Avete mai notato l’angelo rosso che si dispera all’interno della Cappella degli Scrovegni? Questa e molte altre curiosità d’arte riportate da Maila, guida turistica veneta tra bellezza e storia

Le bellezze della Terra delle Meraviglie sono tante, e noi della redazione del magazine lo scopriamo ogni giorno, tra storie d’eccellenza, tradizioni da scoprire, paesaggi e storia antica da rispolverare.
Per questo abbiamo contattato Maila Bertoli, una guida turistica veneta (e non solo) capace di illustrarci chicche e particolarità di alcuni luoghi incantati del territorio, in particolare di Padova.

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Ma andiamo con ordine: chi è Maila Bertoli, professione guida turistica veneta?
Dopo la laurea in Lingue e Letterature straniere conseguita presso l’Università di Padova, ho iniziato ad insegnare nella scuola secondaria. Contemporaneamente ho seguito il Corso biennale di Specializzazione all’Insegnamento nella scuola secondaria (SSIS) presso Cà Foscari a Venezia, abilitandomi per la lingua inglese e per quella tedesca. Un biennio molto impegnativo che ha previsto altri 15 esami e la discussione di due tesi finali. Ho seguito un corso per l’insegnamento dell’Italiano a stranieri con relativa certificazione (CEDILS). Nel 2012 ho conseguito l’abilitazione allo svolgimento dell’attività di Guida Turistica per la città di Padova, la sua Provincia e le Ville Venete nelle lingue italiano, inglese, tedesco, abilitazione che in base alle normative degli ultimi anni è stata estesa a tutto il territorio nazionale

Cosa significa lavorare come guida turistica veneta e in particolare in zone così ricche di arte e cultura come quelle che circondano e caratterizzano Padova?
Il Veneto è una delle tante regioni italiane ricche di storia e arte e Padova in particolare offre molto non solo dal punto di vista storico – artistico, ma anche enogastronomico, per non dimenticare le attività legate all’area termale. L’offerta è molto variegata e ad ampio raggio. Come guida riscontro sempre opinioni positive sulla mia città ed è per me motivo di orgoglio essere la portavoce del patrimonio che abbiamo, dai monumenti ben noti in tutto il mondo ad altri minori. Amo camminare per le strade della mia città, sopra metri di storia, pensare che anch’io ne faccio parte e ho il compito di farla conoscere

Da guida, quali sono le opere, i monumenti e le caratteristiche che maggiormente affascinano turisti stranieri e italiani?
Senza dubbio la gran parte dei turisti, siano essi stranieri o italiani, giungono a visitare Padova attirati in primis dalla Basilica del Santo e dalla Cappella degli Scrovegni. Sant’Antonio è oggetto di una venerazione molto forte, specie da parte di pellegrini dal continente americano e indiano, che in certe situazioni mi hanno commosso non poco. Il capolavoro giottesco invece affascina sempre, per i colori, le figure, la composizione. Ma ciò che colpisce e non di rado fa scendere una lacrima è la storia raccontata che in ultima istanza diventa la storia di tutti. Oltre a questi, affascinano anche la vitalità delle piazze, il Pedrocchi, l’Università, i portici, la street art e il cibo di strada

Raccontaci 3 chicche imperdibili della città di Padova o del Veneto…
Padova è fortunata perché i suoi abitanti amano e approfondiscono la storia e l’arte della loro città quindi per molto padovani non dirò informazioni nuove. Tra le cose che spesso faccio notare c’è la scritta che compare tra stucchi e oro sul soffitto dell’Arca del Santo proprio sopra la tomba del Santo e che recita in latino il famoso verso “Gioisci Padova perché possiedi un tesoro“, che per me è la sintesi di tutta la nostra città. Potrei dirti che in un punto del Portello c’è un’incisione, quasi invisibile, che verosimilmente si riferisce alla Peste del 1630. Infine dentro la Cappella Scrovegni nella scena della Crocifissione vi è un dettaglio, che per me è l’apoteosi dell’intensità emotiva raggiunta qui da Giotto; chi ha visitato la Cappella con me lo conosce molto bene perché mi soffermo molto e ogni volta mi commuovo. Mi riferisco all’angelo rosso, sotto al braccio sinistro di Gesù. È ritratto nell’atto di strapparsi le vesti. L’angelo, comunemente percepito come gioia e serenità qui urla. Esiste una disperazione più alta di quella di un angelo che si dispera? No, perché un angelo non si può disperar, eppure, dentro la Cappella degli Scrovegni anche gli angeli urlano, anche il cielo piange

