san martino

Pochi giorni ai festeggiamenti dell’estate di san Martino, particolarmente sentita e attesa in terra veneziana.

Secondo la tradizione, l’11 novembre è san Martino, anzi, è il giorno dell’ Estate di San Martino, in cui il clima torna mite e il mosto diventa vino. Tuttavia, se le temperature non dovessero risultare così gradevoli, nella #terradellemeraviglie abbiamo sempre una certezza: quella di poter festeggiare e godersi un gioiosa giornata tra mosto, vino nuovo e gustosi piatti della tradizione locale.

Ma chi è San Martino?

San Martino fu vescovo di Tours nel IV secolo e uno dei santi più celebri fin dal Medioevo: a lui si rimandano tanti detti, proverbi, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell’Europa. Nato nel 316-317 in Pannonia (oggi Ungheria), è riconosciuto come esempio “europeo” di carità: il giovane soldato Martino, così chiamato dal padre in onore del dio della guerra Marte, è ricordato soprattutto per aver regalato metà del suo mantello (tagliato con la sua spada) quando per strada incontrò un povero tremante per il freddo. La sera stessa di quell’incontro, gli apparve in sogno Gesù, avvolto in quello stesso mantello, sorridente e riconoscente per quel gesto caritatevole. Per questo motivo, san Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche  dei pellegrini.

san martinoLa festa di san Martino nacque in Francia per diffondersi poi in tutta Europa, soprattutto in Germania, Scandinavia e nell’Europa orientale. Questa tradizione vuole celebrare la fine dei lavori nei campi e l’inizio della raccolta e viene festeggiata con falò e tradizioni contadine. In Italia, due sono i luoghi che sentono maggiormente questa festività: Predazzo, in Valle di Fiemme, e Venezia, ma ricordiamo che san Martino è anche il Patrono di Belluno.

A Venezia, l’11 novembre i bambini, armati di pentole e coperchi girano per campi e calli domandando qualche spicciolo ai negozianti o ai passanti e cantando questa simpatica filastrocca in veneto:

Oh che odori de pignata!
Se magnè bon pro ve fazza,
Se ne de del bon vin
cantaremo S.Martin

S.Martin n’à manda qua
Perché ne fe la carità
Anca lu, co’l ghe n’aveva
Carità ghe ne faceva.

Fe atenzzion che semo tanti
E fame gavemo tuti quanti
Stè atenti a no darne poco
Perché se no stemo qua un toco!

Le conclusioni della filastrocca possono essere due a seconda che i bambini ricevano in dono qualcosa, caramelle, soldi, cibo:

E con questo la ringraziemo
Del bon animo e del bon cuor
Un altro ano ritornaremo
Se ghe piase al bon Signor
E col nostro sachetin
Viva, viva S.Martin.

O, non avessero ricevuto niente:

Tanti ciodi gh’è in sta porta
Tanti diavoli che ve porta
Tanti ciodi gh’è in sto muro
Tanti bruschi ve vegna sul culo.

Con i soldi guadagnati, viene comperato il tradizionale dolce di san Martino, che esiste in due versioni: un dolce di pasta frolla a forma del santo a cavallo con spada e mantello decorato con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle, cioccolata, oppure (versione più antica) un dolce di cotognata. Tipici di questa festa sono infatti anche i dolcetti di cotognata. Il doce di pasta frolla si può trovare in numerose pasticcerie non solo di Venezia, ma anche di altre città de #latterradellemeraviglie! Ecco quello della redazione di Sgaialand Magazine, vi siete già procurati il vostro?!

Per ulteriori info e approfondimenti: sanmartinoinveneto.it

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