Elisa,  brillante editor di Una casalinga al cinema,  è andata ancora una volta al cinema per noi ! Oggi di quale film ci parlerà? Pop corn o no?! Scopritelo con noi! Gaia 

Revenant
da telegraph.co.uk

 

REVENANT – Redivivo

Di: Alejandro González Iñárritu

Con: Leonardo di Caprio (Hugh Glass), Tom Hardy (John Fitzgerald), Domhnall Gleeson (capitano Henry)

Si perché: è un’occasione per parlare di due concetti importanti. Il primo è la traduzione italiana del titolo, “Redivivo”, termine poco usato e non frequente: dal vocabolario Treccani “[dal lat. Redivivus <<restaurato, rinnovato>>, nel lat. Crist. <<risuscitato>>]. – ritornato in vita (…), rinato a nuova vita”. E già si capisce quindi qual è il tema del film, anzi la storia in se’, ma niente anticipazioni per carità. Il secondo concetto, e che leggerete spesso fra queste righe, è la riflessione sul cinema in se’: perché andare al cinema, cos’è il cinema, film = opera d’arte (?). Ci sono film semplici, dove succedono fatti lineari, spesso in ordine cronologico: da una situazione “a”, si passa per “b”, per arrivare alle conseguenze “d”, “e”, ecc. Questi film hanno personaggi in carne ed ossa, utilizzano un linguaggio universale e non c’è tanto da capire. Poi ci sono i film meno immediati, come nel caso di Iñárritu: anche in questo caso si parte da una situazione e si arriva un’altra, ma il modo in cui tutto succede non è convenzionale. Hugh Glass, la guida interpretata da Di Caprio, non parla mai: è ferito e in fin di vita per due ore e mezzo di film. Non ci sono tanti personaggi, ma quello fondamentale è l’ambiente circostante: il gelo, il bianco, la natura diventano parti integranti della storia narrata.

I film realizzati in questo modo sono per appassionati del settore, non amati da un largo pubblico, anche se le cifre al botteghino lo danno per favorito a lungo termine. Tutto è minimalista, chic, un dipinto d’autore: bello, ma difficile da digerire.

Revenant

No perché: il concetto sopra esposto può essere anche un punto debole. Quando si girano film troppo difficili, dopo diventa complicato: il consiglio che do sempre è quello di non pretendere mai di capire una storia, ma di guardarlo e pensare poi a cosa ci portiamo a casa di quanto visto. Di sicuro staranno andando al cinema i fan di Di Caprio, ma rimarranno spiazzati: prima di tutto, come già scritto, perché non parla mai (recita comunque, ma in un modo a cui non siamo tanto abituati) ed è abbruttito, sporco, dilaniato. È un film un po’ crudo: oltre a scontri massacranti, la cinepresa spesso indugia su particolari sanguinosi e dolorosi.

La predominanza di silenzio e commento musicale ridotto al minimo possono risultare pesanti, soprattutto per una durata così lunga. Ha già avuto molti premi ed è in testa alle nomination agli oscar (ben dodici!): non credo che si siano sbagliati del tutto su questo film.

Revenant
da telegraph.co.uk

Per: chi è in cerca di un film diverso dal solito. E difficile individuare lo spettatore tipo perché attira o allontana il pubblico per lo stesso motivo: Di Caprio protagonista, pochi dialoghi, tanta natura e avventura, cura maniacale dei dettagli, sospensione nel tempo.

Casa o cinema: cinema, senza dubbi. È stato girato con grande attenzione al dettaglio, per me ha già vinto l’oscar per la fotografia: la composizione di ogni singola scena va vista sul grande schermo, è come se fosse una sequenza di dipinti, una mostra o al museo. A casa sul divano sarebbe un potente sonnifero: almeno al cinema l’attenzione rimane sempre viva.

Pop – corn: non li trovo molto adatti, anche se la durata del film li invoca. Succedono troppe cose cruente per pensare al cibo. Anzi, vedrete che proprio il cibo è uno dei temi ricorrenti, spesso in termini ostili.

#prendilasgaia

Elisa