Da Venezia a Palermo, passando per Siena e Roma, il Google Grand Tour d’Italia è un viaggio virtuale per conoscere alcuni dei tesori culturali del nostro Paese con il supporto di immagini e video

Lo scorso maggio nella splendida cornice dell’Arsenale di Venezia, è stato presentato insieme al Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, il Google Grand Tour d’Italia, un viaggio virtuale per conoscere alcuni dei tesori culturali del nostro Paese con il supporto di immagini e video, anche a 360 gradi.
Un progetto ambizioso quello del Grand Tour d’Italia, che vuole celebrare il passato per definire il futuro di questa nostra bellissima penisola, che è tutta una Terra delle Meraviglie. Un tour per scoprire come la cultura italiana ha contribuito a trasformare il mondo moderno, tra arte, architettura, musica e cibo.
Abbiamo intervistato Erika Mazzuccato – Rappresentante Veneto Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO – Oscar Zampiron, Referente Comunicazione & Giornate Internazionali per il Veneto del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e Laura Aglio – socia del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Ecco cosa ci hanno raccontato.

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In cosa consiste il Google Grand Tour d’Italia e quali città si possono visitare virtualmente?
– Erika Mazzuccato, Oscar Zampiron e Laura Aglio
Da Venezia a Palermo, passando per Siena e Roma, il Grand Tour d’Italia di Google è un vero e proprio viaggio per conoscere alcuni dei tesori culturali del nostro Paese. Un viaggio che permette di rivivere tradizioni senza tempo, ammirare da vicino capolavori ad altissima risoluzione e scoprire innovazioni, che hanno cambiato per sempre il nostro mondo con l’obiettivo di celebrare il passato e al tempo stesso offrire spunti e stimoli per il futuro.
Non solo. Nelle quattro città coinvolte, questo viaggio online è diventato reale attraverso installazioni digitali che amplificano e rendono ancora più coinvolgente l’esperienza del Grand Tour d’Italia, e ancora, seminari e workshop formativi sono stati organizzati per diffondere le competenze digitali.
Il progetto, reso disponibile per tutti sulla piattaforma Google Arts & Culture, è stato realizzato attraverso la tecnologia di Google e il fondamentale apporto in ambito culturale del Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, nonché di altre istituzioni culturali.

Quali sono stati gli obiettivi e in quale modo il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha collaborato con il Google Cultural Institute per Google Grand Tour d’Italia?
– Erika Mazzuccato e Oscar Zampiron –
La collaborazione tra il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e Google Cultural Institute è stata possibile in primis grazie alle capacità progettuali del nostro Presidente Paolo Petrocelli che, nel corso della sua presidenza, ha sempre fatto intraprendere alla nostra associazione progetti culturali di respiro nazionale intrisi di una componente fortemente innovativa e giovanile. Io – racconta Oscar Zampiron – e la collega Erika Mazzucato, appartenenti alla sezione regionale per il Veneto del Comitato Giovani UNESCO, abbiamo avuto l’onore di coordinare il progetto che vede Venezia come città capofila. Le diverse sezioni regionali coinvolte hanno partecipato attivamente realizzando delle Mostre digitali per ciascuna città coinvolta. L’obiettivo primario è rendere accessibile a tutti, dovunque e gratuitamente, le bellezze del patrimonio culturale italiano attraverso gli occhi di chi vive e conosce i luoghi, i sapori, le singole specificità tradizionali e culturali che contraddistinguono la storia locale.

Nel pensare e realizzare le mostre digitali su Venezia il Comitato Giovani UNESCO ha deciso di concentrarsi sulla valorizzazione del sito di “Venezia e la sua laguna”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1987.
Un viaggio che ha voluto dare rilievo anche ad aspetti della tradizione veneziana meno conosciuti: dalla toponomastica e dai prodotti tipici dell’enogastronomia, alle arti e mestieri storici, passando per la valorizzazione delle isole come segno di responsabilità e consapevolezza di un territorio che merita cura, rispetto e attenzione.
Abbiamo avuto l’opportunità di entrare nel vivo del passaggio intergenerazionale dei mestieri artigiani veneziani, di ascoltare le storie di uomini mossi dalla passione per il loro lavoro e per il loro territorio. Conoscere da vicino questi protagonisti è l’aspetto che ci ha lasciato maggiormente un segno.

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Mettere assieme il patrimonio culturale italiano e l’innovazione tecnologica digitale in un progetto volto a conoscere e riscoprire il passato per costruire e ridefinire un futuro migliore
, è stata una sfida che il Comitato Giovani UNESCO ha inteso intraprendere per avvicinare giovani e cultura. Non dimentichiamo che UNESCO opera, inter alia, per la salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale, intendendo con tale termine in particolare tutte le misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale tra le generazioni. La tecnologia e il digitale possono rappresentare degli strumenti utili e preziosi per la valorizzazione del patrimonio culturale.

In che modo allora le nuove tecnologie possono aiutare alla riscoperta e alla valorizzazione delle eccellenze artigiane locali?
– Laura Aglio –
Il digitale è una grande opportunità e una sfida per tutte le imprese, ma in particolare per le micro e piccole eccellenze artigiane che possono, grazie al potere delle tecnologie e della presenza online, raggiungere un pubblico sempre più ampio per farsi conoscere e raccontare i propri prodotti, lavorazioni, tecniche e autenticità. È il famoso principio della “coda lunga” introdotto da Chris Anderson per la prima volta nel 2004 in un articolo di Wired: grazie alle nuove tecnologie anche le piccole imprese e i prodotti di nicchia possono aspirare a raggiungere lo stesso mercato che fino a pochi anni fa era solo appannaggio delle grandi imprese e delle multinazionali che possono investire molte risorse in comunicazione. In questo modello economico e commerciale i ricavi vengono ottenuti non solo con la vendita di molte unità di pochi oggetti, ma anche vendendo pochissime unità di tantissimi oggetti diversi e personalizzati, peculiarità delle imprese artigiane.

