La passione per la fotografia e l’arte multimediale, e una spiccata sensibilità per la luce hanno portato un giovane talento della provincia di Venezia ad arrivare a far parte del team di Jellyfish Pictures, importante studio di computer grafica di Londra

Francesco Gallo ha solo 27 anni ma vanta un curriculum di tutto rispetto: nel suo percorso ha già lavorato per Bigrock, BlueZoo e Jellyfish Pictures. Ma andiamo con ordine per scoprire la sua storia.

Francesco è un lighting artist: “Mi occupo cioè di ricreare le luci all’interno delle scene 3D, grazie al programma con cui lavoro che è Autodesk Maya, uno dei programmi più usati per la realizzazione di immagini digitali”.

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È originario di Mirano, in provincia di Venezia, e ci racconta divertito le idee poco chiare che aveva nel periodo della fine del liceo quando, preso dal panico perché non sapeva cosa fare, aveva provato il testi di ammissione per tre facoltà universitarie: fisioterapia, economia internazionale e arti visive. Nel frattempo iniziò a frequentare altri corsi, tra cui anche di fotografia, e piano piano in lui nasceva una vera passione.
In parallelo era cresciuta anche una curiosità verso l’arte multimediale e la produzione di immagini con il computer. “Così, quando ho scoperto che era possibile ricreare la luce a mio piacimento all’interno di una scena tridimensionale, unendo le mie due passioni, la fotografia e il multimediale, ho deciso di iscrivermi al master in computer grafica di Bigrock”.

Intervista a Francesco Gallo

Bigrock è un “Institute of Magic Technologies”, una scuola di computer grafica a Roncade, in provincia di Treviso, un’eccellenza della nostra Terra delle Meraviglie dove Francesco non solo ha studiato, ma ha avuto anche l’opportunità di lavorare, occupandosi principalmente di foto e video: “Credo di aver capito di aver fatto la scelta giusta fin dal primo giorno di Bigrock. L’ambiente era molto accogliente e il team molto giovane e alla mano, e i sei mesi di master sono letteralmente volati. I ragazzi che mi hanno fatto da professori durante il master sono le persone che mi hanno permesso di trovare un lavoro e che ancora oggi sono amiciMi è rimasto un ricordo speciale del viaggio in America che ogni master intraprende verso la metà del corso di studi.
Si visitano posti stupendi come la Death Valley, Las Vegas, la West Coast, per poi terminare a San Francisco. Proprio qui spesso si riesce a passare per le grandi case di produzione, come la Pixar, e incontrare qualche artista italiano che oggi lavora là.
Dopo i primi sei mesi di master sono stato scelto insieme ad altri 7 ragazzi con cui ho continuato il percorso all’interno di Bigrock nel reparto RED (la seconda parte del percorso per cui vengono scelti i migliori talenti che si sono distinti nei mesi precedenti).
Mi è stata offerta poi la possibilità di entrare a far parte dello staff e ho cominciato a lavorare a Bigrock. Ho collaborato a diversi cortometraggi, tra cui il video “Alieno” di Fabri Fibra, di cui sono stato direttore della fotografia.
Ho imparato molto da questa esperienza e speciale è stato per me il rapporto con il proprietario, Marco Savini, con cui ho condiviso diverse avventure e che mi ha trasmesso il suo modo di vedere il nostro lavoro e la vita in generale.

Durante questo periodo ho avuto inoltre l’opportunità di entrare in contatto con un altro mondo favoloso e interessantissimo che è quello di H-Farm. Con loro ho collaborato per diversi lavori, seguivo in particolare le riprese per eventi come l’H-Ack e il Kinnernet

Sei anche un fotografo e nei tuoi profili social ci sono delle bellissime immagini.
Quanto ti ha aiutato la passione per la fotografia nel tuo lavoro?
Scatto fotografie ogni giorno, ad ogni cosa interessante che attira la mia attenzione.
Credo di avere una memoria fotografica, lo scattare mi aiuta a ricordare quella determinata luce e quei determinati colori e richiamarli alla memoria quando ne ho bisogno.
Lo vedo anche come un allenamento quando al lavoro mi viene chiesto di ricreare una determinata situazione con le luci.
Credo che la fotografia abbia fatto la differenza per il mio percorso. Avere un occhio allenato alla prospettiva alla composizione e ai colori mi aiuta molto, oltre al fatto che è sempre ben apprezzato come ulteriore capacità da chi fa i colloqui.
Ad oggi è ancora solo una passione ma un giorno mi piacerebbe farla diventare anche qualcosa di più.
Un’altra cosa molto importante nel mio lavoro sono le reference, ossia le immagini da cui prendere ispirazione, per questo io passo molto tempo a navigare in internet cercando fotografie o immagini che mi ispirano, anche solo scene prese da qualche film

