Orient Express Venezia apre nello storico Palazzo Donà Giovannelli a Cannaregio: hotel di lusso, restauro scenografico e ristorante firmato Heinz Beck.

A Venezia esistono luoghi che sembrano nati per essere osservati da lontano. Palazzi intravisti passando lentamente in barca, facciate consumate dalla salsedine dietro cui immaginiamo balli, ricevimenti, vite aristocratiche, storie mai del tutto finite. Edifici che per secoli sono rimasti lì, silenziosi, quasi inaccessibili, come se appartenessero più all’immaginario della città che alla sua quotidianità.

L’apertura di Orient Express Venezia parte esattamente da questa sensazione. Non è semplicemente un nuovo hotel di lusso, ma la riapertura di uno dei palazzi storici più affascinanti della Serenissima, Palazzo Donà Giovannelli, trasformato per la prima volta nei suoi quasi seicento anni di storia in una struttura ricettiva ultra luxury.

E anche se difficilmente sarà il luogo in cui il lettore medio di Sgaialand prenoterà una notte, il target qui è dichiaratamente internazionale e altospendente, la sua apertura merita comunque attenzione. Perché racconta molto della Venezia contemporanea, del suo rapporto con il patrimonio storico e di come la città continui ancora oggi a sedurre il mondo attraverso il suo potere scenografico. Rifatevi gli occhi con queste immagini.

Dentro Palazzo Donà Giovannelli, tra affreschi, vetri di Murano e giardini nascosti

Orient Express Venezia sorge nel sestiere di Cannaregio, lungo il Rio di Noale, in una delle zone che più conservano una dimensione autentica e meno filtrata della città.

Il palazzo risale al 1436, ma gran parte della sua identità attuale si deve agli interventi ottocenteschi voluti dal conte Andrea Giovannelli, che affidò all’architetto Giovanni Battista Meduna, lo stesso che restaurò Ca’ d’Oro, il compito di reinventarne gli interni tra suggestioni neogotiche, richiami barocchi e teatralità veneziana.

È proprio questa dimensione sospesa tra storia e rappresentazione ad aver guidato il lungo restauro firmato dall’architetta e interior designer Aline Asmar d’Amman.

Il risultato evita intelligentemente l’effetto “lusso internazionale standardizzato” che spesso svuota di identità gli hotel più esclusivi. Qui Venezia è la materia stessa del progetto. Gli affreschi convivono con superfici contemporanee, i velluti dialogano con specchi ossidati, le tonalità polverose dei cosiddetti “Colori Persi” veneziani riemergono nei tessuti, nelle boiserie e nei dettagli artigianali.

Tra gli spazi più sorprendenti c’è la Corte del Conte, un antico cortile trasformato in lobby monumentale con lampadari in vetro di Murano realizzati su misura, velluti profondi e atmosfere che ricordano più un salotto privato che una hall d’albergo.

E poi il giardino segreto. Trecento metri quadrati nascosti dietro mura secolari, tra lanterne veneziane, tende scenografiche e una quiete quasi irreale per Venezia.

L’idea di ospitalità qui è quasi cinematografica

Quello che colpisce di Orient Express Venezia è che tutto sembra costruito attorno al concetto di racconto. Non solo nell’estetica, ma nell’esperienza stessa del soggiorno. Gli ospiti arrivano in barca attraverso la storica porta d’acqua gotica del palazzo, attraversano saloni illuminati da luci soffuse e vengono accompagnati in una sorta di narrazione continua fatta di dettagli, rituali e suggestioni.

La sera il palazzo cambia atmosfera: le luci si abbassano, le candele vibrano negli ambienti storici, le ombre trasformano gli spazi. Sembra quasi di assistere al tentativo, riuscito, di riportare Venezia dentro quel mito internazionale che per decenni l’ha resa sinonimo di viaggio, mistero, arte e seduzione.

E in fondo il legame con Orient Express nasce proprio qui: nella Venezia che per secoli è stata porta simbolica tra Oriente e Occidente, città di commerci, contaminazioni culturali e immaginari esotici.