C’è interesse da parte dei giovani ad immergersi in questi tour virtuali per scoprire opere d’arte e mestieri?
– Laura Aglio –
I giovani sono portati a usare i nuovi strumenti per il fatto stesso che esistono ed entrano a far parte della loro vita in modo “naturale”. Allo stesso tempo sono gli stessi nativi digitali che non ne conoscono spesso le potenzialità. Questi progetti sono fatti anche per loro, per far scoprire le potenzialità della tecnologia esistente, stimolare la loro creatività e spingerli ad approfondire la conoscenza della ricchezza del patrimonio culturale del nostro paese e a sviluppare parallelamente nuove competenze digitali che non possono sottovalutare per il loro futuro professionale. Recenti studi sulle tendenze dell’occupazione nei paesi ad alto reddito concordano nell’affermare che l’artigianato e tutti i lavori basati sul “saper fare con le mani” saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni. Ma senza questi strumenti sono destinati a fallire perché non ci sarà ricambio generazionale.

Come reagiscono i nostri artigiani all’idea di raccontarsi e tramandarsi un modo nuovo?
– Laura Aglio –
Chiusura e reticenza. Questo è il primo impatto che si riscontra. Gli artigiani temono di perdere la loro autenticità inserendo i loro prodotti online. Chiedono spesso casi di successo e il confronto con chi ha ottenuto dei risultati concreti. L’artigiano italiano è abituato a vedere riconosciuto il proprio lavoro e le sue abilità nel confronto diretto con il cliente. Non si aspetta che ci possa essere una “domanda” e una richiesta di “sapere” dall’altra parte dello schermo. Per questo sono sempre più importanti progetti che entrino nelle botteghe e sensibilizzino gli artigiani: hanno bisogno di sentirsi rassicurati, di vedere riscontri concreti e poi sono disposti a lasciarsi andare alle sperimentazioni ma solo se presi per mano e guidati, perché non vogliono abbandonare la loro manualità e creatività per dedicare ore del loro tempo al digitale. Dal 2008 le imprese che più hanno saputo crescere sono quelle che maggiormente hanno scommesso sul digitale relativamente a due aspetti: il marketing e la produzione. Questi dati parlano da soli! Le imprese che stanno vivendo questa 4° rivoluzione digitale sono chiamate ad adottare nuovi modelli di produzione e di business, manualità e tecnologia, collaborazione, design e sostenibilità.

Quali sviluppi futuri immagini per queste tecnologie che oggi ci sembrano ancora così “magiche”?
– Laura Aglio –
L’integrazione nelle imprese di tecnologie come il 3D e la realtà aumentata e virtuale (es. Google Earth VR, immersione video a 360° o pittura in 3D con Tilt Brush), che ora ci sembrano così lontane, è già realtà in molti progetti e in particolare dall’altra parte del mondo. Ciò accade ad esempio in California, dove auspicano di vedere presto applicati i nuovi strumenti digitali a contesti come quello dell’artigianato e del turismo. Contesti che in Italia sono la parte predominante dell’economia. Gli sviluppi che mi immagino sono dati dall’abilità tutta italiana di applicare queste tecnologie a una tradizione, che in progetti come il Grand Tour d’Italia deve trovare il motivo vero per essere rilanciata e valorizzata. Manualità, ingegno e creatività che le macchine non possono sostituire devono andare di pari passo con tecnologia, co-creazione e nuovi orizzonti che proprio il digitale può offrire abilitando il dialogo fra diverse generazioni per non perdere la ricchezza di una tradizione tutta italiana!

Ci sono delle opportunità per i Giovani e per le imprese artigiane di innovare, supportando così la continuità delle arti e dei mestieri tradizionali?
– Erika Mazzuccato, Oscar Zampiron e Laura Aglio
Certo! Il 16 maggio in occasione della giornata di presentazione di Google Grand Tour d’ Italia presso la magica cornice dell’Arsenale a Venezia il Comitato Giovani UNESCO ha organizzato un momento formativo volto a coinvolgere i giovani. L’obiettivo? “far dialogare diverse generazioni e stimolare all’innovazione”. All’interno del momento intitolato “La trasmissione del sapere artigiano tra Giovani, Tecnologia ed Innovazione Digitale” Nadia Giaretta della Direzione Turismo della Regione Veneto ha illustrato due progetti europei Christa e YouInHerit finalizzati alla promozione di un turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio culturale e immateriale dei mestieri tradizionali. I fiumi, la laguna e le isole minori di Venezia sono patrimoni nascosti e in qualità di stakeholder desideriamo promuovere queste progettualità e comunicare ai giovani un’opportunità di inserimento lavorativo e di formazione gratuita in ambito digital e marketing.

Non possiamo che vederci al Grand Tour! Una modalità unica e sgaia per godersii fuochi d’artificio nel bacino di San Marco, o la festa del Redentore, o, perché no, i preparativi per il Palio di Siena in piazza del Campo.

 

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