Dalle Dolomiti a Venezia, dai Baicoli al GranTurchese: il percorso di una famiglia che ha trasformato pane e biscotti in uno dei marchi più riconoscibili dell’alimentazione italiana.
Provate a pensare a quante colazioni avete fatto nella vostra vita, sono migliaia. La maggior parte è svanita dalla memoria. Non ricordiamo la tazza, la tovaglia, il colore della cucina o il programma che passava in televisione. Eppure ci sono marchi che, silenziosamente, sono riusciti ad accompagnarne una parte e, molto probabilmente, Colussi è uno di questi.
Da oltre un secolo i suoi biscotti entrano nelle dispense degli italiani, ma la storia del brand è ancora più lunga, molto più lunga. Perché prima di diventare uno dei nomi più riconoscibili dell’alimentazione italiana, Colussi era già una storia di famiglia. Una storia che il Gruppo fa risalire al 1791, anno di nascita di Giacomo Colussi, considerato il capostipite di una tradizione destinata ad attraversare oltre due secoli. Le sue radici affondano nella Val di Zoldo, nel Bellunese, ma è Venezia il luogo in cui quella tradizione familiare trova la propria dimensione imprenditoriale e inizia a costruire un’eredità destinata a entrare nelle case di milioni di italiani.


Dalle montagne bellunesi alle calli veneziane
Le origini della famiglia Colussi affondano tra le montagne della Val di Zoldo, nel Bellunese. Come accadde a molte famiglie legate ai mestieri del pane e della biscotteria, anche i Colussi trovarono a Venezia il luogo ideale per sviluppare la propria attività, attratti dalle opportunità commerciali offerte da una delle città più dinamiche d’Europa. Tra Ottocento e primo Novecento la famiglia consolida la propria attività nell’arte della panificazione e della biscotteria. Tra le specialità prodotte figurano anche i Baicoli, biscotti simbolo della tradizione veneziana, che contribuiranno ad affermare la reputazione della famiglia ben oltre la Laguna. È qui che si forma il patrimonio di competenze che accompagnerà la famiglia per generazioni.
Quando la bottega diventa industria
Il passaggio decisivo arriva nel 1911. Angelo Colussi inaugura a Venezia la prima fabbrica dedicata alla produzione di biscotti. È un momento che segna l’inizio della trasformazione da attività artigianale a impresa industriale.
La crescita è rapida. Negli anni Trenta Colussi apre quattordici negozi e amplia l’offerta con wafer, lievitati e piccola pasticceria. I prodotti iniziano a circolare ben oltre il Veneto, costruendo una presenza commerciale sempre più estesa. La famiglia continua a investire in macchinari innovativi, impastatrici e sistemi produttivi all’avanguardia per l’epoca: una scelta che permetterà all’azienda di affrontare le difficoltà delle guerre e di arrivare preparata alla grande stagione della ricostruzione italiana.



Il biscotto che conquistò l’Italia
Se esiste un prodotto che ha contribuito a rendere Colussi un marchio familiare agli italiani, quel prodotto è il GranTurchese, la cui nascita racconta bene il carattere dell’azienda.
Siamo nella metà degli anni Cinquanta. L’Italia sta vivendo gli anni della ricostruzione e si prepara al boom economico. Cambiano gli stili di vita, cambiano le abitudini quotidiane e anche la colazione assume un ruolo sempre più centrale nelle case degli italiani.
È in questo contesto che Giacomo Colussi, trasferitosi nel moderno stabilimento di Perugia per portare il know-how di famiglia nel cuore della penisola, lavora a un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: creare il frollino perfetto per essere inzuppato nel latte.
L’intuizione decisiva arriva durante un viaggio a Pompei: osservando un antico stampo romano caratterizzato da un fitto reticolo geometrico, immagina una forma capace di favorire proprio l’inzuppo, permettendo al latte di attraversare il biscotto senza comprometterne la consistenza.
Nel 1955 nasce così il GranTurchese. Più che un nuovo prodotto, diventa un’icona della colazione italiana: un biscotto dalla forma immediatamente riconoscibile che, da quasi settant’anni, continua ad accompagnare il risveglio di milioni di persone.
Gli anni di Carosello e la memoria collettiva
Negli anni Sessanta Colussi entra definitivamente nell’immaginario nazionale. Fu anche grazie a Carosello che Colussi entrò definitivamente nell’immaginario degli italiani, contribuendo a trasformare Colussi da marchio alimentare a presenza familiare, entrando nelle case degli italiani ogni sera attraverso uno dei programmi più iconici della televisione del dopoguerra.
A raccontare la bontà dei biscotti Colussi arriva Gioele, il celebre gufo accompagnato da un mondo di personaggi fantastici che diventano presto figurine da collezione e protagonisti dell’infanzia di intere generazioni. È una fase importante, perché trasforma un prodotto alimentare in qualcosa di più: un elemento della cultura popolare italiana.
Da marchio storico a gruppo alimentare
Negli anni Ottanta entra in azienda la sesta generazione della famiglia e il gruppo avvia un importante percorso di diversificazione. Accanto ai biscotti arrivano fette biscottate e cracker; successivamente inizia una stagione di acquisizioni che porta nel gruppo marchi storici come Misura, Agnesi, Sapori, Flora e molti altri. Oggi Colussi Group è una delle principali realtà alimentari italiane e riunisce marchi che hanno accompagnato la storia dei consumi del Paese, tra cui Misura, Agnesi, Sapori 1832, Flora, La Suissa, Plin e altri ancora. Una crescita costruita attraverso acquisizioni strategiche, ma sempre mantenendo saldo il legame con un’identità familiare arrivata oggi alla sesta generazione.
La forza di Colussi non sta soltanto nella longevità o nei numeri, ma nell’essere riuscita a entrare nella quotidianità senza mai trasformarsi in una semplice abitudine. Perché l’abitudine, quando resiste al tempo, diventa cultura e pochi marchi italiani possono dire di aver accompagnato così tante generazioni attraverso un gesto tanto semplice quanto universale: sedersi a tavola per fare colazione.
Per approfondire
Per la ricostruzione della storia della famiglia Colussi e del brand sono stati consultati anche i materiali ufficiali del Gruppo Colussi e il volume Colussi 1791. Una ricetta di famiglia, di Massimo Orlandini e Simone Marzari, pubblicato da Silvana Editoriale. Un’opera frutto di oltre tre anni di ricerca archivistica che ripercorre l’evoluzione della famiglia Colussi dalle origini in Val di Zoldo fino alla nascita e allo sviluppo di uno dei più importanti gruppi alimentari italiani.

Perché è sgaio
Colussi dimostra ancora una volta che il patrimonio industriale di un territorio non è fatto soltanto di fabbriche o di prodotti, ma di gesti quotidiani che finiscono per diventare parte della nostra memoria collettiva. Raccontarne la storia significa raccontare come una famiglia veneta abbia saputo attraversare oltre due secoli senza perdere ciò che l’aveva resa riconoscibile fin dall’inizio: la capacità di trasformare un sapere artigianale in un patrimonio condiviso.
Photocredits: courtesy of Colussi.











