Un parco storico vicino a Bassano del Grappa che oggi si riscopre tra educazione ambientale, biodiversità e nuove sensibilità verso la natura.
Ci sono luoghi che molti veneti conoscono fin da piccoli: mete delle prime gite scolastiche, domeniche in famiglia, passeggiate lente dove il tempo sembra dilatarsi. Il Parco Faunistico Cappeller, a Cartigliano, alle porte di Bassano del Grappa, appartiene con molta facilità a questa memoria collettiva, ma visitarlo oggi significa anche leggerlo con uno sguardo nuovo, più consapevole e attento al rapporto tra uomo e natura. Un parco che nasce dalla passione per gli animali e che nel tempo si è trasformato in un’esperienza più ampia, dove osservazione, educazione e sensibilità ambientale convivono lungo lo stesso percorso.
Un’oasi verde costruita intorno agli habitat
Aperto al pubblico nel marzo 1998, dopo anni come parco privato, il Cappeller si estende su circa 40.000 metri quadrati e ospita centinaia di specie animali provenienti da diversi continenti. L’elemento distintivo è l’ambiente: stagni, rocce, cascate, prati e alberature creano scenari naturali pensati per ricreare condizioni di vita il più possibile vicine agli habitat originari. Il benessere animale rappresenta uno degli obiettivi principali e viene monitorato attraverso osservazioni etologiche e attività di arricchimento sensoriale che stimolano movimento, ricerca del cibo e comportamenti naturali. Scimmie, canguri, rapaci, ungulati e struzzi abitano exhibit progettati non solo per l’osservazione, ma per favorire equilibrio e distanza rispettosa tra animali e visitatori.
Un giardino botanico da attraversare lentamente
Accanto alla componente faunistica, il parco è anche un vero giardino botanico, con oltre 500 specie vegetali tra piante acquatiche, felci, palme, conifere e latifoglie. Siepi, arbusti e rampicanti non hanno solo una funzione estetica: delimitano i percorsi, migliorano l’inserimento delle recinzioni e contribuiscono al benessere degli animali creando barriere naturali e ambienti più armonici. A differenza degli animali, immediatamente riconoscibili, qui l’attenzione è stata posta anche sulla divulgazione botanica: le principali specie vegetali sono catalogate e suddivise per famiglie e phylum, accompagnando il visitatore in una scoperta spesso inattesa del mondo vegetale.
Il Museo Cappeller: un viaggio nell’evoluzione
Dal 2009, anno del bicentenario di Charles Darwin, il parco ospita anche il Museo Cappeller, dedicato all’evoluzione e alla storia naturale.
Distribuito su due piani per oltre 2.400 metri quadrati, il museo accompagna il visitatore dalla preistoria fino alla biodiversità contemporanea, con oltre 4.000 esemplari esposti, una delle collezioni scientifiche più rilevanti del territorio nazionale. La sezione dedicata agli invertebrati, inaugurata nel 2016, apre inoltre uno sguardo sul micromondo attraverso ricostruzioni ingrandite che permettono di osservare dettagli anatomici invisibili a occhio nudo. L’intento è dichiarato: diffondere conoscenza e contribuire a sviluppare uno sguardo più consapevole verso la natura e le sue molteplici forme.
Visitare un parco faunistico oggi
Negli ultimi anni è cambiata anche la sensibilità dei visitatori: cresce infatti – per fortuna – l’attenzione verso il benessere animale e il ruolo educativo dei parchi faunistici. In questo scenario, il Cappeller mantiene una dimensione particolare: non un grande parco spettacolare, ma uno spazio dove la visita invita a osservare e interrogarsi sul nostro rapporto con gli ecosistemi e con le altre specie viventi. Una gita che resta leggera, ma che può diventare occasione di consapevolezza, soprattutto per chi visita il parco con bambini e ragazzi.
Informazioni utili
Via Kimle, Cartigliano (VI)
Sito ufficiale: parcocappeller.it/
Orari e prezzi aggiornati:parcocappeller.it/orari-e-prezzi/
Perché è sgaio
Raccontare il Parco Faunistico Cappeller oggi significa fare qualcosa che Sgaialand sta scegliendo sempre più spesso: tornare nei luoghi conosciuti per rileggerli alla luce del presente. Non solo una destinazione family-friendly, ma uno spazio che racconta come sta cambiando il nostro modo di educare alla natura, di osservare gli animali e di vivere il tempo libero. Inserirlo nel piano editoriale significa ampliare il racconto del territorio includendo quei luoghi che accompagnano la crescita delle persone e che continuano a evolversi insieme alla sensibilità contemporanea.













