La storia di Federico Bertolotti, fashion designer bresciano tra arte, moda e imprenditoria

La creatività di Federico Bertolotti risiede nell’arte applicata alla moda.
Ebbene sì, il fashion designer bresciano è un artista poliedrico a cavallo tra design e impresa e negli ultimi anni anche d’esportazione sulle più importanti passerelle londinesi.
L’abbiamo incontrato per scoprire un po’ di più di lui e delle sue creazioni!

Intervista a Federico Bertolotti

Quali erano i tuoi sogni e progetti da giovanissimo?
Da quel che ricordo sono sempre stato curioso di osservare il mondo così ricco di colori, suoni e immagini “in movimento”. Ricordo le passeggiate sul lago con la famiglia nelle quali mi divertivo a pennellare con la forza del pensiero quelle porzioni di realtà che per me avevano un particolare fascino: “All’arrivo della sera la luna si tuffa tra le dolci onde di un’acqua senza sale / I pesci d’argento s’indorano colpiti dalle luci di un ristorante”. Ho sempre dipinto, sempre scritto, sempre creato e cercato di afferrare tutto quello che passava come acqua nel letto di un fiume attraverso il mio corpo: dalla poesia alla pittura, dalla narrativa alla musica, dalla scenografia al teatro, dalla regia alla sceneggiatura, dallo storyboard ai costumi di scena, dalle illustrazioni alla grafica e allo studio di loghi, dalla recitazione alla realizzazione di linee di abbigliamento. E mi ripeto, dalla poesia alla realizzazione di lungometraggi. Ho sempre ben inteso che ogni arte è il collegamento tra l’una e l’altra per cui un colore può divenire una poesia oppure musica o ancora un abito e così via. È solo una questione di “sviluppo-materia” poiché è se nel Tutto vi è l’Uno a rigore bisogna ammettere che è vero anche il contrario. Mi vedevo pittore, poeta, regista cinematografico e in mille altri ruoli, ma ciò che ho sempre sentito e riconosciuto è la direzione nel portare la bellezza attraverso l’espressione e l’esperienza artistica. 

federico bertolotti fashion designer bresciano sgaialand magazine intervista

La tua formazione scientifica, però, sembra contrastare con la tua vena artistica…
Ho avuto una formazione di carattere “scientifico-matematico”, ho sempre frequentato atelier e ho studiato Lettere e Filosofia con indirizzo cinematografico, ma più che la scuola ciò che veramente mi ha fatto crescere è il continuo allenamento dell’arte e nell’arte. Mi ritrovo spesso a disegnare in atelier con i miei maestri. La tecnica non è tutto, ma senza una tecnica acquisita si ha meno consapevolezza. Personalmente trovo che nell’esperienza del fare si acquisisca un valore aggiunto rispetto ad un insegnamento teorico: tutto vive e in un qualche modo comunica con noi. 

federico bertolotti fashion designer bresciano sgaialand magazine intervista

Come vivi la routine quotidiana del tuo lavoro?
Dipende dal progetto che sto sviluppando in un determinato periodo. Ho avuto un importante incarico in un’azienda che produce abbigliamento per prestigiosi brand e questo non rimane comunque un buon motivo per non esprimermi attraverso altri canali. Ho dichiarato e registrato il mio marchio [F.B] FEDERICO BERTOLOTTI qualche anno fa, e a oggi sto sviluppando una serie di incontri per dare vita a una struttura organizzativa con fondamenta radicate.

Parli dell’uomo e della donna, del re e della regina, e le tue figure sono linee che raccontano storie. Parlaci del progetto Love Line…
Si tratta di una linea di abbigliamento dove protagonisti sono i “Lovvini“, personaggi semplici fatti da linee che ci ricordano, accompagnandoci nel quotidiano, la natura e l’equilibrio delle cose. Forza interiore. Per il prossimo anno sto lavorando a una serie di importanti tele in vista di una mia mostra personale ma non posso rivelare di più. Ah, sto lavorando all’illustrazione della copertina di un libro e… a un progetto teatrale. 

federico bertolotti fashion designer bresciano sgaialand magazine intervista

Come vedi il tuo futuro?
Più prolifico, concentrato e creativo di sempre. I passi si compiono giorno per giorno: “Un obiettivo al giorno leva il medico di torno“. Vorrei concludere rispondendo con gli ultimi versi di una mia poesia pubblicata sul libro “Il Pesce e lo Spirito” (pubblicato con lo pseudonimo Flou Shalom – ndr), “Voli di Primavera”:

“Le rondini continuano a volare
sotto un giallo sole
di una giornata.
I moscerini continuano a volare
sotto una gialla lampada
di una cucina.”

 

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