Il Forte Interrotto fu una delle fortificazioni italiane sull’Altopiano di Asiago costruite per il controllo del vicino confine con l’Austria-Ungheria. Scopriamolo con gli scatti dei nostri amici del Centro di Cultura Fotografica di Vicenza!

Il forte Interrotto era una caserma militare costruita nel XIX secolo e trasformata in fortezza allo scoppio della Prima guerra mondiale a difesa del confine italiano contro l’Impero austro-ungarico. La fortezza è sita a 1.392 metri di altitudine e si trova nel territorio comunale di Asiago. Il nome del forte non deriva dall’opera incompiuta, ma dal nome del monte sopra al quale venne costruito, appunto il Monte Interrotto (italianizzazione del termine cimbro Hinterrucks che significa “monte posto a nord”).

Il CCF ha un rapporto stretto con le Prealpi venete e l’altopiano di Asiago, con i luoghi della Prima Guerra Mondiale, gli scenari naturalistici e gli scorci incredibili che sono in grado di offrire. Queste immagini, ottenute grazie anche alla sapiente guida di Luca Matteazzi, ci ricordano il passato della nostra terra e ci suggeriscono nuove, intense interpretazioni fotografiche.

Forte Interrotto

Il forte, concepito inizialmente come caserma per ospitare il Battaglione alpini “Bassano”, venne costruito nella seconda metà dell’800 interamente in pietra. Antecedente al Primo Conflitto Mondiale (la costruzione fu completata nel 1887), venne direttamente coinvolto nelle vicende belliche e poi pesantemente danneggiato.

Il Forte Interrotto fu concepito con dei criteri piuttosto obsoleti rispetto alla funzione di guerra moderna. Come si può vedere dall’esterno, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un grande bastione medievale  formato dalle mura esterne della casematte (a 2 piani) e una grossa torre. Le casematte erano destinate all’alloggio delle truppe, ai magazzini, al deposito munizioni, alla cucina e alla stalla per i cavalli. Al centro si apriva un grande giardino che permetteva, con degli appositi serbatoi, di raccogliere l’acqua piovana.
Tutto intorno al perimetro esterno sono ancora ben visibili le feritoie per gli scontri ravvicinati, come quelli del 27 maggio 1916 quando gli austro-ungarici scesero dal confine trentino e dilagarono sull’Altopiano. Da quel momento il forte passò in mano asburgica e fu riconvertito ad osservatorio e armato con dei piccoli cannoncini.

Il suo compito durante il primo conflitto mondiale, coadiuvato dalla Tagliata Val d’Assa e dalle batterie del Monte Rasta, era quello di costituire uno sbarramento dell’alta Val d’Assa in caso di avanzata austriaca.

Forte Interrotto

Il forte è stato ulteriormente danneggiato durante le varie esercitazioni militari che si sono svolte per decenni, già a partire dal primo dopoguerra, sull’Altopiano di Asiago. Fu infatti centrato da vari missili in batteria negli anni ’60 del secolo scorso, mentre ora è sottoposto ad un piano di ristrutturazione grazie al progetto denominato “ecomuseo Grande Guerra delle Prealpi vicentine”.

Forte Interrotto

Come arrivare: da Asiago seguire la Strada Provinciale SP349 in direzione Camporovere. Superata la località di Valle Vescovi svoltare a destra e seguire la rotabile verso il Monte Rasta

Per maggiori informazioni, vi invitiamo a visitare anche la pagina del sito Veneto Grande Guerra

 

 

Articolo precedenteAlla scoperta del CrossFit con Francesco Bullado di CrossFit Strada Battaglia
Articolo successivoBaite aperte: una domenica con ciaspole e sci tra boschi e piste delle Dolomiti
Il Centro di cultura fotografica è un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di divulgare e sviluppare conoscenze in materia di fotografia. Si rivolge a tutti gli appassionati del settore, siano essi alle prime armi, fotoamatori o fotografi professionisti. Le attività tramite cui si realizza il progetto divulgativo del CCF sono di varia tipologia, tra cui l’organizzazione di mostre, la produzione di incontri con fotografi e altri professionisti, la realizzazione di un archivio fotografico e la creazione di una biblioteca settoriale. Vengono inoltre organizzati corsi di formazione dedicati a temi specifici, workshop e altre iniziative multidisciplinari.