Una fashion designer messinese trapiantata a Treviso, che ha mollato i grandi brand internazionali per creare la sua linea: l’intervista a Fortuna Briguglio

Fortuna Briguglio è una fashion designer che si ispira ad un modello di femminilità semplice e raffinata.
30enne, amante della qualità di tessuti e capi, Fortuna Briguglio non si limita a seguire necessariamente il trend del momento, ma ha una prospettiva che supera il concetto di tendenza. Il suo obiettivo è vestire ogni donna, esaltandone le forme e mettendola a proprio agio in un abito di tendenza che sia però di qualità, con il massimo rispetto della fisicità: la donna che indossa i suoi abiti riscopre la sua bellezza, il piacere della comodità che non abbandona mai la femminilità.
Fortuna realizza anche ricami e customizzazioni tipici del Made Italy, dalla t-shirt all’ abito da sposa, con l’obiettivo di creare qualcosa di unico.

Chi è Fortuna Briguglio?
Ho cominciato da piccola a disegnare vestiti e bamboline in abiti sontuosi, dallo stile principesco. Amavo avvolgere le Barbie in pezzi di stoffa o nella semplice carta. Creavo vere e proprie collezioni e a volte decoravo il tessuto con immensa fantasia. All’età di sei anni decisi il mio futuro da stilista che divenne una vera e propria passione, e all’età di 8 anni chiesi ai miei di regalarmi una macchina da cucire giocattolo: fu in quel momento che realizzai il mio primo vestitino. Mia nonna mi insegnò a cucire e a ricamare con tanto amore. Mi piaceva quando lei mi faceva degli abiti eleganti in sangallo o splendide gonne pompose e sottogonne di tulle. Aveva un negozio in Sicilia di corredi e biancheria ricamata a mano, dove sono nata e cresciuta fino ai 18 anni in mezzo a pizzi e ricami. Da qui la mia passione per l’artigianalità

Fortuna Briguglio Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della moda?
Una volta diplomata al liceo classico di Messina, sono andata a frequentare l’Accademia di Costume e Moda a Roma. Mentre studiavo, lavoravo in una Sartoria Teatrale per arrotondare. In Sicilia durante le vacanze estive andavo la mattina da una sarta, vicino casa mia, per perfezionarmi nel cucito. Ho sempre voluto imparare e addentrarmi in ogni aspetto di questo mestiere: dalle trame, ai filati, a tutto ciò che c’è dietro, per sentirmi completa e soprattutto per poter creare abiti da sola in tutto e per tutto. Se ho in mano un tessuto con una bella trama penso che l’abito nasca da sé. È il tessuto che fa l’abito, che accompagna, che suggerisce, nient’altro. La mia prima esperienza lavorativa è stata da Alberta Ferretti: lì mi occupavo delle lavorazioni di tessuti e di ricami per gli abiti da passerella. Poi sono passata a Benetton, per approdare alla fine da Giorgio Armani a Milano

E come è nato il brand Fortuna Briguglio?
Mi chiedono sempre tutti perché io abbia lasciato un’attività stabile, un lavoro fisso per seguire una strada incerta, in salita. La mia risposta è sempre stata quella che volevo realizzare i miei sogni: creare abiti nello stile che mi caratterizza. Quasi due anni fa ho deciso e mi sono detta: meglio un rimorso che un rimpianto. Ero sola con l’appoggio morale della mia famiglia, del mio ragazzo e di una mia amica negoziante. Ed è stato proprio con lei che è nato tutto: abbiamo realizzato una mini capsule-collection per il suo Store e da lì ho deciso che non sarei più tornata indietro. Vedere una donna comprare un abito, progettato, disegnato e creato da me, era non solo il sogno ma anche il mio destino. Ho cominciato a cercare laboratori che mi aiutassero a confezionare i capi, ovviamente tutto questo in Veneto, perché volevo persone che sapessero cucire in modo artigianale come hanno insegnato a me. Ho sempre preteso tessuti italiani e manodopera italiana: credo nel mio paese e nel Made in Italy. E poi volevo avere un contatto stretto con un negozio, per capire la gente, cosa vuole, i gusti e i bisogni delle persone

Fortuna BriguglioParlaci delle collezioni e delle tue fonti d’ispirazione
Gli spunti per le mie collezioni arrivano all’ improvviso, anche solo alla vista una ragazza per strada, la visione di un film o la visita di una città. Creo quando ascolto musica o quando la notte ho l’insonnia: nel silenzio penso a modelli, a tessuti, a cuciture. Il mio rituale si ripete costantemente nella scelta dei tessuti. Conosco alcuni grossisti con i quali ormai sono in confidenza: mi reco là e resto incantata a guardare stoffe e colori. Per me è fondamentale: è come se ogni stoffa fosse destinata al suo vestito e stesse aspettando di diventarlo! Poi penso sempre alla mia donna, alle donne che esistono. Mi ispiro al loro carattere, al loro modo di essere: voglio che ogni ragazza che indossa un mio abito si senta a suo agio. Bisogna sentirsi belle dentro un abito: l’abito è il migliore amico di ognuna di noi! Noi ci vestiamo per offrire il nostro messaggio e non dimentichiamo che il colore è la prima cosa che balza agli occhi: jeans, tubino, felpa o camicia, involontariamente diciamo chi siamo, come siamo. Mi piace che una donna possa dire chi è tramite un mio vestito: quella è la soddisfazione più grande! Per questo a volte scelgo di fare “i su misura” o di personalizzare un abito perché così partecipo alla storia della mia cliente, soprattutto se si tratta di una sposa, richiesta che ultimamente mi viene fatta spesso! È ovvio che essendo un Made in Italy, artigianale per lo più, sicuramente le mie clienti devono essere persone che cercano la qualità, la cura dei dettagli, la sottolineatura del particolare, in quanto tendo spesso a impreziosire con ricami e lavorazioni. I ricami sono la mia storia, le mie radici siciliane, che mi parlano ogni giorno della mia vita, del mio passato. E comunque vivendo a Treviso sono fortunata perché se l’ispirazione dovesse tardare, vicino c’è sempre Venezia che adoro!”

E il tuo futuro?
Non so come immaginare il mio futuro. Non so cosa farò domani o tra un anno, ma spero di crescere, spero che la mia azienda possa diventare abbastanza grande da offrire lavoro a tante donne. Immagino, se mi è concesso, un luogo tutto Made in Italy, con professionisti che amano il loro lavoro come me, dove poter creare numerose collezioni tutte in un’unica Maison Fortuna Briguglio tutta Italiana. Basta con le produzioni all’estero. E io desidero solo poter stare bene e vivere del mio lavoro

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