È firmato dal vicentino Ivan Frigo il nuovo logo per la candidatura a patrimonio Unesco delle Colline di Conegliano Valdobbiadene: ecco tutti i motivi a sostegno di questa candidatura!

Oggi che gli estremi climatici, l’abbandono e il degrado mettono a rischio la possibilità stessa degli ecosistemi di continuare a produrre servizi, è il paesaggio la problematica portata avanti dall’UNESCO. Paesaggio inteso non come un panorama o una bella cartolina, ma come la capacità della popolazione di realizzare, gestire e far evolvere in modo armonico i propri luoghi realizzando benessere e identità comune. L’elemento innovativo della candidatura delle colline di Conegliano Valdobbiadene sta nel leggere il paesaggio come un patrimonio vivente della comunità

A parlare è Pietro Laureano, Architetto e urbanista consulente UNESCO, riferendosi al territorio del Prosecco nel percorso di riconoscimento a patrimonio Unesco.
Nel 2008 è stato avviato il progetto per il riconoscimento delle colline di Conegliano Valdobbiadene: si tratta, infatti, di un vero e proprio paesaggio culturale dove l’opera dei viticoltori ha contribuito a creare uno scenario unico.

Colline di Conegliano ValdobbiadeneEcco gli elementi distintivi delle colline di Conegliano Valdobbiadene su cui si basa il progetto Unesco 

Esempio di straordinario paesaggio culturale

Il territorio delle colline dell’Alta Marca Trevigiana non è un paesaggio naturale ma quello che l’articolo 1 della Convenzione UNESCO, che tutela il patrimonio culturale mondiale, identifica come paesaggio culturale, ossia un sito che è originato dalla combinata attività dell’uomo e della natura. In particolare le Colline del Prosecco Superiore appartengono alla seconda categoria di paesaggi (II – Organically evolved landscape), ossia quelli generati da un processo continuo, evolutosi nella storia, ma ancora ben vitale, attraverso il quale la comunità locale e la sua cultura artistica, tecnica e produttiva si sono organizzate in risposta a caratteristiche dell’ambiente fisico fragili e del tutto particolari.
Il sito è un esempio straordinario di paesaggio culturale italiano evolutivo dell’Alto Adriatico sia per i suoi caratteri naturali modellati dalle genti che come paesaggio resiliente, percepito e rappresentato, elemento d’identità, coesione e successo. Il suo carattere eccezionale consiste nella capacità della comunità di uso dei luoghi trasformando la marginalità in opportunità economica e realizzando un paesaggio di valore, esperienza che può essere condivisa a livello internazionale. Il sito conserva integri i suoi caratteri fondamentali, caratterizzati da un’elevata complessità paesaggistica, e rappresentati in opere pittoriche del Rinascimento Italiano, conosciute in tutto il mondo, che ne attestano il suo valore di universalità.

Colline di Conegliano Valdobbiadene: terra di confine, luogo di passaggio

Il sito rappresenta un’area di scambio e d’influenza decisiva tra l’Europa continentale, orientale ed il Mediterraneo, luogo di passaggio in rapporto all’attrattività di Venezia e alle sue relazioni tra oriente ed occidente. Da qui transitava verso Venezia il legname per le fondamenta delle abitazioni e qui, fucina di idee dirompenti, nacquero artigiani ed artisti. Sulle condizioni di poca fertilità dei suoli e di povertà economica si innestarono i saperi diffusi dai benedettini; il legame con la terra e la frammentazione della proprietà portarono in epoca moderna alla nascita di una figura di produttore ingegnoso e innovatore. Questa figura di lavoratore, laborioso e intraprendente, formatosi conservando sempre un radicale legame con la terra e l’agricoltura, è stato decisivo per lo sviluppo dell’area, sia industriale che agricolo, ed è noto oggi in tutto il mondo per il modello vincente d’imprenditoria diffusa.
E le arti?
Questa zona è legata ad alcune produzioni artistiche di indiscutibile valore universale: Cima da Conegliano, uno dei protagonisti del Rinascimento veneto, raffigura nei suoi dipinti il paesaggio delle colline a lui noto, che ha esplorato nell’infanzia e che ha continuato a percorrere di tanto in tanto in età adulta. Il suo è un paesaggio antropizzato, in cui il cielo luminoso, il pacato verticalismo dello skyline collinare, la posizione apicale delle fortezze, la mobile trasparenza dell’acqua esprimono compiutamente l’immanenza divina.
Il territorio è disseminato di ulteriori testimonianze artistiche minori, risalenti sino al Duecento, che sono strettamente legate ai numerosi luoghi di culto presenti nel territorio: pievi e piccoli oratori completamente affrescati o caratterizzati da interventi pittorici stilisticamente coerenti tra loro sono elementi imprescindibili di questo paesaggio.
Andrea Zanzotto è stato definito da Gianfranco Contini «il più grande poeta dopo Montale». Nato a Pieve di Soligo, la sua attività poetica fu fortemente influenzata dal contesto geografico in cui visse. Affascinato dalle «accecanti ricchezze» ambientali, così come dalle peculiarità antropologiche, storiche e artistiche dell’Alta Marca, il paesaggio fu una costante nelle sue poesie, ma anche nella sua vita al punto da considerarlo il primo esponente della tradizione lirica occidentale ad aver assunto un ruolo attivo nella battaglia per la tutela del paesaggio.

