Aiutare le persone a trovare uno stile coerente con la propria personalità e a raccontare quello che sono attraverso gli abiti che indossano“: la moda secondo Anna Turcato

Anna Turcato è una consulente d’immagine, cioè colei che insegna ad interpretare la moda secondo la propria personalità per cercare di tirar fuori dall’interiorità il meglio che già esiste nel profondo ed esternarlo secondo forme, colori, tagli, volumi che abitano dentro e concretizzarlo seguendo le potenzialità di ognuno.

Intervista ad Anna Turcato

Come eri da bambina, quali erano i tuoi sogni e le tue speranze e quali progetti avevi da adolescente?
Fin da piccola sono sempre stata curiosa e non sono mai riuscita a stare ferma più di tanto, a parte quando leggevo o scrivevo. Sognavo da grande di stendere la mia versione di “Piccole Donne” ed ero affascinata anche dalla mitologia greca così già in quarta elementare ho deciso che avrei fatto il liceo classico. Amavo i colori e mi dilettavo a preparare gli abiti per le mie Barbie con fazzoletti annodati, e spesso disegnavo outfit sempre diversi con Gira la Moda proprio come faccio ora con le mie clienti simili a quelli che pubblico su Instagram quotidianamente con il tag #unlookalgiorno per ispirare chi mi segue. Ero una bambina occhialuta e robusta e ci sono voluti degli anni per fare pace con il mio fisico e con il mio aspetto. Ad un certo punto sono dimagrita così tanto che mi sono venute le smagliature sul seno. Questo inizialmente non ha fatto che aumentare le mie insicurezze. Poi però ho capito che proprio le mie smagliature mi hanno aiutato a diventare quello che sono, consentendomi di sviluppare empatia e un’attenzione speciale verso i miei clienti. Le smagliature mi sono servite per prendermi cura delle insicurezze altrui di forte delle mie. I miei complessi fisici mi sono serviti per sperimentare in prima persona che i vestiti sono i nostri alleati perché ci invitano ad usare il magico potere dei colori e degli accessori che ci valorizzano e ci permettono di comunicare e interagire con gli altri. Mi piace pensare che ogni cosa fatta, dai pomeriggi spesi a far scorrere la ruota di Gira la Moda, scegliendo gli abbinamenti di colori e forme, alla tesi di laurea dedicata al copricapo nella moda tra le due guerre, fino agli anni passati in azienda a formarmi come cool hunter, stylist e buyer, tutto mi abbia portato fino a qui, fino a come sono ora


Come hai intrapreso il tuo percorso nella Moda?

Ho sempre voluto fare due cose parallelamente fin da piccola: scrivere e lavorare nella moda. Da adolescente mi immaginavo a Londra ad organizzare sfilate o in qualche ufficio- laboratorio di grande stile. Subito dopo essermi laureata in Scienze della Comunicazione, ho frequentato un Master in Cool Hunting nel settore moda con l’intento di mettere a frutto la mia naturale predisposizione per comprendere in anticipo le tendenze moda e intuire che elementi di stile avrebbero vestito i nostri cambiamenti storici e sociali. A seguito di questa esperienza ho cominciato a lavorare in aziende di moda nazionali e internazionali come buyer, fashion coordinator e stylist e l’ho fatto per circa 10 anni, arricchendo il mio bagaglio professionale e imparando soprattutto a comprare pensando al gusto di altre persone. Ad un certo punto qualcosa è scattato dentro di me, il desiderio di portare avanti qualcosa che fosse tutto mio, nonostante la sicurezza economica del famoso tempo indeterminato e della carriera svolta fino a quel punto. Così ho frequentato dei corsi per capirne di più della professione di personal shopper e consulente d’immagine e, dopo aver fatto un incidente stradale, mi sono decisa di buttarmi in questa nuova avventura che va avanti da cinque anni. Il mio lavoro attuale mi ha consentito tra le altre cose di combinare le mie due passioni, adesso comunico con chi mi segue sul mio blog e nella mia newsletter e, appena ho un po’ di tempo, collaboro con testate giornalistiche e web magazine”

Sei la prima style strategist italiana: cosa significa al giorno d’oggi essere consulente d’immagine? Com’è nato questo lavoro? Intraprendi quest’attività da sola?
Fare consulenza d’immagine, per me, significa aiutare le persone a trovare uno stile coerente con la propria personalità e a raccontare quello che sono attraverso gli abiti che indossano. Significa avere un approccio strategico, consapevole e professionale, ma mantenere allo stesso tempo empatia e rispetto per chi si ha di fronte. Significa insegnare a sviluppare clemenza verso il proprio, significa aiutare ad usare i colori in modo consapevole sia per comunicarsi che per valorizzarsi e soprattutto significa insegnare ad interpretare la moda con la propria personalità. Lo diceva Elsa Schiaparelli, secondo me la vera prima consulente d’immagine, vestirsi è un modo per spiegare fin da subito la tua visione del mondo. Significa fare un lavoro maieutico sul proprio cliente, tirando fuori il meglio di quello che già c’è, usando forme, colori e stile per valorizzare ed esternare le potenzialità più profonde. Per questo amo questo lavoro e non mi immagino in un’altra professione: coloro che offrono anima e corpo al lavoro come me, ragionando insieme a me su di sé, ad ampio spettro e in maniera onesta, raggiungono alla fine una consapevolezza che si traduce in un’immagine, in uno stile, in un tratto visivo distintivo a volte completamente inaspettato. Io lavoro da sola ma forse un giorno aprirò una società con collaboratrici fidate, magari qualcuna tra coloro che vengono al mio corso su come diventare consulente d’immagine. Chi può dirlo!

Intervista ad Anna Turcato

Sei una consulente d’immagine con clienti e corsisti che seguono la tua attività in tutta Italia. Raccontaci un’esperienza a dir poco sorprendente con qualche tuo cliente/corsista.
Se devo essere sincerata anche dopo anni che porto avanti questo corso, mi sorprendo per i cambiamenti che una persona può fare dopo aver scoperto i colori più giusti per raccontarsi. Mi sorprendo a scoprire che i moodboard visuali e il documento formativo che invio dopo ogni mia consulenza vengono usati come strumento negli anni per continuare il percorso di riconoscimento del proprio stile. Mi sorprendo quando mi dicono che il mio corso o una mia consulenza ha cambiato loro la vita, li ha resi più sicuri, ha permesso loro di trovare la chiave per cambiare posto di lavoro o per fare pace con il proprio fisico. Mi sorprendo quando mi scrivono recensioni. Come ha scritto una mia corsista: i miei clienti e i miei corsisti entrano nella mia vita e io non li abbandono più. Negli anni continuano a raccontarmi i loro progressi o anche solo semplicemente a confrontarsi nel gruppo su Facebook che creo dopo ogni data del corso.
Mi sorprendo e mi sento molto molto fortunata

Il tuo sogno nel cassetto. Come ti vedi tra dieci anni?
Devo essere sincera: qualche sogno nel cassetto l’ho già realizzato. Come quello di insegnare Storia della Moda (allo IED) o di aiutare le persone che vogliono fare il mio lavoro ad intraprendere questa professione. Il mio più grande progetto, a livello professionale, è quello di scrivere un libro: rimane il sogno più grande e spero un giorno di poterlo realizzare. Tra dieci anni mi vedo sempre qui, ma con qualche assistente e capello bianco in più!

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