Sono molte le possibilità che la medicina estetica mette a disposizione prima di ricorrere alla chirurgia: l’esigenza è quella di contrastare i segni del tempo e l’aspetto, ma cambia la consapevolezza del ricorso al ritocco estetico, e incontra nuovi canoni di armonia e rispetto dell’unicità del volto

Sarà per via degli orrori visti in passato, o per i casi di VIP sfigurati e irriconoscibili che vediamo circolare quotidianamente sul web (da Carla Bruni a Donatella Versace, da Mickey Rourke a Diego Armando Maradona), ma le nuove tendenze in fatto di medicina estetica e chirurgia oggi tendono sempre di più a correggere senza alterare e a curare in maniera sempre meno invasiva. Perché l’obiettivo è mantenere la naturalezza, la bellezza e l’unicità del proprio volto, liberandosi dall’ansia da perfezione tipica di qualche tempo fa. Per fortuna, verrebbe da dire.

Di medicina estetica, chirurgia estetica e abitudini delle donne, e degli uomini, italiani e veneti, ne abbiamo parlato con la dottoressa Marina Benedetti, medico chirurgo specializzato in Allergologia e Immunologia clinica e specialista in Medicina estetica. Originaria di Verona e residente a Padova, la dottoressa riceve presso l’Ambulatorio Medicina estetica Armistizio.

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Dottoressa, quali sono le richieste che le fanno oggi i suoi pazienti?
La richiesta più frequente da parte dei pazienti è di migliorare la texture dei tessuti, cancellando i segni di invecchiamento e di cedimento del viso, ahimè inevitabili dopo i 25 anni, età in cui inizia la riduzione nella produzione interna di collagene, la sostanza che tiene insieme i “mattoni” della nostra pelle, e in cui il ciclo di rinnovamento cutaneo diventa progressivamente più lento. Le cellule fondamentali del tessuto connettivo, i fibroblasti, perdono infatti la loro capacità di produrre le sostanze essenziali per la nostra pelle, cioè acido ialuronico, collagene, elastina e tutte le altre molecole che la compongono. A questo invecchiamento naturale si aggiungono poi altri fattori esterni, come le radiazioni solari, la prima causa d’invecchiamento della pelle dopo l’età, e i vari agenti inquinanti.

Come ci aiuta la medicina estetica?
I primi interventi di medicina estetica sono finalizzati a mantenere l’elasticità della pelle e a conservare i tessuti. Quando anche questa non può più nulla, è possibile affidarsi invece a degli interventi di chirurgia estetica, quindi più importanti, come il lifting del volto, il lifting del sopracciglio o la blefaroplastica superiore o inferiore, che consente di correggere quegli eccessi di cute o di grasso che si manifestano in palpebre pesanti e grinzose o borse.

Tornando alla medicina estetica, quali sono i trattamenti che effettua con maggior frequenza?
In questo campo, gli interventi più richiesti e più effettuati sono sicuramente la biostimolazione di tipo chimico, una tecnica medica iniettiva volta a migliorare la qualità della pelle del viso, e il peeling.  La prima è un trattamento medico che mira a reintegrare alcune sostanze che il nostro organismo non è in grado di produrre in quantità sufficiente nella pelle, come l’acido ialuronico e alcuni amino acidi.

In cosa consiste la biostimolazione e quando è indicata?
Sono iniezioni di acido ialuronico naturale e di altri fattori di crescita dermica importanti per la stimolazione della nostra capacità riproduttiva dei fibroblasti e per la sintesi del collagene. Attraverso la biostimolazione avviene quindi un’attivazione del proprio tessuto. Il trattamento è indicato nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo (tempo e foto invecchiamento), ma anche come terapia complementare nel caso di un intervento chirurgico o altri trattamenti medico estetici.

L’iniezione è l’unica strada percorribile? Non esistono, per esempio, integratori di acido ialuronico?
Purtroppo no! La reintroduzione può avvenire solo tramite iniezioni, perché queste sostanze se assunte per via orale vengono digerite e non si attivano localmente. Ma non si preoccupi, la terapia è praticamente indolore e ben tollerata!

Quali aree si possono trattare?
Generalmente le aree più comunemente trattate sono viso, collo, décolleté… Come le dicevo, il trattamento non è, tuttavia, efficace nel contrastare i cedimenti di tipo muscolo-cutaneo.

Il peeling invece in cosa consiste?
Il peeling chimico si utilizza per cancellare le rughe più superficiali e per restituire tono e luminosità al viso. Consente di trattare rughe fini e superficiali, nonché di migliorare la pelle spenta, opaca e rugosa a livello di viso, décolleté, mani e braccia. Anche il peeling può essere effettuato in combinazione con altri trattamenti estetici, per esempio laser o filler.

Come si effettua il peeling?
I peeling di nuova generazione non sono altro che una forma di esfoliazione cutanea (la rimozione degli strati esterni di cellule invecchiate) ad azione dermo-stimolante e anti-età indotta dall’uso di sostanze chimiche (come l’acido glicolico, l’acido salicilico e l’acido TCA…) applicate sulla pelle.
A seconda del tipo di peeling, avviene un’asportazione dello strato corneo e, contemporaneamente, l’induzione a livello dermico della sintesi di nuovo collagene. L’effetto è sempre la biostimolazione, ovvero la stimolazione del turnover cellulare e quindi la sostituzione del tessuto “invecchiato” con uno più sano e meno danneggiato. Si induce contemporaneamente un processo riparativo delle cellule epiteliali a livello epidermico e la stimolazione fibroblastica, quindi la produzione di nuovo collagene, a livello dermico.
Il risultato è un aumento dell’idratazione cutanea e un ricambio degli strati cutanei asfittici che risultano completamente rinnovati e ringiovaniti.

