TEDxPadova 2026 torna il 9 maggio con il tema “Boom!” e per la prima volta in versione serale. Tra speaker di rilievo, workshop, progetti per il territorio e iniziative sulla comunicazione e sostenibilità, ecco 12 motivi per non perdere uno degli eventi più attesi a Padova.
TEDxPadova 2026 sceglie di lavorare su un momento concreto: quello in cui un’idea trova spazio, prende forma e inizia a muovere qualcosa intorno a sé. “Boom!” è quel passaggio.
Sabato 9 maggio, nella Sala Giotto del Padova Congress, torna uno degli appuntamenti più riconoscibili del territorio, parte del network globale TEDx: eventi indipendenti che portano sul palco idee “worth spreading”, capaci di generare confronto e attivare visioni. Per la prima volta sarà in versione serale. Non è solo una scelta logistica ma un modo diverso di costruire l’esperienza, più concentrata e più immersiva.
Ma perché vale davvero la pena esserci?

1. Perché “Boom!” è un concetto che riguarda tutti
Se pensi si parli solo di start up innovative ti stai sbagliando! BOOM! riguarda il momento in cui qualcosa dentro di noi prende direzione. E succede più spesso di quanto pensiamo.
2. Perché l’edizione serale cambia il modo di viverlo
Un TEDx vissuto di sera è più raccolto e più immersivo, quasi sospeso. Un cambio di orario, ma anche un cambio di atmosfera…tutta da scoprire!
3. Perché la conduzione ha una voce precisa
A guidare la serata sarà la padovana Anna Gaia Marchioro. Attrice e autrice, unisce formazione filosofica e percorso teatrale a una forte vocazione comica e narrativa. Dopo il diploma alla Paolo Grassi di Milano, lavora tra teatro, televisione e cinema, collaborando con registi e autori di primo piano. È stata nel cast di programmi come “Gli Stati Generali” e “Saturday Night Live Italia” e co-fondatrice della compagnia Le Brugole. Nei suoi lavori più recenti, tra monologhi e stand-up, porta in scena uno sguardo ironico e lucido sull’identità contemporanea.
4. Perché gli speaker raccontano il presente, non solo il futuro
La line-up di TEDxPadova 2026 costruisce una vera e propria mappa del presente. Ogni intervento intercetta un punto in cui il cambiamento è già in atto, spesso in modo silenzioso ma strutturale.
C’è Margherita Cardi, ingegnere spaziale impegnata in missioni satellitari oltre l’orbita terrestre: un lavoro che sembra lontano, ma che incide sempre di più su comunicazioni, dati e infrastrutture globali.
Accanto a lei Simone Montanegro, fisico dell’Università di Padova, che lavora sulla computazione quantistica e sul posizionamento della città come hub italiano di riferimento in questo ambito. Un terreno destinato a ridefinire interi settori industriali nei prossimi anni.
Il racconto si sposta poi su un piano culturale con Maddalena Fossati, direttrice di una delle più autorevoli riviste del mondo food e promotrice del riconoscimento UNESCO della cucina italiana. Il suo sguardo restituisce al cibo il suo ruolo di linguaggio culturale, oltre che economico.
Sul fronte tecnologico, Edoardo Serra porta una prospettiva diretta sull’innovazione: tra gli ingegneri che hanno contribuito allo sviluppo di Siri, oggi è fondatore di una piattaforma EdTech supportata da uno dei principali acceleratori di startup al mondo. Un percorso che racconta il passaggio dalla grande tecnologia globale all’imprenditorialità contemporanea.
La ricerca scientifica entra con Onelia Gagliano, impegnata nello studio dello sviluppo dell’embrione umano per prevenire e trattare malattie genetiche. Un ambito complesso, che tocca da vicino le evoluzioni della medicina e le questioni etiche più attuali.
Chiude questo quadro Luca Bernardelli, psicologo che studia il rapporto tra intelligenza artificiale e dipendenze digitali: un tema sempre più centrale, che riguarda comportamenti, attenzione e qualità della vita quotidiana.
Più che una sequenza di interventi, il risultato è una lettura trasversale del presente: scienza, tecnologia, cultura e comportamento si intrecciano e restituiscono una visione concreta di ciò che sta già cambiando.
5. Perché il territorio diventa protagonista con il “Boom Boulevard”
Non è uno spazio espositivo e non è nemmeno una semplice call. Ma allora cos’è?! Il “Boom Boulevard” è uno dei passaggi più interessanti di questa edizione perché prova a ribaltare il rapporto tra palco e territorio. Oltre 40 candidature per soli 5 progetti selezionati: associazioni, collettivi e realtà emergenti che operano nei campi culturale, sociale, tecnologico e ambientale. Non restano ai margini dell’evento, ma entrano nella sua struttura, trovando un momento dedicato per raccontarsi direttamente al pubblico.
