Affermata artista padovana di gioielli contemporanei, Laura Stefani ha scelto di lavorare con un materiale che raramente associamo al valore. La plastica di riciclo, nelle sue mani, diventa materia di ricerca, equilibrio, leggerezza.

La plastica come non l’abbiamo mai guardata davvero. Non rifiuto, non scarto, non colpa ambientale da rimuovere in fretta, ma materia viva, capace di trasformarsi in forma luminosa e racconto.
È da qui che parte il lavoro di Laura Stefani, artista padovana che da oltre vent’anni fa parlare la plastica attraverso gioielli che sembrano piccole sculture da indossare.
Collane, anelli, spille, bracciali: oggetti che sfidano lo sguardo e le aspettative, perché nulla, in queste creazioni, appare per quello che è. La bottiglia diventa petalo, architettura leggera. E la plastica, da materiale povero, si fa sorprendentemente preziosa.

Padova, laboratorio silenzioso del gioiello contemporaneo

Padova non è diventata un riferimento internazionale per il gioiello d’arte contemporanea per caso; è successo perché, accanto ai suoi maestri orafi e alle scuole, ha saputo coltivare uno sguardo aperto, capace di riconoscere un linguaggio nuovo prima ancora che fosse pienamente codificato.

Qui, il gioiello ha smesso di essere soltanto ornamento per trasformarsi in forma di pensiero: concettuale e talvolta spiazzante. Un gioiello che ha avuto il coraggio di allontanarsi dall’oro, dal platino, dalle perle, per interrogarsi su cosa fosse davvero il valore, scegliendo anche materiali poveri o di riciclo. Non è stata una rivoluzione di facciata, né il riflesso automatico di quanto accadeva nelle grandi capitali europee. È stato piuttosto un processo coerente con la storia profonda della città: Padova ha sempre saputo dialogare con il proprio passato senza rimanerne imprigionata. E quel filo rosso, fatto di sperimentazione e libertà espressiva, non si è mai spezzato.

È dentro questo terreno fertile che si inserisce il lavoro di Laura Stefani.

Dallo scarto all’opera: il riscatto della plastica

La ricerca di Laura nasce nei primi anni Duemila, quando inizia a esplorare le potenzialità espressive della plastica di riciclo, in particolare delle bottiglie. Tagliate, scaldate, deformate, assemblate: sottoposte a un processo di trasformazione paziente e manuale, queste superfici leggere diventano strutture complesse, fatte di pieni e vuoti, trasparenze e ombre. È un lavoro che richiede tempo, cura, sguardo e ascolto. Perché, come ama ricordare l’artista, “qualsiasi materiale può parlare“, se guidato da un’idea e da una ricerca sulle proporzioni, sul colore, sull’equilibrio.

E in effetti i suoi gioielli parlano eccome: di leggerezza, di ironia, di natura, di memoria. Non a caso molti portano titoli evocativi – Sospiri, Brezza di mare, Neve al sole, Bisbigli – che suggeriscono movimento, aria, impermanenza.

Un percorso fuori dalle etichette

Classe 1964, nata e cresciuta a Padova, Laura Stefani ha una laurea in Linguistica Generale presso l’Università di Padova. Un dettaglio che, a prima vista, potrebbe sembrare lontano dal mondo del gioiello contemporaneo. E invece è una chiave preziosa per capire il suo lavoro.
La linguistica indaga le strutture e ciò che accade quando entrano in relazione e generano significato, e nei gioielli di Laura c’è proprio questo: un pensiero strutturato, mai decorativo, che intreccia natura, botanica, letteratura, filosofia, architettura. Ogni pezzo è frutto di un percorso mentale prima ancora che manuale.

Lei stessa rifugge definizioni rigide: designer, gioielliera, artista? Forse nessuna, o tutte insieme. Laura Stefani si definisce semplicemente una creativa, autodidatta, che disegna, progetta e realizza gioielli fatti a mano con materiali di scarto. E in questa definizione c’è tutta la sua libertà.

Quando la plastica incontra l’argento

Un capitolo fondamentale della sua carriera è l’incontro con l’orafa Eva Franceschini, da cui nasce una collaborazione capace di unire mondi apparentemente lontanissimi: la plastica riciclata e l’argento.
Il risultato è un dialogo materico sorprendente, in cui il metallo prezioso non sovrasta lo scarto, ma lo accompagna e lo valorizza. Le loro collezioni congiunte sono state esposte in Italia e all’estero, da Padova a Milano, fino a Tel Aviv, ricevendo grande attenzione da pubblico e critica. Qui la plastica non chiede il permesso di esistere accanto all’argento: rivendica la propria dignità estetica e la propria forza narrativa.

Gioielli che sorprendono (e fanno pensare)

Chi incontra per la prima volta le creazioni di Laura Stefani resta spesso spiazzato.
La reazione più comune è la sorpresa: “Davvero è plastica?”. Il materiale quasi non si riconosce, tanto è lontano dall’oggetto originario. E quando lo si scopre, subentra l’incredulità, seguita da una riflessione più profonda.
Perché trasformare uno scarto in gioiello è una presa di posizione culturale. È un modo per ribaltare gerarchie, per mettere in discussione l’idea stessa di valore, per raccontare che la bellezza può nascere dove meno ce l’aspettiamo.

E c’è anche, sempre, una sottile ironia: nei colori, nelle forme, nei volumi o nei titoli. Un gioco serio insomma, come spesso accade nell’arte migliore.

Una carriera internazionale, radicata a Padova

Dalle prime esposizioni del 2007 fino alle mostre internazionali di gioielleria contemporanea, Laura Stefani ha costruito un percorso solido e coerente, partecipando a rassegne, collettive, personali e pubblicazioni di settore. I suoi lavori sono stati raccontati da riviste d’arte, design e gioiello contemporaneo, e presentati in contesti che spaziano dall’arte visiva al fashion design. Eppure, nonostante il respiro internazionale, Padova resta il suo centro, il luogo in cui vive e lavora, dove continua a sperimentare e trasformare.

Perché è sgaia

Perché Laura dimostra che la creatività non ha bisogno di materiali nobili per essere nobile.
Perché il suo lavoro è una lezione silenziosa su valore e trasformazione.
Perché ci ricorda ancora una volta che anche ciò che scartiamo può avere una seconda vita… anzi, una vita migliore.
E perché i suoi gioielli non si limitano a farsi indossare: chiedono di essere osservati, compresi e realmente sentiti.
Laura lavora piano con le mani, con la testa e con una curiosità positiva che non smette mai di interrogare la materia. Ed è proprio da lì che nasce la sua forza!

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Gaia Dall'Oglio
Vicentina d’origine e padovana da lunga data, attraversa il Veneto in lungo, largo e obliquo per lavoro e per passione. Founder di Sgaialand.it, è docente universitaria di Psicologia del Marketing e dell’Advertising (IUSVE – sedi di Venezia e Verona) e di Digital PR al Master Food&Wine 4.0. Socia e Head of Strategy della storica agenzia di creatività pubblicitaria Caratti E Poletto, è speaker a eventi dedicati alla comunicazione e presentatrice professionista di eventi pubblici e privati per aziende del panorama veneto e italiano.