I dati possono raccontare emozioni? A Vicenza, la mostra di Giorgia Lupi alle Gallerie d’Italia dimostra che numeri e storie possono parlare la stessa lingua e cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.

Cosa succede quando i dati smettono di essere numeri e iniziano a raccontare qualcosa di profondamente umano? È da questa domanda che prende forma Umanesimo dei dati, la mostra dedicata a Giorgia Lupi, in programma alle Gallerie d’Italia di Vicenza. Un’esposizione che invita a fermarsi, osservare e, soprattutto, cambiare prospettiva. Perché sì, i dati sono ovunque, ma raramente ci fermiamo a pensare a cosa raccontano davvero.

Chi è Giorgia Lupi

Designer e ricercatrice tra le più riconosciute a livello internazionale, Giorgia Lupi ha costruito il suo percorso attorno a un’idea semplice ma potente: i dati non sono mai neutri. Dietro ogni numero c’è una storia, un comportamento e una scelta, e il suo lavoro consiste proprio nel rendere visibile tutto questo. Le sue visualizzazioni non sono grafici freddi, ma composizioni visive che mescolano informazione, estetica e narrazione. Un linguaggio che si colloca a metà tra arte e design, capace di parlare anche a chi non ha competenze tecniche.

Una mostra che va oltre i numeri

Il percorso espositivo alle Gallerie d’Italia accompagna il visitatore attraverso progetti diversi, ognuno dei quali esplora il rapporto tra dati e vita quotidiana. Non si tratta di “capire” numeri complessi, ma di imparare a guardarli in modo diverso.
Le opere diventano così strumenti per leggere il presente: relazioni, abitudini, emozioni e fenomeni collettivi prendono forma attraverso segni, colori e strutture visive che rendono accessibile ciò che spesso resta invisibile.

L’esposizione, curata da Associazione Illustri, accompagna il visitatore dentro la visione di una delle designer più rilevanti della scena contemporanea, costruendo un percorso che intreccia dati, memoria, empatia e narrazione visiva.

Non è solo ciò che si vede a colpire, ma il processo che sta dietro: il lavoro di Giorgia Lupi prende forma a partire dal disegno, dalla carta, dal gesto manuale, per poi evolvere nel linguaggio digitale e amplificarne la capacità comunicativa.

Al centro c’è il concetto di data humanism, l’approccio con cui i dati tornano a essere materia viva: non più solo numeri, ma storie, relazioni, esperienze. Le opere in mostra dimostrano come pattern e visualizzazioni possano diventare strumenti per leggere la complessità e trasformarla in qualcosa di comprensibile, vicino, umano.

Dal lavoro individuale a una visione globale: il legame con Pentagram

l lavoro di Giorgia Lupi si inserisce oggi all’interno di Pentagram, uno degli studi di design più importanti al mondo. Fondato negli anni ’70, Pentagram riunisce designer che lavorano su progetti internazionali che spaziano dall’identità visiva agli spazi, dalla comunicazione culturale alla progettazione dell’informazione. Un modello particolare, in cui ogni partner mantiene la propria autonomia, contribuendo a una visione condivisa. All’interno di questo contesto, Lupi porta avanti il suo approccio all’“umanesimo dei dati”: un modo di interpretare le informazioni che le trasforma in linguaggi visivi comprensibili e, soprattutto, significativi.

Perché questa mostra parla a tutti

Anche se il tema può sembrare tecnico, Umanesimo dei dati è una mostra sorprendentemente accessibile. Perché riguarda qualcosa che ci tocca ogni giorno: il modo in cui interpretiamo la realtà. Viviamo immersi nei dati, dalle app che utilizziamo alle notizie che leggiamo, ma raramente ci chiediamo come vengono costruiti, raccontati, semplificati. Questa mostra offre proprio questo: uno sguardo più consapevole. È interessante per chi lavora nella comunicazione, certo. Ma è altrettanto stimolante per chi è curioso di capire meglio il mondo in cui vive.

Informazioni utili


La mostra Umanesimo dei dati di Giorgia Lupi è ospitata presso le Gallerie d’Italia di Vicenza dal 30 aprile al 2 settembre 2026. Tutti i dettagli su orari, biglietti e programma sono disponibili qui:
https://gallerieditalia.com/it/vicenza/mostre-e-iniziative/mostre/2026/04/30/giorgia-lupi-umanesimo-dei-dati-in-mostra-a-vicenza/

Perché è sgaia

Perché riesce a fare qualcosa di raro: prendere un tema complesso e renderlo accessibile, visivo, quasi intuitivo. Perché mette insieme discipline diverse, arte, informazione, comunicazione, senza appesantirle, ma anzi rendendole più leggibili. E perché nasce anche da una realtà del territorio come Associazione Illustri, capace di portare a Vicenza progetti di respiro internazionale, creando connessioni tra ciò che succede qui e ciò che accade nel mondo. A proposito, vi ricordate il mio incontro con Francesco Poroli, Presidente dell’Associazione Illustri, registrato negli spazi di Caratti E Poletto in occasione del format MOKApisco?



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Gaia Dall'Oglio
Vicentina d’origine e padovana da lunga data, attraversa il Veneto in lungo, largo e obliquo per lavoro e per passione. Founder di Sgaialand.it, è docente universitaria di Psicologia del Marketing e dell’Advertising (IUSVE – sedi di Venezia e Verona) e di Digital PR al Master Food&Wine 4.0. Socia e Head of Strategy della storica agenzia di creatività pubblicitaria Caratti E Poletto, è speaker a eventi dedicati alla comunicazione e presentatrice professionista di eventi pubblici e privati per aziende del panorama veneto e italiano.