A Rovigo nasce Edicò, l’edicola che rinasce come spazio d’arte e rivista culturale grazie a due giovani storiche dell’arte. Un progetto sgaio di rinascita urbana.
C’è un angolo di Rovigo dove la storia incontra l’arte contemporanea e dove un’edicola dismessa torna a vivere grazie all’entusiasmo e alla visione di due giovani donne.
Si chiama Edicò – 10mq d’arte, ed è un progetto nato dal desiderio di Elisa Giuliani e Ilaria Parini, due storiche dell’arte che hanno deciso di restituire alla città un piccolo spazio dimenticato, trasformandolo in un micro hub artistico aperto alla comunità.
Da un’edicola chiusa a un nuovo punto d’incontro
L’edicola di Vicolo San Rocco, a pochi passi dal cuore di Rovigo, era da tempo chiusa. Un piccolo spazio urbano che, come tante altre edicole in Italia, aveva perso la sua funzione originaria di punto d’incontro e scambio quotidiano.
Elisa e Ilaria, forti del loro background nel mondo dell’arte e della cultura, hanno deciso di rigenerarlo, trasformandolo in un luogo dove le storie, le immagini e le parole tornano a circolare, ma in una nuova forma: quella dell’arte. «Volevamo che quell’edicola tornasse a essere viva, che continuasse a raccontare», spiegano. «Perché in fondo le edicole sono sempre state piccoli cuori pulsanti delle città».


Un progetto d’arte che dialoga con il territorio
Da settembre a dicembre 2025, Edicò ospita una rassegna di mostre, performance e talk che coinvolgono artisti locali e nazionali.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare il tessuto urbano attraverso l’arte, dare spazio ai giovani artisti e creare occasioni di incontro tra cittadini e creativi.
Ogni mese, l’edicola si trasforma, accogliendo opere e linguaggi diversi — dalla fotografia alla xilografia giapponese, dalla pittura alla digital art — e offrendo al pubblico un’esperienza sempre nuova.
Tra i protagonisti del calendario autunnale figurano Alessandro Treves e Mattia Zoppellaro con il progetto Visitors, Luca Di Battista, Laura Bortoloni, Erica Borgato, Davide Bassan e il collettivo Electronic Fog.
A completare il programma, workshop e talk dedicati alla comunicazione visiva, alla poesia performativa e alla micro-editoria, pensati per stimolare la partecipazione attiva della comunità.



Due giovani donne, una città, una visione condivisa
Dietro al progetto ci sono due professioniste che credono nel potere dell’arte come strumento di connessione e rinascita.
Elisa Giuliani, educatrice museale e storica dell’arte, oggi a Palazzo Diamanti, porta nel progetto la sua esperienza maturata tra Ferrara, Londra e le Gallerie Estensi.
Ilaria Parini, invece, collabora con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia e ha curato mostre nel territorio rodigino. Oggi prosegue la sua formazione alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici di Bologna.
Due percorsi distinti, ma uniti dalla volontà di smuovere il tessuto culturale della loro città d’origine, dimostrando che anche da un piccolo spazio possono nascere grandi idee.
10 Metri Quadri: la rivista che nasce… in edicola
Per mantenere vivo il legame con la funzione originaria del luogo, Elisa e Ilaria hanno dato vita anche a “10 Metri Quadri”, una rivista d’arte cartacea e digitale curata da loro stesse, con la direzione grafica di Marco Crivellaro.
Un magazine che si può trovare proprio in edicola, come un filo rosso tra passato e presente, tra la carta stampata e l’arte contemporanea. In ogni numero, 10 Metri Quadri racconta storie, progetti e visioni di artisti emergenti, offrendo spunti di riflessione su temi come la creatività, l’identità e il valore sociale dell’arte. Una pubblicazione indipendente che non è solo una naturale estensione del progetto, ma anche un modo per restituire all’edicola la sua voce, oggi affidata a nuovi linguaggi.



Le edicole che rinascono: un fenomeno italiano
Negli ultimi anni, in diverse città italiane, le edicole hanno trovato nuove funzioni creative e culturali: librerie, mini teatri, gallerie d’arte, spazi espositivi temporanei.
Il progetto rodigino si inserisce pienamente in questa scia virtuosa, dimostrando che rigenerare non significa solo restaurare, ma restituire senso e valore ai luoghi del quotidiano. Edicò quindi va oltre il concetto di contenitore artistico: è un atto di fiducia nella cultura, un invito a rallentare, osservare e partecipare.
Perché è sgaia
Perché è una storia di ritorno e rinascita.
Perché dimostra che anche un luogo minuscolo può diventare un faro culturale se alimentato da passione, competenza e visione.
Perché racconta il Veneto che crede nell’arte come motore di comunità e di cambiamento.
E perché, come piace dire a noi, è la prova che la bellezza trova sempre un modo per farsi spazio, anche in dieci metri quadrati.











