Una pista di ghiaccio a Palazzo Diedo Venezia, nel cuore di Cannaregio, non è proprio quello che ti aspetti quando sali le scale di un palazzo settecentesco affacciato sul canale. Eppure è qui che prende forma Eisfeld II, l’installazione di Olaf Nicolai che trasforma una sala da ballo affrescata in un paesaggio ghiacciato da vivere con i pattini ai piedi.
Nel 2025–2026 la città lagunare aggiunge una nuova chicca alla sua offerta culturale: Eisfeld II, la spettacolare pista di ghiaccio ideata dall’artista tedesco Olaf Nicolai, allestita al primo piano di Palazzo Diedo, sede di Berggruen Arts & Culture. Un’installazione che parla di gioco e resistenza, piacere e sopravvivenza, e che dialoga idealmente con l’atmosfera delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, con un tocco squisitamente veneziano.

Olaf Nicolai porta il ghiaccio nel cuore di Venezia

Il titolo del progetto, Eisfeld II, parte da un termine tedesco dal significato letterale molto semplice: “campo di ghiaccio”. Dietro quella parola, però, c’è un universo concettuale complesso.

Olaf Nicolai (Halle/Saale, 1962) è considerato tra i protagonisti della scena artistica tedesca contemporanea. Il suo lavoro è dichiaratamente concettuale: gioca con mercati e materialismo, con la memoria e gli archivi, con oggetti quotidiani che si trasformano in installazioni monumentali e scenari urbani straniati. Spesso integra nei suoi progetti risultati della ricerca scientifica, simbolismi, pattern visivi e modelli matematici, rendendo lo spazio espositivo un vero laboratorio di esperienze percettive.

Con Eisfeld II l’artista porta questo approccio a Venezia, trasformando una sala storica in un “paesaggio artificiale” di ghiaccio, in cui il pubblico non è semplice spettatore, ma protagonista in movimento.

Eisfeld II, pattinare in una sala da ballo barocca

Il cuore dell’installazione è una pista di ghiaccio di circa 100 metri quadrati, allestita nella grande sala da ballo affrescata al primo piano di Palazzo Diedo, uno degli spazi più scenografici dell’edificio settecentesco.

Qualche dettaglio che rende l’esperienza davvero particolare:

  • Una pista al chiuso che si raffredda progressivamente: il ghiaccio viene prodotto con tecnologie avanzate che mantengono e rafforzano l’effetto “campo ghiacciato” man mano che la mostra procede nel tempo.
  • Una colonna sonora immersiva: intorno alla pista sono collocati sei altoparlanti che diffondono una traccia originale della band berlinese To Rococo Rot. La musica non fa da semplice sottofondo, ma amplifica la percezione del movimento dei visitatori mentre pattinano.Comunicato stampa_Olaf Nicolai …
  • Il contrasto sorpresa: chi entra a Palazzo Diedo si aspetta affreschi, stucchi, pavimenti alla veneziana. Trovarsi improvvisamente in una sala da ballo trasformata in pista di ghiaccio è una piccola, piacevolissima frattura nella narrazione consueta di Venezia.

L’installazione, presentata per la prima volta nel 2001 al Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo, nasceva come spazio aperto e versatile. A Venezia torna in una versione ripensata – Eisfeld II – che reinterpreta il concetto di campo di ghiaccio dentro un contesto barocco monumentale, con un nuovo dialogo tra architettura e tecnologie del freddo.

Tra “Enjoy” e “Survive”: il messaggio dell’opera

Non è solo una pista di pattinaggio “da cartolina”. Eisfeld II lavora su un equilibrio sottile tra leggerezza e consapevolezza.

Alle estremità del campo di ghiaccio campeggiano le due light box ENJOY/SURVIVE I & II: cerchi luminosi che riportano le parole “Enjoy” e “Survive” in un loop quasi ipnotico.

Il messaggio è chiaro e attualissimo:

  • “Enjoy” richiama il piacere del gioco, del corpo in movimento, dell’esperienza condivisa, del pattinare in un luogo fuori dall’ordinario.
  • “Survive” introduce la dimensione della resistenza: il ghiaccio come ecosistema fragile, il clima che cambia, le energie da gestire, la sopravvivenza individuale e collettiva.

