Al Museo di Palazzo Mocenigo una straordinaria esposizione sensoriale racconta l’evoluzione del profumo, dai rituali dell’Antico Egitto alle fragranze contemporanee.
Sotto una campana di vetro può esserci molto più di un’essenza: può esserci la memoria. Non quella sbiadita dai ricordi, ma quella che profuma di civiltà antiche, riti quotidiani e passioni senza tempo. Al Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia, sede della Fondazione Musei Civici, va in scena “Viaggio nella storia del profumo. Collezione Storp”, una mostra che è insieme esperienza sensoriale, lezione di storia e dichiarazione d’amore all’arte invisibile più affascinante che ci sia.
Fino al 30 novembre 2025, il pubblico potrà attraversare oltre 6.000 anni di cultura olfattiva esplorando una straordinaria raccolta di oltre 500 flaconi provenienti dalla Collezione Storp, esposti in un percorso scenografico e immersivo che intreccia archeologia, arte, design e tecnologia. A fare da cornice, l’eleganza senza tempo di Palazzo Mocenigo, scrigno veneziano già dedicato alla storia del tessuto, del costume e – da qualche anno – anche del profumo.
Dal sacro all’effimero, una timeline che emoziona
La mostra – frutto della sinergia tra la veneta Mavive Parfums, Zignago Vetro, Givaudan e l’Università di Padova – è suddivisa in 32 moduli espositivi, ognuno dei quali rappresenta un’epoca, un contesto culturale, una tappa fondamentale nella storia della profumeria. Si parte dagli unguentari egizi e si arriva ai contenitori industriali del Novecento, passando per ampolle romane, flaconi rinascimentali, porcellane di Meissen e capolavori orafi dell’Ottocento.
Il fil rouge dell’allestimento è dichiarato e poetico: “Il profumo può svanire, ma il flacone ne conserva la memoria”. Ed è proprio nei materiali, nelle forme, nei dettagli minuziosi e a volte consumati dal tempo, che si legge la storia dell’umanità. Il profumo è stato rimedio e rito, gesto d’amore e status symbol, mistero e identità. Osservarne i contenitori significa osservare noi stessi.



Una collezione unica al mondo
La Collezione Storp, nata nel 1911 con la fondazione di Drom Fragrances, è considerata una delle più preziose del suo genere. Custodita con passione da generazioni – da Bruno e Dora Storp fino a Ursula, che nel 1967 ne fece la sua missione di vita – conta oggi più di 3.000 pezzi, alcuni dei quali risalenti a 6.000 anni fa. Quelli selezionati per la mostra veneziana compongono una narrazione densa di fascino, curata da Chiara Squarcina (Fondazione Musei Civici), insieme al conservatore Luigi Zanini, ai docenti Monica Baggio, Barbara Savy e Massimo Vidale (Università di Padova), e a Marco Vidal, CEO di Mavive. Accanto ai reperti, trovano spazio anche le sette fragranze storiche rielaborate da Givaudan partendo da formule originali: un modo per annusare – letteralmente – il passato, lasciandosi trasportare da essenze ormai perdute ma fedelmente ricostruite.
Il vetro come custode del tempo
Il viaggio inizia nella suggestiva White Room, dove un’installazione immersiva realizzata da Zignago Vetro accompagna i visitatori in un racconto sinestetico che fonde immagini, suoni e materia. Il vetro, protagonista silenzioso dell’intera mostra, diventa metafora della memoria: trasparente e fragile, ma capace di conservare per sempre. Come afferma Biagio Costantini, AD di Zignago Vetro, “è affascinante vedere come il vetro, dalle sue origini nell’antichità fino alla produzione moderna, continui a raccontare una storia di innovazione e bellezza.”
La mostra non poteva trovare casa migliore: Venezia, città sospesa nel tempo e nell’acqua, è essa stessa un flacone di vetro ricolmo di memorie. Ogni calle, ogni palazzo, ogni scorcio conserva la traccia di ciò che è stato, proprio come questi piccoli scrigni odorosi. “La fragranza potrebbe essere evaporata centinaia di anni fa sulla pelle vellutata di una donna bellissima, ma osservando il flacone possiamo ancora immaginarne la storia”, dice Ferdinand Storp, attuale custode della collezione. E come dargli torto?
Perché è sgaio
Perché un viaggio sensoriale così raffinato e profondo non è solo cultura: è ispirazione. È Venezia che non smette mai di sorprenderci. È un modo inedito per raccontare la bellezza attraverso l’invisibile. E perché ogni flacone di profumo, in fondo, è un piccolo monumento alla creatività umana.
Info utili
Dove
Museo di Palazzo Mocenigo – Santa Croce 1992, Venezia
Quando
Fino al 30 novembre 2025
Orari
- Fino al 31 ottobre: dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00)
- Dal 1 novembre al 31 marzo: dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00)
- Dal 1 maggio al 30 settembre, ogni venerdì e sabato: apertura prolungata fino alle 20.00 (ultimo ingresso alle 19.00)
Giorno di chiusura
Lunedì













