Cinque sorelle, un padre agronomo e un Carnaroli che è già diventato icona di qualità. Meracinque nasce dalla famiglia Tovo tra Verona e Mantova e porta in tavola un riso capace di unire metodo scientifico e amore per la terra. Agricoltura rigenerativa, tecnologie di precisione e un racconto autentico rendono unico questo brand pop e premium allo stesso tempo, dove il sorriso in risaia incontra l’eccellenza gastronomica.
Dalla “Mera” di famiglia a Meracinque
“Mera” come meraviglia, il soprannome di casa Tovo diventato identità d’impresa: Meracinque nasce ufficialmente nel 2016 da Margherita, Benedetta, Silvia, Anna e Maria Vittoria Tovo, con un obiettivo chiaro: produrre un Carnaroli Classico d’eccellenza, 100% italiano e responsabile. A ispirarle, papà Paolo, agronomo e mentore “+1” del progetto. Le risaie sono a Roncoferraro (MN), tra acque limpide che arrivano dal Garda e suoli argillosi ideali per il riso; la sede familiare è a Villafranca di Verona.
L’idea: mettere a sistema competenze diverse
Le sorelle rientrano in Italia dopo esperienze di studio e lavoro tra Milano, Londra, Parigi e Berlino e trasformano l’azienda agricola di famiglia in un brand premium capace di parlare a chef e appassionati. Ruoli complementari (marketing, operations/prodotto, commerciale, amministrazione) e una visione comune: controllare la filiera dal campo alla tavola e raccontarla con trasparenza.



Il metodo: agricoltura rigenerativa + Internet of Farming
Qui la parola chiave è cura. Meracinque combina agroecologia e agricoltura di precisione:
- Mappatura elettromagnetica dei terreni per decidere semina e concimazioni su misura.
- Semina a rateo variabile e monitoraggi con sensori, capannine meteo e controllo satellitare.
- Micronatural®: microrganismi benefici “di scuola giapponese” che favoriscono un ecosistema sano e difendono naturalmente le piante.
- Essiccazione a bassa temperatura con GNL e 12 mesi di invecchiamento del risone: tenuta in cottura superiore, chicchi integri, amido perfetto per la mantecatura.
Risultato? Carnaroli Classico con rottura <2%, bassissimo residuo di metalli pesanti (analisi multiresiduali post-raccolta) e una resa che fa felici le brigate di cucina.



Filiera snella, rete di partner e sguardo lungo e Carnaroli Classico “a prova di chef”
Le sorelle Tovo hanno scelto modelli organizzativi agili: cooperano con aziende specializzate per le fasi più capital intensive, riducendo immobilizzazioni e accelerando l’upgrade tecnologico. Una strategia da “riso 4.0” che già nel 2018-2019 aveva fatto parlare testate nazionali e business magazine. Meracinque coltiva solo Carnaroli in purezza (sementi certificate, tracciabilità “Classico”) e lo propone in formati dedicati a ristorazione e retail selezionato. Note sensoriali in cucina: tenuta in cottura, grande capacità di assorbire il condimento, rilascio d’amido cremoso, chicco lungo e consistente per impiattamenti impeccabili.
Perché è sgaio
Nel racconto mediatico il brand viene spesso citato come Mera5, forma colloquiale che richiama la “meraviglia” delle cinque sorelle Tovo, mentre l’identità ufficiale è Meracinque. Una doppia veste che non è solo un gioco linguistico, ma che racconta bene lo spirito del progetto: familiare e pop, con il sorriso di chi sa sporcarsi le mani in risaia, e allo stesso tempo premium, grazie a un Carnaroli Classico che convince davvero chef e appassionati. A renderlo sgaio è prima di tutto la loro storia, autentica e trasparente: cinque donne guidate dall’esperienza agronomica del padre Paolo, capaci di tornare a casa dopo percorsi internazionali per costruire un’idea imprenditoriale solida e contemporanea. È sgaio anche il modo in cui raccontano la complessità di pratiche come l’agricoltura rigenerativa e di precisione, senza slogan vuoti ma con parole semplici e concrete, facendo capire a tutti che la tecnologia può andare d’accordo con la terra. E ancora, è sgaio l’impatto tangibile delle loro scelte: dall’uso del GNL per un’essiccazione più pulita alle cover crops che proteggono il suolo, fino alla biodiversità che torna a popolare i campi. Infine, è sgaio il risultato nel piatto: un riso che non si limita a essere “buono per comunicazione”, ma che in cucina mantiene la promessa con chicchi integri, grande tenuta e quella capacità di assorbire e restituire gusto che fa la differenza tra un risotto qualsiasi e un risotto memorabile.
Per conoscere meglio la storia delle sorelle Tovo, approfondire il metodo e scoprire tutte le declinazioni del loro Carnaroli Classico, puoi visitare il sito ufficiale www.meracinque.com.