Mentre si scivola sulla pista, le due parole fanno da bussola concettuale. L’esperienza diventa una piccola meditazione in movimento: quanto equilibrio serve, oggi, per conciliare il desiderio di divertirsi con la necessità di rispettare i limiti del nostro pianeta e delle nostre risorse?

Palazzo Diedo, nuova casa per l’arte contemporanea a Venezia

La scelta di Palazzo Diedo non è casuale.

Dopo oltre due anni di restauro, questo edificio progettato dall’architetto Andrea Tirali è tornato a nuova vita grazie a Berggruen Arts & Culture, fondazione benefica voluta dal collezionista e filantropo Nicolas Berggruen.

Qualche coordinata per orientarsi:

  • Oltre 4.000 mq su cinque livelli, affacciati sul canale, tra Cannaregio e il cuore di Venezia, restituiti agli antichi splendori dopo un lungo periodo di incuria.
  • Una storia stratificata: antica dimora di una famiglia influente, poi scuola primaria e tribunale, oggi piattaforma per residenze d’artista, mostre, performance, proiezioni.
  • Un progetto a lungo termine: l’apertura al pubblico nell’aprile 2024 con la mostra JANUS, che ha portato a Venezia interventi site-specific permanenti di artisti come Urs Fischer, Carsten Höller, Mariko Mori, Sterling Ruby, Hiroshi Sugimoto, Lee Ufan e altri, in dialogo con affreschi, stucchi, vetri di Murano e pavimenti alla veneziana.

Nel 2025 la sede si arricchisce anche dell’installazione in vetro di Murano firmata da Marcantonio Brandolini d’Adda, a completare e valorizzare l’ultimo camino originale del palazzo. In questo contesto, la pista di ghiaccio di Nicolai è un ulteriore tassello di una visione chiara: Venezia come laboratorio di incontro tra passato e futuro, tra Oriente e Occidente, tra linguaggi classici e forme d’arte contemporanee.

Informazioni pratiche per visitare Eisfeld II a Palazzo Diedo

Dove: Palazzo Diedo, Fondamenta Diedo, Cannaregio 2386, Venezia
Installazione: Eisfeld II di Olaf Nicolai
Periodo: da sabato 13 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026

Per orari di apertura aggiornati, eventuale prenotazione, modalità di accesso alla pista di ghiaccio e alle altre mostre in corso, il consiglio è di consultare i canali ufficiali di Palazzo Diedo / Berggruen Arts & Culture o di contattare direttamente la struttura tramite i riferimenti indicati ([email protected]).

Perché è sgaio

È sgaio perché una pista di ghiaccio in una sala da ballo affrescata a Venezia è proprio quel tipo di corto circuito visivo e concettuale che ci piace raccontare: ti spiazza, ti diverte e intanto ti fa anche pensare. Qui si incontrano arte contemporanea, musica, architettura storica e sport invernali, a pochi passi da uno dei canali più suggestivi della città, in un gioco di rimandi continuo tra passato e presente.
È sgaio anche perché Eisfeld II parla di piacere e sopravvivenza in modo poetico e accessibile, senza appoggiarsi a cartelli didascalici, ma invitandoci a entrare letteralmente in scena con i pattini ai piedi. E perché Palazzo Diedo è oggi uno degli esempi più interessanti di come un palazzo veneziano possa trasformarsi in un hub internazionale di creatività, senza smarrire la propria identità.
Se stai programmando una fuga d’inverno a Venezia, questa è una di quelle esperienze da segnare in agenda: una scivolata sul ghiaccio, un tuffo nell’arte e un nuovo modo di vivere la città, tra affreschi, luce artificiale e passi scricchiolanti sul campo ghiacciato.

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Gaia Dall'Oglio
Vicentina d’origine e padovana da lunga data, attraversa il Veneto in lungo, largo e obliquo per lavoro e per passione. Founder di Sgaialand.it, è docente universitaria di Psicologia del Marketing e dell’Advertising (IUSVE – sedi di Venezia e Verona) e di Digital PR al Master Food&Wine 4.0. Socia e Head of Strategy della storica agenzia di creatività pubblicitaria Caratti E Poletto, è speaker a eventi dedicati alla comunicazione e presentatrice professionista di eventi pubblici e privati per aziende del panorama veneto e italiano.