Eliminiamo così anche le “zampe di gallina”?
No, una correzione più completa delle rugosità profonde, delle famose “zampe di gallina” presenti nella regione delle tempie o dei solchi palpebrali o del viso, come le altrettante famose “rughe della marionetta” richiedono o modifiche riempitive, come il lipofilling, o un trattamento con tossina botulinica o, ancora, l’utilizzo dei fili di trazione, l’ultima frontiera della medicina estetica.

In cosa consiste il lipofilling?
Il filling è una tecnica riempitiva che permette l’aumento di volume delle labbra, degli zigomi o dei piccoli solchi naso labiali. Consiste nell’iniezione di acido ialuronico cross linkato che fa, appunto, da riempitivo, restando attivo nel derma per circa un anno. I suoi effetti però durano molto di più, perché il solco riempito non torna più all’origine. Per un effetto “rimpolpante”.

Ci spieghi delle pieghe della marionetta…
Le pieghe della marionetta si formano perché i tessuti cutanei del volto si spostano verso il basso. Lateralmente alla commisura labiale osserviamo quindi quelle due pieghe, quei due solchi che rendono l’espressione del volto triste. Oggi disponiamo dei rivoluzionari fili di trazione, che ci offrono una vera e propria sospensione dei tessuti, risolvendo in modo radicale queste pieghe.

Perché sono rivoluzionari?
Questi fili sono leggermente elastici, non ledono i tessuti e, soprattutto, nel corso del tempo vengono colonizzati dai fibroblasti, che li inglobano trasformandoli in un legamento naturale sospensivo. Inoltre l’applicazione è rapida, necessita solo di una piccola anestesia locale, e soprattutto non lascia cicatrici!

Prima citava anche il tanto famigerato botox, non è pericoloso?
Assolutamente no! Il farmaco è sicuro e controllato e non sono mai stati riscontrati effetti collaterali.  Basti pensare che viene usato in oculistica, in neurologia, in oftalmologia e in otorinolaringoiatria. È efficace contro lo strabismo, il torcicollo, gli scatti del morbo di Parkinson, i tic, la spasticità anche infantile. Addirittura, oggi viene adottato per combattere il mal di testa, con buoni risultati. L’errore, quando c’è, non è del farmaco, ma dell’operatore. Motivo per cui è sempre meglio affidarsi solo a chirurghi plastici professionisti, che conoscono perfettamente l’anatomia del viso e, quindi, dove effettuare le iniezioni.

Esistono dei trend a livello regionale? Cosa le chiedono le donne venete?
Sì certo, è possibile riscontare dei trend e delle differenze. In generale le posso dire che in Veneto le richieste tendono sempre a preferire interventi poco evidenti, che risultino il più possibili naturali. Anche per gli interventi di riempimento: le labbra sono discrete, così come gli zigomi. Nel Lazio o in Emilia Romagna invece, i canoni femminili di riferimento presentano tratti più marcati: labbra più piene e turgide, volti estremamente tirati e meno naturali. Per fortuna, si riscontra comunque in via generale un miglioramento rispetto a 10 anni fa: non si vedono quasi più labbra cosiddette “a canotto” o volti estremamente innaturali!

E gli uomini invece? Esiste un pubblico maschile e quali sono le loro richieste?
I pazienti uomini sono molti e sono un pubblico molto consapevole. Le loro richieste differiscono molto da quelle femminili perché se le esigenze sono simili, apparire più belli e più giovanili, le peculiarità sono ovviamente diverse. I trattamenti che più richiedono sono soprattutto atti a risaltare gli zigomi, quindi un miglioramento del pronunciamento dell’angolo zigomatico come anche dell’angolo della mandibola. La tossina botulinica, per paralizzare i muscoli mimici, in particolare il corrugatore (ndr la ruga che attraversa la fronte) e tutte le rughe della fronte e del contorno occhi. Infine, un miglioramento della texture della pelle, che si effettua anche qui con peeling e acidi dolci come il glicolico, l’acido cogico, l’acido mandelico: servono per chiudere i pori della pelle, dare un aumento della consistenza cutanea e migliorare la luminosità del volto.
Infine la biostimolazione del collo per contrastare il cedimento: fili di biostimolazione e trazione che vengono messi lungo il decorso dei muscoli platisma, gli addetti al sostegno del collo.

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Marina Benedetti nasce a Verona, si laurea in medicina e chirurgia presso l’università di Padova nel 1987.
Si specializza in Allergologia e immunologia clinica nel 1992. Frequenta come assistente il reparto di Allergologia dell’ospedale di Padova dal 1988 al 1993, periodo in cui inizia ad interessarsi e a frequentare la scuola di medicina estetica del Prof. Cecarelli di Roma. Attualmente lavora a Padova.
Dal 2000 è tutor presso l’ICAMS con sede a Napoli presso la scuola in cui insegna tecniche di impianto filler. Dal 1988 si occupa di medicina estetica e piccola chirurgia in anestesia locale.

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