È una scelta precisa: non limitarsi a invitare speaker affermati, ma aprire uno spazio a chi sta già lavorando, spesso lontano dai riflettori, su idee che hanno un impatto reale. Il risultato è duplice: da un lato si intercetta l’energia diffusa della città, dall’altro si restituisce al pubblico una narrazione meno filtrata, più vicina a ciò che accade davvero nel territorio.
6. Perché i workshop non sono un contorno
Prima dell’evento, quattro workshop affrontano temi centrali: intelligenza artificiale, marketing, lavoro, sessualità.
Un’occasione per entrare nel merito con esperti del settore, non solo ascoltare. Prenota il tuo posto sul sito ufficiale!
7. Perché si parla (seriamente) di comunicazione
TEDxPadova introduce “Parole Gentili”, un progetto dedicato all’uso consapevole del linguaggio nei contesti professionali, sviluppato con Parole O_stili e con il supporto di Crédit Agricole Italia. L’iniziativa parte da un presupposto concreto: oggi la qualità della comunicazione, tra email, chat e piattaforme digitali, incide direttamente su relazioni, collaborazione ed efficacia del lavoro. Per questo è stato sviluppato un prontuario pratico, distribuito ai partecipanti, che raccoglie indicazioni semplici e applicabili per rendere il linguaggio più chiaro, consapevole e rispettoso. Un progetto che riporta l’attenzione su un aspetto spesso dato per scontato, ma decisivo nella costruzione delle dinamiche professionali.
8. Perché TEDxPadova è una comunità, non (solo) un evento
13 anni di storia, oltre 18.500 spettatori, quasi 180 speaker, 500 volontari. Numeri che raccontano una crescita costruita nel tempo, dentro la città.
9. Perché le idee non finiscono quando si esce dalla sala
Con “Ideas Worth Reading” torna lo spazio dedicato ai libri degli speaker TEDx: un ambiente pensato per continuare a esplorare ciò che si è ascoltato. In partnership con True Design e Italy Post, il 9 maggio verrà riservata a Padova Congress un’area libreria, un ambiente accogliente e confortevole in cui i partecipanti potranno scoprire e acquistare le pubblicazioni dei quai 180 speaker che hanno partecipato alle dieci edizioni della conferenza.
10. Perché anche gli oggetti raccontano qualcosa.
Come da tradizione, TEDxPadova affida a un’ artista la creazione della bag ufficiale dell’evento, trasformando un oggetto funzionale in un’estensione del concept. Per l’edizione 2026, la firma è quella di Elisa Shori, illustratrice vicentina con base a Londra, nota per il progetto “Disegnetti Depressetti”, con cui ha costruito un linguaggio visivo diretto, ironico e profondamente riconoscibile.
Il suo lavoro riesce a condensare emozioni complesse in segni essenziali, mantenendo uno sguardo lucido e mai filtrato sull’esperienza contemporanea. La bag interpreta il tema “Boom!” come di emersione dell’idea: improvviso, destabilizzante, ma anche profondamente rivelatore. Un invito a riconoscere e accogliere quel passaggio, senza tentare di controllarlo troppo.
11. Perché c’è un impatto reale sul territorio
Dall’ospitalità degli speaker presso il progetto inclusivo DADI Home al sostegno ai Patti digitali di comunità, TEDxPadova lavora su innovazione e responsabilità insieme.
12. Perché ogni anno è sold out
Un dato semplice, ma significativo: chi ci va, torna!
Come acquistare i biglietti e saperne di più?
Semplice, navigando sul sito ufficiale di TEDx Padova tedxpadova.org
Ci vediamo all’evento?
Perché è sgaio
Perché TEDxPadova costruisce un contesto in cui le idee possono circolare, contaminarsi e trovare un terreno reale su cui svilupparsi.
Perché tiene insieme due livelli che raramente dialogano davvero: quello globale, fatto di ricerca, tecnologia, visioni, e quello locale, fatto di persone, progetti e comunità che quelle idee le vivono ogni giorno.
Perché introduce elementi come il Boom Boulevard, che non si limitano a “raccontare” il territorio, ma lo mettono nella condizione di prendere parola, riducendo la distanza tra chi osserva e chi costruisce.
E perché, in un contesto spesso saturo di eventi, riesce ancora a mantenere una funzione precisa: non riempire un calendario, ma generare senso reale!