Gli istituti vitivinicoli: luoghi di diffusione delle conoscenze agricole moderne

A Conegliano, nel 1876, sorge la prima scuola d’Italia specializzata nell’insegnamento della viticoltura, oggi istituto statale di istruzione secondaria superiore “G. B. Cerletti” con ordinamento speciale per la viticoltura e l’enologia. Nel 1923, a pochi metri dalla scuola, viene invece fondato l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura, oggi CRA-VIT, centro di ricerca per la viticoltura affiliato all’università di Padova, la quale, attraverso il CIRVE, ha istituito diversi corsi di laurea sui temi della viticoltura.
Gli istituti hanno storicamente avuto un ruolo fondamentale nella formazione dei tecnici, degli imprenditori e degli agricoltori che hanno portato al successo questo territorio agricolo marginale e tra i più poveri d’Italia. Negli anni gli istituti sono stati importanti poli di diffusione delle conoscenze vitivinicole attraverso la migrazione di alunni e ricercatori, che hanno saputo trasmettere saperi e creare paesaggi vitati di successo in altri continenti.

L’unicità del paesaggio delle Colline di Conegliano Valdobbiadene

Il paesaggio delle colline dell’Alta Marca trevigiana è il felice risultato di un connubio, protrattosi per milioni di anni, tra i movimenti della crosta terrestre e le strutture geologiche presenti sul luogo.
Il nome che i geologi attribuiscono al fenomeno è hogback : si tratta di un insieme di strati rocciosi che, sospinti dal movimento della zolla africana, si sono mossi tutti assieme e, scontrandosi con il massiccio delle Prealpi, si sono sollevati come un’onda contro gli scogli. Gli strati, erosi nel tempo, hanno prodotto uno straordinario susseguirsi di colline orientate a corde parallele, caratterizzate da un fitto meandro di valli, di creste, di porzioni coltivate e di boschi che costituiscono un labirinto di grande effetto scenografico.
Ma ciò che rende unico questo paesaggio ad hogback è la rara combinazione tra realtà geologica e attività umana, che ha pochi paragoni al di fuori di questa zona.
Il paesaggio vitivinicolo è per metà coltivato, per metà incolto o a bosco, attraversato da innumerevoli piccoli corsi d’acqua, ed è caratterizzato non solo da un grande valore estetico ma anche da importanti potenzialità ecologica e biodiversità.
I boschi, le rive dei fiumi, i prati, ma anche i vigneti situati su versanti ripidi esposti a sud, sono di particolare interesse per la biodiversità vegetale, ospitando comunità ricche di specie, incluse anche alcune tipiche dei prati aridi. In tal senso i vigneti e la rete ecologica in cui sono immersi possono essere non solo importanti elementi funzionali per la produzione agricola, ma anche delle vere e proprie infrastrutture verdi utili a perseguire finalità conservazionistiche in linea con le indicazioni di Natura 2000 e, al di fuori di aree protette, con Biodiversity Strategy.
Questi luoghi hanno sviluppato nel tempo una grande variabilità paesaggistica dovuta sia a differenti caratteristiche fisiche e geologiche che alle azioni sviluppate dalle popolazioni locali negli anni.
Il grado di conservazione del paesaggio agrario è eccellente per la parte collinare delle alte corde, caratterizzato da una complessità paesaggistica e da tipi di coltivazione immutati dai tempi più antichi. Nelle aree meno acclivi sono, invece, intervenute semplificazioni del paesaggio dovute alla possibilità di meccanizzazioni delle pratiche agricole. Queste, tuttavia, non hanno modificato il carattere complessivo che conserva il suo stato di integrità pur assicurando elevati livelli di produttività.
Sia le prime aree che le seconde sono costellate di piccoli borghi, di castelli e rocche, di chiese e monasteri molto ben conservati . Tutto ciò costituisce un insieme diffuso di landmark che ci ricordano anche la dimensione temporale del paesaggio locale, estesa per oltre un millennio.

Vite e agricoltura tra le Colline di Conegliano Valdobbiadene

Le colline del territorio candidato sono da sempre un luogo speciale per l’agricoltura. Coltivate con sapienza secolare e grande sacrificio hanno fornito per secoli prodotti agricoli d’eccellenza grazie alle condizioni microclimatiche ed alle caratteristiche uniche dei suoli. Olive, castagne, funghi, fagioli ed altri prodotti dell’orto sono stati sempre la base di piatti della tradizione unici. Per non parlare dei prodotti caseari, della tradizione dello spiedo, al quale contribuisce oltre alla cacciagione un ricco insieme di carni provenienti dagli animali da cortile, non dimenticando i tipici insaccati che nascono da processi di confezionamento e stagionatura tramandati da padre in figlio. La coltivazione della vite, per secoli componente non secondario della dieta alimentare della popolazione, ha saputo imporsi sin da subito anche come prodotto di lusso apprezzato sulle tavole di mezza Europa. Ricerca scientifica, grande professionalità ed una dedizione senza limiti hanno creato in due secoli di intensa attività, un prodotto principe conosciuto in tutto il mondo, il Conegliano Valdobbiadene D.O.C.G ed una costellazione di vini bianchi e rossi degni ancor oggi delle mense più raffinate.
Il territorio delle Colline di Conegliano Valdobbiadene è caratterizzato da produzioni vinicole e spumantistiche di qualità. I prodotti simbolo sono la DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e la DOCG Superiore di Cartizze, cui si aggiungono le produzioni della DOC Refrontolo Passito – Marzemino, DOC Colli di Conegliano Bianco e DOC Colli di Conegliano Rosso, denominazioni che rappresentano un attributo esclusivo del sito. Il numero stesso delle DOC conferma l’assoluta eccezionalità del sito e la sua importanza sovranazionale.

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