Heinz Beck porta la laguna dentro l’alta cucina contemporanea

Il vero elemento che potrebbe trasformare Orient Express Venezia in una meta anche per chi non soggiornerà nel palazzo è probabilmente la ristorazione. L’intera proposta gastronomica dell’hotel porta infatti la firma di Heinz Beck, uno dei nomi più autorevoli dell’alta cucina europea, che insieme al Beck and Maltese Consulting Team ha sviluppato un progetto culinario costruito attorno alla laguna veneziana, al Mediterraneo e a un’idea di cucina fondata su equilibrio, precisione tecnica e leggerezza. A guidare concretamente le cucine sarà Pasquale Rivetti, Chef in Residence.

Il cuore della proposta è Heinz Beck Venezia, il ristorante fine dining ospitato nell’antica Orangerie del palazzo. Solo venti coperti, un’atmosfera misurata e quasi rarefatta, e una cucina che lavora ingredienti della laguna con grande pulizia stilistica e sensibilità contemporanea.

Nel menù compaiono preparazioni che si muovono tra mare, orti e salinità veneziana con estrema precisione: ricciola accompagnata da latticello affumicato e limone in conserva, gambero rosso con alghe della laguna e vegetali trattati in modo essenziale, in un equilibrio continuo tra intensità e leggerezza.

Più che una cucina “veneziana” in senso tradizionale, quella immaginata da Beck sembra una rilettura sofisticata della laguna attraverso il linguaggio internazionale dell’alta gastronomia contemporanea. E potrebbe diventare uno dei motivi più interessanti per entrare, anche solo per una sera, dentro questo palazzo normalmente lontano dalla quotidianità veneziana.

La Casati e il Wagon Bar: i luoghi da vivere anche senza soggiornare

Accanto al fine dining, l’hotel ospita anche La Casati, ristorante ispirato alla figura della Marchesa Luisa Casati, icona eccentrica della Venezia mondana del Novecento. Qui l’atmosfera diventa più rilassata, pur mantenendo un’estetica fortemente scenografica. La cucina lavora su ingredienti stagionali e sapori veneziani in modo più accessibile rispetto al ristorante gourmet.

Durante l’estate, il giardino interno trasforma lo spazio in uno dei rifugi più affascinanti della città. E poi c’è il Wagon Bar, omaggio Art Déco ai celebri vagoni dell’Orient Express: cocktail d’autore, luci basse e quell’estetica da grande viaggio europeo che sembra uscita da un film.

Perché è sgaio

Perché al di là del lusso, qui volutamente spettacolare, Orient Express Venezia racconta qualcosa di molto veneziano: la capacità della città di continuare a reinventare la propria storia senza smettere di essere profondamente sé stessa. E perché in questo progetto convivono architettura, artigianato, design, alta cucina, memoria storica e cultura dell’ospitalità in un modo raro da vedere oggi. Non sarà il classico “consiglio weekend” , ma potrebbe diventare una di quelle esperienze da concedersi almeno una volta: magari non per dormire in una suite affacciata sui canali, ma per entrare in un palazzo normalmente invisibile alla città e regalarsi una cena capace di trasformare Venezia, ancora una volta, in un sogno lucidissimo.

Per maggiori informazioni: orient-express.com

Photocredits: Giulio Ghirardi per Orient Express Venice

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Gaia Dall'Oglio
Vicentina d’origine e padovana da lunga data, attraversa il Veneto in lungo, largo e obliquo per lavoro e per passione. Founder di Sgaialand.it, è docente universitaria di Psicologia del Marketing e dell’Advertising (IUSVE – sedi di Venezia e Verona) e di Digital PR al Master Food&Wine 4.0. Socia e Head of Strategy della storica agenzia di creatività pubblicitaria Caratti E Poletto, è speaker a eventi dedicati alla comunicazione e presentatrice professionista di eventi pubblici e privati per aziende del panorama veneto e italiano.