Rimaniamo proprio sulla Cappella degli Scrovegni, vero gioiello cittadino e anche del Triveneto:  La Cappella degli Scrovegni è una delle più alte rivoluzioni nella storia dell’arte, per i colori, tra tutti il famoso blu, la disposizione delle figure, il suo simbolismo, il suo accenno ad una prospettiva seppur intuitiva che gli varrà l’espressione di “Giotto spazioso”.  Ma c’è un altro aspetto su cui voglio soffermarmi. Giotto giunge a Padova dopo aver lavorato a Roma e ad Assisi. Prima di lui c’erano stati altri pittori, Cimabue solo per citare il suo maestro, ma soprattutto c’era stata la grande stagione delle icone bizantine, figure frontali, allineate, senza un sorriso, senza una lacrima. Giotto comprende che ciò che muove il mondo sono i sentimenti. Il maestro arriva qui e, come dico sempre prendendomi la licenza poetica, in modo “prepotentemente dolce” fa fiorire le emozioni. L’amore così forte tra un uomo e una donna, che in forza di un sentimento così forte si aspettano senza aver notizie l’uno dell’altra per 5 mesi per poi corrersi incontro e scambiarsi un bacio passionale ad occhi aperti, così innovativo per l’epoca. Quello di una madre disperata che con tutte le forze strappa il figlio da una morte certa nella Strage degli Innocenti. Quello sublime di Maria sposa che appoggia la mano sulla pancia e protegge il figlio prima che nasca, un rapporto così intenso e forte che solo una madre può sentire. Tutt’altra emozione è quella contenuta al centro della scena del bacio di Giuda, il quale abbraccia Gesù cercando di convincerlo che non lo tradirà mai mentre quest’ultimo non sposta lo sguardo da quello che riteneva un amico pur sapendo la verità. Giotto lo dice chiaramente. Sono episodi della vita di Gesù e Maria, momenti felici e tristi che si elevano dall’aspetto religioso e diventano in ultima istanza la storia di ogni uomo, di ognuno di noi. Il messaggio finale a cui si giunge quasi seguendo una spirale mozzafiato che ci avvolge è proprio questo: sta a te decidere come continuare la storia di Gesù, la tua storia, fino al giorno del Giudizio Universale; sta a te scegliere la strada dei vizi o quella delle virtù verso il tuo futuro. Entri nella Cappella degli Scrovegni con una domanda, sia essa fonte di gioia o preoccupazione e sarai certamente colpito da un dettaglio che si riferisce ai tuoi pensieri del momento. Giotto da sempre la risposta che cerchi. Giotto salva tutti

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Non solo guida turistica veneta, ma anche fotografa: come è nata questa passione e come si combina e associa al mondo del turismo?
La fotografia è una passione che ho sin da piccola grazie a mio padre e mio fratello. A quattro anni attendevo la fine della cena perché la cucina si trasformasse in camera oscura e sviluppassimo tra vasche acidi e lampadine rosse le foto fatte da noi a Villa Pisani o nelle vie e piazze di Padova ogni sabato pomeriggio. Il regalo che ho richiesto per la Prima Comunione è stata una macchina fotografica. Quel giorno ho messo tutti i miei amichetti in fila sul muro e li ho fotografati uno per uno. Queste sono state le mie prime foto. Sono cresciuta con questo amore per la fotografia e non mi è mai passato. È aumentato in modo esponenziale grazie al lavoro di guida e al mio ingresso nei social. In pausa o tra uno spostamento e l’altro scattavo al volo ciò che mi colpiva lungo le strade che percorrevo. Poi la postavo sui miei canali per promuovere così la mia città. Instagram e un gruppo di amici hanno contribuito alla condivisione di consigli e insegnamenti, ho fatto qualche mostra in location importanti in collaborazione. La svolta vera e propria però è avvenuta lo scorso anno: ho acquistato dapprima una reflex professionale e a seguire varia attrezzatura. Ho iniziato a fotografare da sola. Ho seguito alcuni corsi di fotografia e post produzione, frequentato nuovi ambienti, nuove collaborazioni e soprattutto ho lavorato molto su me stessa cercando di offrire un prodotto particolare che nascesse dalle mie emozioni e dall’osservazione di ciò che avveniva intorno a me. Grazie al web e al passaparola in un anno ho avuto la fortuna e la possibilità di lavorare a dei progetti molto originali ed entusiasmanti che mai avrei pensato tempo prima di poter fare. Spazio così dal wedding, a cerimonie, newborn o eventi fino ad arrivare ad altri servizi quali ad esempio quello all’interno di una comunità di donne con problemi di salute di natura psichiatrica o quello recentemente realizzato al Carcere 2 Palazzi di Padova che mi ha molto toccato emotivamente. È un momento felice e pieno di soddisfazioni per me da questo punto di vista, tanto che da passione iniziale attualmente è la mia professione accanto a quella di Guida Turistica, che molto spesso si completano e integrano. Continuo la mia formazione e la sperimentazione perché penso che quando si ha un sogno e questo è fonte di entusiasmo, come lo sono per me la fotografia e la guida turistica, si ha anche un dovere verso sé stessi, quello di seguirlo e proteggerlo

 

Foto credits: Maila Bertoli

 

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