Triboom: e la community sportiva diventa la prima promotrice della squadra

Tra social media e crowdfunding per mettere in diretto contatto le società sportive e le loro tifoserie: ecco l’innovativo progetto Triboom, startup d’eccellenza e fairplay della Terra delle Meraviglie!

Un innovativo strumento che permette alle squadre di radunare i propri supporters online, tra social network e crowdfunding. Un sogno? No, si chiama Triboom, ed è proprio un’innovativa piattaforma di crowdfunding nata nella Terra delle Meraviglie e dedicata a club e organizzazioni sportive per condividere e sostenere gli stessi colori in modo nuovo.
Triboom combina infatti strumenti finanziari e dinamiche comunitarie, offrendo account personalizzabili ai singoli club sportivi, lanciando aste e campagne di crowdfunding per finanziare progetti direttamente con l’intera base del fan club.

Con Triboom si generano inoltre relazioni agevolate dalle nuove tecnologie disponibili, sfruttando le logiche dei Social Network e gli strumenti di finanziamento collettivo con i quali le Società possono coinvolgere sostenitori e tifosi in iniziative ed eventi finora difficilmente realizzabili e ricevere in cambio un maggior sostegno anche economico.
Tutte queste attività generano a loro volta un importante impatto sulla vita reale di ogni comunità sportiva, aumentando l’istruzione civica e promuovendo la crescita personale e economica, non solo nello sport.

A raccontarci come è nato questo straordinario progetto è proprio il fondatore, Alfonso Stefanelli.

Come è nato Triboom?
Triboom nasce dalla grande passione dei suoi fondatori: lo Sport. Dall’idea di combinare la forza delle Community Sportive alle nuove opportunità digitali, con l’obiettivo di fornire alle Organizzazioni e agli atleti uno strumento attraverso il quale coinvolgere i propri sostenitori e finanziare le proprie attività. L‘ottica della Sponsorizzazione tradizionale è mutata profondamente dell’ultimo decennio e moltissime realtà si sono trovate in forti difficoltà economiche. Dall’incontro poi con il nostro CTO Sergio Marchesini, l’idea di creare un contesto di Community e condivisione che combini elementi di raccolta finanziaria alle dinamiche Social.
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Quali sono le caratteristiche del progetto, tecnicamente parlando, e come il crowdfunding è coinvolto?
Offriamo quindi degli account dedicati e customizzabili alle Organizzazioni (la propria pagina Triboom pensate alla pagina Facebook…), attraverso cui queste possono lanciare Campagne di Crowdfunding Reward Based e Aste per finanziare le proprie attività. Allo stesso tempo, i sostenitori possono coinvolgere i propri contatti a partecipare tramite un sistema di inviti e supportare la propria Community anche attraverso un sistema di condivisione contenuti, votazione e commenti in un contesto premiante e condiviso. Il tutto ovviamente collegato ai principali Social Network. La motivazione intrinseca che spinge i backers a supportare un progetto di crowdfunding, è molto simile a quella di ogni Sport Fan nel mondo: sentirsi fondamentale e diretto protagonista della vita della propria squadra/progetto.
Triboom è un’applicazione creata specificamente per lo Sport che importa il crowdfunding in un contesto continuativo e non basato sul singolo progetto.

Parliamo dei benefits e dei tanti Testimonial coinvolti nel progetto…
I supporter possono così aggiudicarsi i rewards esclusivi messi in palio dai Club e, partecipando in tutti i modi descritti, ottenere punti che aumentano il loro status all’interno della Community e che possono essere ulteriormente fonte di premialità da parte delle Squadre.
Le Organizzazioni hanno la possibilità di finanziare le proprie attività attraverso il coinvolgimento della loro base di supporto più stabile e affezionata, allo stesso tempo acquisendo dati significativi e profilati dei propri supporter, per una sempre maggiore conoscenza delle caratteristiche della propria Fan Base.
Abbiamo avuto l’occasione di collaborare con Leghe e Federazioni e con Giocatori del calibro di Sergio Parisse, GianMarco Pozzecco, Andrea DeNicolao.

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Qual è l’importanza di un progetto come Triboom nell’ottica di migliorare gli stadi e le tifoserie?
Siamo convinti che l’associazione tra Crowdfunding e Community Sportive sia sempre più forte e che nel breve/medio periodo la dimensione dei progetti finanziati attraverso questo strumento di coinvolgimento, sarà sempre maggiore e diffusa.
Anche quindi per contribuire all’annosa questione delle strutture sportive del nostro Paese e per un trasparente coinvolgimento delle tifoserie all’interno di un processo che è sempre più urgente per la salute e sostenibilità del sistema Sport in Italia.

E quali sono i pro e i contro del fare innovazione, in ambito sportivo nello specifico (ma non solo), in un territorio come il Veneto?
Mi date l’occasione di sottolineare come Triboom abbia appena iniziato un processo di espansione anche al di fuori del sistema Italia, per intercettare opportunità a livello globale, presenti fuori perimetro. L’innovazione di cui tutti sentono la spinta e la necessità, non è sempre recepita da un sistema che, come il nostro, si basa su pratiche “antiche” e su reparti operativi spesso molto tirati.
Triboom vuole posizionarsi come lo strumento di Community Funding per lo Sport: dopo due anni di test e progetti sul mercato locale, abbiamo individuato la necessità di aprire anche ad altri contesti per poi certamente rifocalizzarci sul mercato Italia che resta uno dei nostri target per affezione e “mission”

Parola di Alfonso Stefanelli CEO, ex giocatore di basket Semi-Professionista, Allenatore (Campione Nazionale 2015 U17 Virtus Bo), sport passionate supporter, una laurea in Economia Aziendale, Team builder and Leader.

 

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Ilaria Rebecchi
Ilaria è una giornalista ed esperta di comunicazione a 360°: ama parlare, scrivere e raccontare storie, soprattutto quando riguardano ciò che è bello, dalle arti alle persone. Asso nella manica? Multitasking creativa, dal digitale alla carta stampata, copywriter e digital strategist con nel cuore la critica musicale e cinematografica. Le sue passioni sono la sua cagnolina Lilly, ridere tanto, la scherma, il buon vino, la primavera, la musica degli anni '80, la cucina, la montagna, le serie tv e ovviamente il marito Alberto. È il Direttore Responsabile di Sgaialand magazine

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