teatro dei suoi romanzi, fino a Zelbio per regalare un racconto inedito scritto apposta per noi, che leggerà in un recital con l’accompagnamento musicale della band 3 Steps Subway.

Si prosegue domenica 9 luglio, nuovamente in felice collaborazione con il Festival di Bellagio e del Lago di Como, con la direzione artistica del M° Rossella Spinosa. Torna l’appuntamento con la musica classica: l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali propone musiche di Vivaldi, Grieg, Mozart e Elgar. La conduzione affidata a Mario Roncuzzi, all’oboe solista Andrea De Francesco (Chiesa della Conversione di S. Paolo – Piazza Rimembranza 1, Zelbio – inizio ore 19.00, ingresso gratuito).

Venerdì 14 luglio appuntamento con l’arte per un dialogo tutto al femminile, a partire dal libro “L’arte non è una faccenda di persone perbene” (Rizzoli, 2017). Lea Vergine, signora della critica d’arte italiana, si racconta alla giornalista e critica d’arte Chiara Gatti. Lea Vergine, curatrice di mostre storiche come “L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940” (Palazzo Reale, Milano, 1980), la prima ricognizione sistematica delle artiste del Novecento, racconta la sua vita fuori dall’ordinario, fra passioni, trasgressioni e utopie: l’infanzia napoletana, gli anni romani, l’approdo a Milano, le avanguardie, la politica, l’amore.

Si continua sabato 22 luglio con Paolo Garimberti: nell’incontro intitolato “Bomba o non bomba: da Trump a Putin, dalla Corea alla Turchia, dove va il mondo”, uno dei più autorevoli giornalisti italiani fa il punto sulla situazione politica internazionale. Garimberti è stato corrispondente da Mosca per La Stampa, caporedattore esteri di Repubblica, direttore del Tg2, direttore de Il Venerdì di Repubblica e vicedirettore diRepubblica, Presidente della RAI. Attualmente è presidente di Euronews, canale televisivo d’informazione in 13 lingue.

Altri appuntamenti in calendario per Zelbio Cult 2017

Un altro atteso ritorno è in calendario per venerdì 28 luglio con Arianna Scommegna: la grande attrice milanese porta sul palcoscenico del teatro di Zelbio il “Magnificat” della poetessa Alda Merini, accompagnata alla fisarmonica da Giulia Bertasi. Nel poemetto “Magnificat” di Alda Merini, l’umanità di Maria Vergine fa emergere una potente contraddizione: la vastità del divino sa trovare spazio in un corpo, e per giunta nel corpo di una ragazzina. Lo spettatore avverte e vive lo smarrimento presente, il ricordo dell’innocenza passata e la dolorosa consapevolezza dell’avvenire di quella che sarà la madre di Dio. Scommegna nella sua interpretazione sa restituire la carnalità e l’intimità e tutta la sorprendente immedesimazione della poetessa milanese nei panni della Vergine Maria.

Sabato 5 agosto una serata dedicata a Maurizio Nichetti, attore e regista amato dal pubblico italiano e internazionale, che ha firmato film come Rataplan, Ho fatto splash, Ladri di saponette, Volere volare.Partendo dalla sua “Autobiografia involontaria” (Bietti 2017), Nichetti racconta la sua vita eccentrica e poliedrica: architetto, attore teatrale, mimo, regista di spot pubblicitario e sceneggiatore, direttore di festival, e anche del Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano.

Sabato 12 agosto arriva Zelbio il più popolare e controverso teologo italiano, Vito Mancuso. I suoi testi hanno sempre suscitato l’attenzione del grande pubblico e della critica, a partire dai bestseller “L’anima e il suo destino” (Raffaello Cortina 2017), “Io e Dio Una guida dei perplessi” (Garzanti, 2011), e “Il principio passione – La forza che ci spinge ad amare” (Garzanti, 2013), venduti in centinaia di migliaia di copie, tradotti in molte lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Il suo ultimo libro è “Il coraggio di essere liberi” (Garzanti, 2016).

Sabato 19 agosto un terzo, gradito, ritorno: dopo Andrea Vitali e Arianna Scommegna è la volta di Gianni Clerici: il più famoso giornalista di tennis al mondo stavolta ha scritto un romanzo, “Diario di un parroco del lago” (Mondadori, 2017) ambientato negli anni che seguono la Seconda guerra mondiale a Lezzeno, sulle sponde del lago di Como, a pochi chilometri da Zelbio: la voce narrante è quella di Giovanni Castelli, fresco di seminario, rampollo di una famiglia di setaioli, designato curato a Lezzeno, un pugno di case abitato da contadini che in chiesa vanno poco, e per i quali il contrabbando non è considerato un peccato, bensì una necessità di sopravvivenza. Ascoltando i resoconti concitati di queste “passeggiate notturne” oltreconfine, il vicario si scopre solidale con la sua comunità. Clerici ricostruisce abitudini e leggi non scritte degli sfrosadòr, i contrabbandieri che nottetempo percorrevano i sentieri di montagna per trasportare il loro prezioso carico attraverso la frontiera con la Svizzera, e racconta un importante pezzo della storia italiana.

Sabato 26 agosto chiude il festival un protagonista dell’editoria italiana, Alberto Rollo, per oltre vent’anniDirettore letterario della casa editrice Feltrinelli, attualmente Direttore editoriale di Baldini&Castoldi. Rollo parlerà a Zelbio del suo primo libro “Un’educazione milanese” (Manni 2017), romanzo autobiografico di formazione con il quale è finalista al Premio Strega 2017.

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