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Adesso Francesco Gallo vive a Londra, dove è arrivato nel 2015 alla ricerca di un’esperienza nuova dopo quella di Bigrock, e  lavora per Jellyfish Pictures, uno degli studi di computer grafica più importanti (nel quale, tra le altre cose, si producono gli effetti speciali di Star Wars). La sua prima esperienza lavorativa da Jellyfish è stata con Floogals, una serie televisiva animata per bambini piccoli.
A Londra ha anche lavorato da BlueZoo, un altro studio di animazione, in cui ha fatto un’esperienza completamente diversa.
Qui mi sono occupato più di commercials, pubblicità. Il fatto di cambiare progetti molto spesso e lavorare su cose completamente diverse ti permette di crescere molto velocemente. Ho lavorato ad una serie di advertise per Lego, Clarks, Skysaga (un gioco online) e abbiamo fatto dei mini-video (Cozmoments) per Anki, un’azienda che produce robot giocattolo. Forse il posto di lavoro dove finora mi son trovato meglio

Intervista a Francesco Gallo

Come è l’ambiente lavorativo a Londra e quali sono le differenze rispetto all’Italia?
Il bello dell’Inghilterra è che, nonostante la mia giovane età e la poca esperienza, mi è stata comunque offerta la possibilità di dire la mia e prendere decisioni importanti nella produzione.
Credo inoltre che la maggior differenza con l’Italia riguardi il budget impiegato in una serie e di conseguenza il tempo, le risorse e la qualità del lavoro che è richiesta. Purtroppo anche nel mio campo è sempre una questione di tempo e soldi.
Inoltre, il mio non è un settore troppo vasto quindi la gente che ci lavora non è molta: è importante stringere ottimi rapporti con le persone con cui lavori perché prima o poi è molto probabile che le troverai in qualche altra società

Di che cosa ti occupi adesso?
Ora sono Lead Lighting in una delle serie tv in produzione presso Jellyfish Pictures. È uno show per la BBC e si chiama Dennis&Gnasher, basato sul fumetto Beano, che in Italia è conosciuto come “Dennis la Minaccia”.
Mi occupo di supervisionare il reparto che crea l’illuminazione all’interno della scena 3D. L’ambiente di lavoro è molto stimolante e dinamico, spesso anche stressante, ma fa parte del gioco e sono ben felice dell’opportunità che mi è stata offerta.
Mi trovo spesso a confrontarmi con l’art director e i supervisori per trovare le soluzioni più adatte a rendere visivamente interessante quello che voleva trasmettere chi ha creato la storia. Una delle cose che più mi fa piacere è che quando hanno bisogno della mia opinione o del mio consiglio usano l’espressione “Can I borrow your eyes?” cioè “posso prendere in prestito i tuoi occhi?”, come se volessero vedere le cose attraverso quello che vedo io, usando la mia immaginazione

Quest’ultima bellissima immagine che mi descrive Francesco Gallo si collega al primo pensiero che avevo fatto quando ho sentito parlare del suo lavoro. Mi era infatti subito venuto in mente questo video di un papà che lavora alla Pixar e che si diverte a rendere reali i sogni del suo bambino.

Per lavorare nel settore della computer grafica credo che sia molto importante rimanere sempre un po’ bambini e avere la capacità di guardare “oltre”, vedere quello che altri non vedono, e mantenere un atteggiamento giocoso. Ti ritrovi in questo pensiero e hai anche tu questo atteggiamento nei confronti del tuo lavoro?
Credo che questa sia proprio la cosa che mi manda avanti giorno dopo giorno: io non vedo il mio come un “lavoro”, perché fondamentalmente gioco con i colori. Per quanto possa essere stressante per tutte le dead line che ho, mi ritengo sempre molto fortunato perché faccio quello che mi piace, e questo rende il tutto molto più facile!
Questo lo vedo anche nelle persone che lavorano con me: quelle che riescono meglio in questo settore sono proprio quelle che non smettono mai di divertirsi. È un lavoro creativo, sono pagato per mettere a disposizione dell’azienda il mio modo di vedere le cose, quindi cerco di mettere sempre qualcosa di mio in quello che faccio

Che dite, con questo spirito potremmo considerare Francesco Gallo un membro ad honorem dello sgaia-team?

 

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