Il mercato del lavoro in Veneto secondo la prospettiva dell’headhunter Riccardo Salviato, da oltre dieci anni a caccia di talenti e professionisti della Terra delle Meraviglie.

Il tessuto imprenditoriale veneto, nonostante le difficoltà del momento storico/economico che stiamo attraversando, rimane uno straordinario esempio di dedizione al lavoro e di capacità di adattarsi e svilupparsi in contesti economici nazionali ed internazionali che cambiano radicalmente e repentinamente. A questi cambiamenti e alla capacità di adattamento delle aziende corrisponde un mercato del lavoro in Veneto ancora più mutevole, dovuto ai cambiamenti sociali e normativi.

il mercato del lavoro in Veneto

Abbiamo incontrato un profondo conoscitore del tessuto economico locale che affianca ogni giorno prestigiose realtà del nostro territorio nell’attività di ricerca e selezione dei migliori talenti e profili professionali della nostra regione. Riccardo Salviato, headhunter originario di Dolo (VE) con decennale esperienza e partner di un noto studio di consulenza HR del vicentino, parla ai microfoni di Sgaialand raccontandoci lo scenario dell’attuale mercato del lavoro in Veneto.

mercato del lavoro in Veneto
Riccardo Salviato

Quali sono le figure professionali più richieste storicamente dal tessuto economico del Veneto?

Sicuramente e senza ombra di dubbio le figure tecniche hanno rappresentato e rappresentano la richiesta più assidua, essendo il territorio intriso di aziende operanti nel settore della meccanica e dell’automazione. Ad oggi, però, non basta più avere un buon prodotto per rimanere sul mercato, e questo le aziende lo hanno percepito molto chiaramente: si deve essere competitivi in tutte le aree aziendali, partendo da un buon controllo di gestione ed un’organizzazione efficiente con logiche produttive adeguate fino alla scelta delle migliori strategie commerciali e canali distributivi. La conseguenza a questo è la ricerca di figure che scolasticamente o professionalmente abbiano acquisito competenze ben orientate o specialistiche.

L’economia locale, quindi, sta andando verso nuove direzioni, così come il modo di comunicare delle aziende. Questo sta creando nuove esigenze e una nuova offerta di lavoro, volta alla ricerca di professionisti con nuove competenze, forse non ancora troppo sviluppate in Italia. Cosa ne pensi a riguardo?

Sì certamente, il modo di comunicare, le tecnologie e le strategie commerciali si sono sicuramente adattate al contesto, pensiamo ad esempio al fenomeno dell’e-commerce (settore che cresce in Italia del 20-30% ogni anno), non più solo rivolto al consumatore, ma divenuto elemento fondamentale anche per il BtoB (Business to Business), facendo nascere nuove figure nell’area marketing come l’E-commerce Manager o Specialist e le relative figure professionali legate alla tecnologia. Parlando di eccellenze, oggi il Veneto e la Lombardia sono le due regioni dove maggiormente si concentrano e si possono trovare figure competenti.

Quali sono i principali canali per le aziende per individuare talenti e professionalità?

Questo è probabilmente uno degli argomenti più dolenti e spinosi. La rete è diventata senza dubbio il canale maggiormente utilizzato sia dalle aziende che dagli operatori del settore, anche se il suo utilizzo implica molti svantaggi, oltre ad alcuni preziosi vantaggi. Mi spiego meglio: il moltiplicarsi dei canali di recruitment in rete ha aumentato le possibilità, ma al tempo stesso ha creato un grande calderone dove sia candidati che aziende hanno una grande difficoltà nell’orientarsi e nell’identificare il giusto canale.

Al di là dei canali più o meno efficaci, purtroppo si nota un evidente scollamento tra il mondo aziendale e quello universitario. Spesso le aziende sono costrette a pagare “profumatamente” i nominativi e i contatti dei laureati, cosa a mio parere ingiustificata e che ostacola l’osmosi tra il mondo della formazione e quello aziendale. In fondo, il mondo accademico credo debba molto al tessuto imprenditoriale aziendale, perché è grazie ad esso che esso stesso si concretizza. Dico questo perché credo molto in una sempre più stretta relazione tra i due mondi.

Quale consiglio daresti ai giovani talenti della Terra delle Meraviglie?

Difficile dare buoni consigli. I suggerimenti che mi sento di dare sempre con maggior trasporto si riassumono in   due parole “passione” e “obiettivi” … sì, passione.. hai capito bene Gaia. Passione per il proprio lavoro, per la propria professione, ma in primis passione nel fare bene ciò che si fa, anche nell’attività più semplice.  Il risultato sarà un lavoro ineccepibile, che avrà reso orgogliosa l’azienda di voi , ma soprattutto voi per come avete svolto il lavoro,  rendendovi ogni giorno migliori e più ricchi dentro.

Abbiate obiettivi (o sogni), anche se difficili da raggiungere, aiutano a stringere i denti nel momento di difficoltà e permettono d’intraprendere la propria strada, assorbendo ogni piccolo elemento e sfumatura di tutte le esperienze in cui vi cimentate.

Vi garantisco che durante un colloquio questi due elementi emergono con una forza così dirompente, che chi vi sta di fronte potrà solo apprezzarvi e fare il possibile per darvi un’opportunità

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Gaia Dall'Oglio
Gaia Maria Dall’Oglio, una Laurea Specialistica in Psicologia Clinica Dinamica, una brillante carriera internazionale di 10 anni in ambito HR e da sempre una passione sfrenata per il mondo della comunicazione e dei social media. Dopo aver gestito alcuni blog personali, nel 2014 fonda il progetto Sgaialand.it , blog/community che dopo due anni subisce un processo di trasformazione, diventando Sgaialand Magazine, testata giornalistica. Creando un importante network di contatti locali e non, da blogger veneta Gaia è diventata un'influencer di riferimento per migliaia di lettori del territorio e non solo. Entusiasta, vivace, curiosa, sportiva, non può vivere senza cioccolata e il caffè appena alzata, ama scrivere, i suoi cani, la musica e circondarsi di persone stimolanti, come quelle che ha scelto per la redazione e il progetto Sgaialand!

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