Due fan di Sgaialand al Teatro Goldoni Venezia con Novy Balet Mosca e la Rosa d’Inverno

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La rosa d’inverno. Sulle musiche di Vivaldi il Novy Balet di Mosca porta in scena la celebre storia di Oscar Wilde. Abbiamo portato due fan di Sgaialand e appassionate di danza al Teatro Goldoni di Venezia, scoprite come è andata nel video di copertina!

 

Sulle celebri musiche delle Quattro Stagioni di Vivaldi il Novy balet di Mosca arriva in Italia e, ospite dello Stabile del Veneto, va in scena in due date consecutive al Teatro Goldoni di Venezia e al Verdi di Padova con La rosa d’inverno. Il balletto russo firmato dal coreografo Коnstantin Кеikhel, con il racconto di Oscar Wilde L’usignolo e la rosa, ha animato il palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia ieri sera e stasera martedì 5 marzo (ore 20.45) replicherà al Teatro Verdi di Padova. Ieri sera abbiamo accompagnato due fan della community di Sgaialand e appassionate di danza, non perdetevi le loro emozioni nel video di copertina! Per Veronica e Giulia era la prima volta al Teatro Goldoni di Venezia, noi eravamo con loro e la loro emozione era davvero evidente e meravigliosa, in tutta la sua genuinità.

“Ha detto che ballerà con me se le porterò delle rose rosse – si lamentava il giovane Studente – ma in tutto il mio giardino non c’è una sola rosa rossa”.  A partire dalle parole di Wilde la compagnia del Novy Balet racconta a passi di danza il sacrificio dell’usignolo che per coronare il sogno d’amore del giovane studente è disposto a tingere con il sangue del proprio cuore una rosa e a donare così la propria vita.  Un sacrificio che si rivelerà inutile perché l’amata invece di abbandonarsi all’amore del giovane, si lascia ammaliare dalla ricchezza del figlio del ciambellano.

I corpi dei danzatori danno forma alle emozioni, evocando l’irruenza appassionata dello studente, il tenero abbandono dell’usignolo e l’ingrato rifiuto dell’innamorata, mentre l’appassionato lavoro di scavo e di immedesimazione condotto dal coreografo sa evocare la febbre consapevolmente ossessiva dell’amore negato. La sintesi è una struggente metafora tra il canto dell’usignolo e il ruolo dell’artista, che cerca l’armonia, costretto com’è a confrontarsi con la razionalità di un mondo incapace di vedere la bellezza che ci circonda.

Se siete appassionati di danza, non perdetevi gli altri spettacoli all’interno della rassegna Evoluzioni, trovate i prossimi appuntamenti qui.

Se, invece, volete saperne di più sul Teatro Goldoni, il più antico ancora esistente di Venezia, allora non perdetevi questo nostro articolo!

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